

Il Dott. Pier Luigi Bonucci, esperto in Ortopedia e Traumatologia, ci parla della biomeccanica dell’avambraccio
L’avambraccio è la zona dell’arto superiore compresa tra il braccio, sul fronte prossimale, e la mano, sul fronte distale.
I muscoli dell’avambraccio comprendo la parte anatomo-scheletrica composta da ulna e radio.
In totale, ci sono 20 muscoli dell’avambraccio:

I muscoli dell’avambraccio anteriore svolgono la funzione di flettere il polso e le dita della mano, di ruotare l’avambraccio e di muovere il polso.
Invece, i muscoli dell’avambraccio posteriore si occupano di estendere il polso e le dita della mano, di flettere il gomito, di girare l’avambraccio e di muovere il pollice. Pertanto, i muscoli dell’avambraccio posteriore vengono detti muscoli estensori dell’avambraccio.
Di conseguenza, l’avambraccio è una struttura dinamica in cui i carichi si distribuiscono su tutto l’arco senza dover concentrarsi in una sola zona.
Comprendere la biomeccanica dell’avambraccio, quindi, risulta fondamentale per l’attività clinica. A livello clinico la biomeccanica di questa struttura si divide:
Il movimento principale dell’avambraccio è la rotazione e, quindi, le fratture influenzano negativamente non solo sulla la capacità di ruotare il braccio, ma anche su quella di piegare e raddrizzare il polso e il gomito. Ciò provoca un’instabilità dell’avambraccio stesso.
Le cause più frequenti di una frattura dell’avambraccio includono:
Per maggiori informazioni puoi leggere il PDF scaricabile “Anatomia e biomeccanica dell’avambraccio, patogenesi dell’Instabilità dell’avambraccio e della DRUJ: cosa abbiamo imparato negli ultimi 20 anni”.
Ortopedia e Traumatologia a Modena