Autismo

Che cos’è l’autismo?

L’autismo, o disturbo dello spettro autistico, è una condizione del neurosviluppo che influenza il modo in cui una persona comunica, interagisce con gli altri, percepisce l’ambiente e organizza comportamenti e interessi.


Si parla di spettro perché le caratteristiche dell’autismo possono presentarsi in modi molto diversi da una persona all’altra. Alcune persone sono autonome nella vita quotidiana, mentre altre necessitano di un supporto significativo e continuativo. Anche le capacità linguistiche e cognitive possono essere molto differenti. Le necessità della persona possono inoltre cambiare nel corso della vita.


Dal punto di vista medico e diagnostico viene classificato come disturbo del neurosviluppo. Nel contesto della neurodiversità, invece, l’autismo viene spesso descritto come una forma di neurodivergenza, cioè un modo di svilupparsi e funzionare neurologicamente differente rispetto a quello considerato tipico.


Le due definizioni non sono necessariamente in contrasto: la prima appartiene alla classificazione clinica, mentre la seconda pone maggiore attenzione alle differenze individuali, ai punti di forza e ai bisogni di supporto della persona.


Le caratteristiche possono diventare evidenti già nella prima infanzia, ma in alcuni casi l’autismo viene diagnosticato durante l’adolescenza o in età adulta.

Che cosa si intende per autismo ad alto funzionamento?

L’espressione “autismo ad alto funzionamento” viene ancora utilizzata nel linguaggio comune per indicare persone autistiche che non presentano disabilità intellettiva e che possiedono buone capacità linguistiche e cognitive. Tuttavia, non rappresenta una diagnosi medica ufficiale.


Le classificazioni diagnostiche attuali preferiscono descrivere separatamente le capacità cognitive, il livello di linguaggio funzionale e le necessità di supporto della persona. Una persona con buone capacità linguistiche o intellettive può infatti incontrare comunque difficoltà importanti nella vita sociale, nella gestione degli stimoli sensoriali, nell’organizzazione quotidiana o nell’adattamento ai cambiamenti. Per questo, definire una persona semplicemente come “ad alto funzionamento” può non rappresentare correttamente i suoi reali bisogni.


Anche la sindrome di Asperger, considerata in passato una diagnosi distinta, rientra oggi nel più ampio disturbo dello spettro autistico nelle classificazioni diagnostiche attuali.

Quali sono i sintomi e le caratteristiche dell’autismo?

Le caratteristiche dell’autismo riguardano principalmente la comunicazione e l’interazione sociale e la presenza di comportamenti, interessi o attività ripetitivi o particolarmente circoscritti.


Possono comprendere:

  • difficoltà nel comprendere o utilizzare alcuni aspetti della comunicazione sociale, come gesti, espressioni del volto o tono della voce;
  • difficoltà nel mantenere conversazioni o relazioni sociali secondo le modalità abituali;
  • sviluppo del linguaggio differente rispetto ai coetanei o, in alcune persone, assenza o forte limitazione del linguaggio verbale;
  • ripetizione di parole, frasi, movimenti o azioni;
  • particolare bisogno di routine e prevedibilità;
  • disagio in presenza di cambiamenti inattesi;
  • interessi molto intensi o specifici;
  • sensibilità aumentata o ridotta a suoni, luci, odori, sapori, consistenze o contatto fisico.


Non tutte le persone autistiche presentano queste caratteristiche nello stesso modo. Per esempio, evitare il contatto visivo o preferire attività individuali può verificarsi in alcune persone, ma non è una caratteristica presente necessariamente in tutte.

Quali sono le cause dell’autismo?

Non esiste una singola causa dell’autismo. Le evidenze scientifiche indicano che il disturbo dello spettro autistico deriva probabilmente dall’interazione di diversi fattori, con una componente genetica importante.


Sono stati studiati anche diversi fattori associati a un aumento della probabilità di autismo, tra cui alcune condizioni della gravidanza e del periodo perinatale. Tuttavia, la presenza di un fattore di rischio non significa che una persona svilupperà necessariamente l’autismo.


Le evidenze disponibili hanno inoltre escluso un rapporto causale tra vaccinazioni e autismo. In particolare, numerosi studi hanno dimostrato che il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) non causa l’autismo.

Come viene diagnosticato l’autismo?

La diagnosi dell’autismo è clinica e viene effettuata attraverso una valutazione approfondita della persona.


Nei bambini vengono generalmente analizzati lo sviluppo, la comunicazione, le modalità di interazione sociale, il comportamento e le eventuali sensibilità sensoriali. Possono essere raccolte informazioni dai genitori, dalla scuola e da altre persone che conoscono il bambino.


Anche negli adulti la valutazione prende in considerazione le caratteristiche presenti durante l’infanzia, quando queste informazioni sono disponibili, insieme al funzionamento attuale nella vita sociale, lavorativa e quotidiana.


Possono essere utilizzati questionari e strumenti diagnostici specifici, ma nessun singolo test è sufficiente da solo per formulare la diagnosi. Esami genetici, analisi di laboratorio o tecniche di neuroimaging non vengono utilizzati di routine per diagnosticare l’autismo, anche se possono essere indicati in casi selezionati per approfondire altre condizioni associate.

Quali trattamenti e forme di supporto sono disponibili?

L’autismo è una condizione del neurosviluppo e gli interventi non hanno l’obiettivo di eliminare l’autismo, ma di favorire lo sviluppo, l’autonomia, la comunicazione, la partecipazione sociale e la qualità di vita.


Il percorso deve essere personalizzato in base alle caratteristiche e alle necessità della persona. Può comprendere, quando indicato:

  • interventi sul linguaggio e sulla comunicazione;
  • logopedia;
  • terapia occupazionale;
  • interventi educativi e psicosociali;
  • supporto alle abilità sociali e alle autonomie quotidiane;
  • adattamenti dell’ambiente scolastico, lavorativo o familiare;
  • sostegno e formazione per genitori e caregiver.


Gli interventi possono essere utili durante l’infanzia, ma il supporto può continuare anche nell’adolescenza e nell’età adulta in base alle necessità individuali.


Non esistono farmaci in grado di trattare direttamente le caratteristiche fondamentali dell’autismo. I farmaci possono però essere utilizzati, quando necessario e sotto controllo medico, per alcune condizioni associate o specifici problemi clinici.


Tra le condizioni che possono presentarsi insieme all’autismo vi sono ADHD, ansia, depressione, epilessia e disturbi del sonno. La loro presenza deve essere valutata e trattata in modo specifico.

A quale specialista rivolgersi?

La valutazione dell’autismo richiede spesso un approccio multidisciplinare.


Nel bambino possono essere coinvolti neuropsichiatra infantile, pediatra, psicologo, logopedista e terapista occupazionale, in base alle necessità.


Negli adolescenti e negli adulti la valutazione può coinvolgere psichiatra, psicologo e altri professionisti con esperienza specifica nei disturbi del neurosviluppo.


L’obiettivo della valutazione non è soltanto formulare una diagnosi, ma anche identificare punti di forza, difficoltà e bisogni di supporto della persona, così da definire un percorso individualizzato.

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