L’aneurisma dell’arteria splenica è una dilatazione patologica dell’arteria che porta il sangue alla milza, situata nella parte superiore sinistra dell’addome. È una forma relativamente rara di aneurisma delle arterie viscerali e viene spesso individuata casualmente durante esami di diagnostica per immagini eseguiti per altri motivi. La principale complicanza è la rottura dell’aneurisma, che può provocare un’emorragia interna potenzialmente grave.
È importante distinguere l’aneurisma vero dal pseudoaneurisma dell’arteria splenica. Nel primo caso la dilatazione interessa la parete arteriosa; nel secondo si verifica una lesione della parete con formazione di una raccolta di sangue comunicante con l’arteria.
I pseudoaneurismi possono essere associati, tra le altre cause, a pancreatite, traumi o interventi chirurgici e presentano un rischio di complicanze che richiede una valutazione specialistica.
Sintomi dell’aneurisma dell’arteria splenica
Nella maggior parte dei casi, l’aneurisma dell’arteria splenica è asintomatico.
Quando presenti, i sintomi possono essere poco specifici e comprendere:
- dolore nella parte superiore sinistra dell’addome;
- dolore addominale irradiato posteriormente o alla spalla;
- nausea o disturbi digestivi;
- senso di malessere o debolezza.
La manifestazione più grave è la rottura dell’aneurisma, che può determinare un’emorragia interna improvvisa.
Un dolore addominale intenso e improvviso associato a pallore, sudorazione, vertigini, perdita di coscienza o pressione arteriosa molto bassa richiede un intervento medico urgente. Le forme rotte possono infatti evolvere rapidamente verso lo shock emorragico.
Cause dell’aneurisma dell’arteria splenica e fattori di rischio
Le cause dell’aneurisma dell’arteria splenica non sono sempre identificabili. Tra i fattori associati alla sua comparsa sono descritti:
- aterosclerosi e alterazioni degenerative della parete arteriosa;
- ipertensione arteriosa;
- ipertensione portale e alcune condizioni associate a malattia epatica;
- gravidanza;
- traumi o precedenti interventi chirurgici;
- pancreatite, soprattutto nel caso degli pseudoaneurismi;
- trapianto di fegato.
La gravidanza rappresenta una condizione particolare: gli aneurismi dell’arteria splenica nelle donne in gravidanza o in età fertile richiedono una valutazione specialistica specifica, poiché la rottura può avere conseguenze molto gravi.
Le linee guida della Society for Vascular Surgery considerano inoltre particolari categorie di pazienti, comprese le donne in età fertile e i pazienti con pseudoaneurismi, per i quali può essere indicato un trattamento anche a dimensioni inferiori rispetto alle soglie utilizzate in altri pazienti.
Diagnosi dell’aneurisma dell’arteria splenica
La diagnosi dell’aneurisma dell’arteria splenica viene effettuata principalmente attraverso esami di diagnostica per immagini. L’ecografia può talvolta identificare la dilatazione, ma la TC con angiografia (angio-TC) è particolarmente utile per definire la posizione, le dimensioni, la morfologia dell’aneurisma e i rapporti con le strutture circostanti.
In base al quadro clinico possono essere utilizzati anche:
- ecocolordoppler, in casi selezionati;
- angio-RM;
- angiografia, soprattutto quando è prevista una procedura endovascolare.
La valutazione comprende anche la distinzione tra aneurisma vero e pseudoaneurisma, poiché la strategia terapeutica e il rischio di rottura possono essere differenti.
Trattamento e possibili complicanze
Il trattamento dipende da dimensioni, sede, crescita, morfologia, presenza di sintomi, condizioni cliniche del paziente e rischio di rottura. Gli aneurismi di piccole dimensioni e a basso rischio possono, in casi selezionati, essere sottoposti a sorveglianza mediante controlli radiologici periodici. Al contrario, le linee guida raccomandano il trattamento in specifiche situazioni, valutando anche la dimensione dell’aneurisma e i fattori di rischio individuali.
Quando è necessario intervenire, le principali possibilità sono:
- trattamento endovascolare, attraverso embolizzazione con spirali o altri dispositivi oppure mediante stent coperti;
- chirurgia tradizionale, con esclusione o asportazione dell’aneurisma, eventualmente associata a splenectomia;
- trattamento laparoscopico in pazienti e situazioni selezionate.
Negli ultimi anni le tecniche endovascolari hanno assunto un ruolo importante grazie alla minore invasività rispetto alla chirurgia aperta, anche se la scelta deve essere personalizzata in base all’anatomia dell’aneurisma.
Quali specialisti si occupano dell’aneurisma dell’arteria splenica?
La gestione richiede generalmente la collaborazione tra più specialisti. Il chirurgo vascolare valuta l’indicazione al trattamento e le possibilità di rivascolarizzazione o esclusione dell’aneurisma.
Possono inoltre essere coinvolti:
- radiologo interventista, per le procedure endovascolari;
- chirurgo generale o epatobiliare, soprattutto quando sono necessari interventi chirurgici sull’addome;
- gastroenterologo, in presenza di patologie pancreatiche o digestive associate;
- epatologo, nei pazienti con ipertensione portale o malattia epatica;
- ginecologo e specialisti dedicati alla gravidanza ad alto rischio nelle pazienti in gravidanza.
Una valutazione tempestiva è particolarmente importante in presenza di dolore addominale improvviso, sintomi di emorragia o condizioni associate a un elevato rischio di rottura.