Cos'è la citoriduzione e a cosa serve?
La chirurgia citoriduttiva, nota anche come citoriduzione, è un intervento chirurgico altamente specialistico che ha l'obiettivo di rimuovere la maggiore quantità possibile di tessuto tumorale presente nella cavità peritoneale. Il suo scopo è eliminare tutte le lesioni tumorali visibili oppure ridurre il più possibile il volume della malattia, così da migliorare l'efficacia delle successive terapie oncologiche.
Questa procedura viene utilizzata principalmente nei pazienti con carcinosi peritoneale, una condizione in cui il tumore si diffonde sulla superficie del peritoneo, la membrana che riveste gli organi addominali. La citoriduzione trova indicazione soprattutto nelle neoplasie del colon-retto, dell'appendice, dell'ovaio, dello stomaco e nel mesotelioma peritoneale. In molti casi l'intervento viene associato alla chemioterapia intraperitoneale ipertermica (HIPEC), che consente di eliminare le cellule tumorali residue attraverso la somministrazione di farmaci chemioterapici riscaldati direttamente nella cavità addominale.
Come si esegue: modalità, tecniche e preparazione
La chirurgia citoriduttiva viene eseguita in anestesia generale presso centri altamente specializzati da un'équipe multidisciplinare esperta nella chirurgia oncologica del peritoneo.
Prima dell'intervento il paziente viene sottoposto a una valutazione completa che comprende esami del sangue, visite specialistiche ed esami di diagnostica per immagini, come tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM) o PET/TC, allo scopo di definire l'estensione della malattia e verificare l'idoneità al trattamento.
Durante l'intervento il chirurgo esplora l'intera cavità addominale e rimuove tutte le lesioni tumorali macroscopicamente evidenti. Se necessario possono essere eseguite resezioni di porzioni di peritoneo o di organi coinvolti dalla malattia, come intestino, milza, colecisti, ovaie o utero. Al termine della fase chirurgica, quando previsto dal piano terapeutico, viene eseguita la HIPEC, che consiste nella perfusione della cavità addominale con una soluzione contenente farmaci chemioterapici riscaldati a circa 41–43 °C per un tempo variabile tra 30 e 90 minuti.
La durata complessiva dell'intervento dipende dall'estensione della malattia e dalla complessità delle resezioni chirurgiche e può superare le diverse ore.
I principali benefici per il paziente
La chirurgia citoriduttiva rappresenta il trattamento di riferimento per numerosi pazienti con carcinosi peritoneale accuratamente selezionati. I principali benefici comprendono:
- Riduzione del carico tumorale, favorendo un migliore controllo della malattia.
- Maggiore efficacia della HIPEC e delle altre terapie oncologiche.
- Possibilità di aumentare la sopravvivenza in alcune forme tumorali.
- Miglior controllo dei sintomi correlati alla diffusione peritoneale.
- Miglioramento della qualità di vita in pazienti selezionati.
- Approccio terapeutico personalizzato definito da un team multidisciplinare.
L'efficacia del trattamento dipende soprattutto dalla possibilità di ottenere una citoriduzione completa, cioè dall'assenza di malattia macroscopicamente residua al termine dell'intervento.
Quali sono le controindicazioni o i rischi?
La chirurgia citoriduttiva è un intervento complesso e richiede un'attenta selezione dei pazienti.
Le principali controindicazioni comprendono:
- Malattia troppo estesa per poter essere completamente asportata.
- Presenza di metastasi in sedi non trattabili chirurgicamente.
- Condizioni cliniche generali non compatibili con un intervento maggiore.
- Gravi patologie cardiache, respiratorie o altre malattie che aumentano il rischio chirurgico.
Come ogni intervento maggiore, la citoriduzione può essere associata a complicanze, tra cui emorragie, infezioni, fistole intestinali, occlusione intestinale, ritardo della ripresa della funzione intestinale e complicanze tromboemboliche. Nei pazienti sottoposti anche a HIPEC possono verificarsi effetti collaterali legati ai farmaci chemioterapici, generalmente monitorati e gestiti dal team specialistico.
A quale specialista rivolgersi?
La valutazione per la chirurgia citoriduttiva deve essere effettuata da un chirurgo oncologico o da un chirurgo generale con esperienza nel trattamento delle neoplasie del peritoneo. Il percorso terapeutico coinvolge un'équipe multidisciplinare composta anche da oncologo medico, radiologo, anatomo-patologo, anestesista e altri specialisti, che collaborano per definire il trattamento più appropriato.
Nei pazienti con sospetta o accertata carcinosi peritoneale è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato nella chirurgia peritoneale, dove è possibile valutare l'indicazione alla citoriduzione, con o senza associazione alla HIPEC, sulla base delle caratteristiche della malattia e delle condizioni cliniche del paziente.
