

Chi conosce la neurochirurgia tradizionale sa cos'è una clip: un piccolo strumento metallico che il chirurgo posiziona sul colletto dell'aneurisma, dall'esterno, dopo aver aperto il cranio, per escluderlo dalla circolazione. Oggi lo stesso principio — chiudere l'aneurisma alla base, lasciando intatto il vaso sano — si può ottenere dall'interno, con un catetere, senza craniotomia: sono i dispositivi intrasacculari.
Si tratta di piccole strutture in nitinol a forma di gomitolo, che vengono rilasciate attraverso un catetere interamente all'interno della sacca aneurismatica, dove si espandono fino a riempirla, interrompendo il flusso di sangue verso l'aneurisma e favorendone la progressiva chiusura.
La differenza rispetto ad altre tecniche endovascolari, come lo stent a flusso diretto, è proprio questa: il dispositivo intrasacculare non viene mai posizionato nel vaso sano. Non c'è nessun corpo estraneo che rimane a contatto con il flusso sanguigno principale — e questo ha una conseguenza molto concreta per il paziente: non è necessaria alcuna terapia antiaggregante prolungata, il farmaco che invece va assunto per mesi dopo l'impianto di uno stent, per evitare che si formino coaguli sul dispositivo.
Lo studio pivotale WEB-IT, che ha seguito per 5 anni 150 pazienti trattati con dispositivo intrasculare per aneurismi a colletto largo, ha documentato un esito angiografico favorevole nell'87,2% dei casi, con nessuna nuova rottura o sanguinamento registrato in oltre 140 aneurismi non rotti seguiti nel tempo.¹
Sul fronte della sicurezza, lo stesso studio ha rilevato un unico evento avverso maggiore nel primo anno di follow-up (0,7% dei casi), con nessun ulteriore evento correlato al dispositivo registrato dal 30° giorno fino a 5 anni.²
Non tutti gli aneurismi sono adatti a questa tecnica: i dispositivi intrasacculari sono indicati soprattutto per aneurismi a colletto largo, spesso in sede di biforcazione, dove altre tecniche richiederebbero l'impianto di uno o più stent. La scelta della tecnica più adatta — intrasacculare, flow-diverter, stent-assisted coiling o embolizzazione tradizionale con coil — dipende da forma, dimensioni e localizzazione dell'aneurisma, e va sempre stabilita dopo una valutazione angiografica dedicata.
Presso il Policlinico Gemelli (Roma) il Dott. Iacopo Valente valuta ed eseguoe questi trattamenti con angiografo biplano di ultima generazione, che consente una visualizzazione tridimensionale della sacca e del colletto essenziale per selezionare correttamente le dimensioni del dispositivo, con dosi di radiazioni ridotte rispetto ai sistemi tradizionali.
1. Fiorella D, Molyneux A, Coon A, et al. Safety and effectiveness of the Woven EndoBridge (WEB) system for the treatment of wide necked bifurcation aneurysms: final 5 year results of the pivotal WEB Intra-saccular Therapy study (WEB-IT). J Neurointerv Surg. 2023;15(12):1175-1180. doi:10.1136/jnis-2023-020611.
2. Arthur AS, Molyneux A, Coon AL, et al. The safety and effectiveness of the Woven EndoBridge (WEB) system for the treatment of wide-necked bifurcation aneurysms: final 12-month results of the pivotal WEB intrasaccular therapy (WEB-IT) study. J Neurointerv Surg. 2019;11(9):924-930. doi:10.1136/neurintsurg-2019-014815.