Artrodesi sacroiliaca
Cos’è l’Artrodesi sacroiliaca?
L’Artrodesi sacroiliaca è un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di stabilizzare in modo permanente l’articolazione sacroiliaca, cioè l’articolazione che collega l’osso sacro al bacino. Questa struttura contribuisce alla stabilità della colonna e alla trasmissione del peso tra tronco e arti inferiori.
L’intervento viene preso in considerazione nei pazienti con dolore sacroiliaco cronico quando le terapie conservative, come fisioterapia, farmaci antinfiammatori, infiltrazioni o procedure di terapia del dolore, non hanno dato un beneficio sufficiente. L’Artrodesi sacroiliaca non è quindi un trattamento di prima scelta, ma una possibile opzione nei casi selezionati di dolore persistente e invalidante, dopo una diagnosi accurata.
Come si esegue l’Artrodesi Sacroiliaca?
L’Artrodesi sacroiliaca viene eseguita in sala operatoria, generalmente in anestesia generale o spinale. Oggi, quando possibile, si preferiscono tecniche mini-invasive, che utilizzano incisioni più piccole rispetto alla chirurgia tradizionale.
Prima dell’intervento sono necessari esami e valutazioni per confermare che il dolore provenga davvero dall’articolazione sacroiliaca. Il percorso può includere:
- visita ortopedica o specialistica della colonna;
- test clinici provocativi, cioè manovre che sollecitano l’articolazione;
- esami di imaging come radiografia, TAC o risonanza magnetica;
- infiltrazioni diagnostiche guidate da imaging, utili per verificare se il dolore migliora temporaneamente anestetizzando l’articolazione.
Durante l’intervento, il chirurgo raggiunge l’articolazione sacroiliaca attraverso una piccola incisione e inserisce dispositivi, come viti o impianti specifici, per favorire la fusione ossea tra sacro e ileo. L’obiettivo è ridurre i micromovimenti dolorosi dell’articolazione. Dopo l’operazione può essere necessario un periodo di carico limitato, fisioterapia e controlli radiologici.
Quali sono i benefici principali?
I possibili benefici dell’Artrodesi sacroiliaca riguardano soprattutto il controllo del dolore e il recupero funzionale nei pazienti correttamente selezionati.
Tra i vantaggi possibili rientrano:
- riduzione del dolore sacroiliaco cronico;
- maggiore stabilità dell’articolazione;
- miglioramento della capacità di camminare, stare seduti o svolgere attività quotidiane;
- minore necessità di farmaci antidolorifici in alcuni pazienti;
- approccio mini-invasivo, quando indicato;
- recupero potenzialmente più rapido rispetto alle tecniche chirurgiche aperte.
È importante ricordare che l’Artrodesi sacroiliaca trattamento non è indicata per tutti i tipi di lombalgia: il beneficio dipende dalla corretta identificazione dell’articolazione sacroiliaca come reale origine del dolore.
Quali sono le controindicazioni e i possibili rischi?
Le controindicazioni dell’Artrodesi sacroiliaca devono essere valutate caso per caso. L’intervento può non essere indicato in presenza di infezioni attive, gravi condizioni generali che aumentano il rischio chirurgico, dolore non chiaramente attribuibile all’articolazione sacroiliaca o patologie non stabilizzate.
Possibili rischi includono:
- infezione della ferita chirurgica;
- sanguinamento o ematoma;
- dolore persistente o nuovo dolore nella sede operata;
- irritazione o lesione di strutture nervose vicine;
- mancata fusione ossea, detta pseudoartrosi;
- mobilizzazione o malposizionamento degli impianti;
- necessità di un nuovo intervento in casi selezionati.
Prima dell’intervento lo specialista valuta anche fattori come osteoporosi, fumo, diabete, obesità, farmaci anticoagulanti e precedenti interventi alla colonna.
A quale specialista rivolgersi?
Per valutare l’Artrodesi sacroiliaca è indicato rivolgersi a un Ortopedico specialista della colonna vertebrale o a un Neurochirurgo vertebrale. In molti casi il percorso coinvolge anche il Fisiatra, il fisioterapista, il radiologo interventista e lo specialista in Terapia del dolore.
Un approccio multidisciplinare è particolarmente utile perché il dolore sacroiliaco può somigliare ad altre condizioni, come lombalgia discale, sciatalgia, patologie dell’anca o sacroileite infiammatoria. Solo dopo una diagnosi precisa è possibile stabilire se l’Artrodesi sacroiliaca sia davvero il trattamento più appropriato.