Congelamento ovuli

Specializzazione di Procreazione assistita

Che cos’è il congelamento degli ovuli?

Il congelamento degli ovuli, o crioconservazione degli ovociti, è un metodo per preservare gli ovuli di una donna, donandole in tal modo l’opportunità di avere figli in futuro. Con il procedere dell’invecchiamento le donne producono in genere meno ovuli, che presentano inoltre una vitalità ridotta, con conseguente diminuzione delle probabilità di concepimento in modo naturale. Congelare gli ovuli in giovane età e utilizzarli in un secondo momento può offrire invece migliori probabilità in tal senso.

Perché si esegue?

Il congelamento degli ovuli rappresenta una valida opzione per le pazienti che presentano una condizione medica, come un tumore, o che stanno assumendo farmaci che influiscono sulla fertilità. Una donna può decidere di congelare gli ovuli (congelamento elettivo degli ovuli) semplicemente perché, sebbene sia preoccupata per il declino della propria fertilità, non è riuscita a trovare il compagno ideale oppure, al momento, non è pronta ad avere figli, benché lo potrebbe desiderare in futuro. Altre possibili candidate sono le donne nelle Forze armate o in altre situazioni simili in cui un infortunio grave o addirittura il decesso costituiscono un rischio concreto, nonché le persone che scelgono di operarsi per cambiare sesso

In cosa consiste?

Il congelamento degli ovuli comincia nello stesso modo della fecondazione in vitro (FIVET): di norma prevede che la paziente assuma dei farmaci per la fertilità allo scopo di far aumentare temporaneamente la produzione e la maturazione degli ovuli. Gli ovuli vengono quindi raccolti dai medici mentre la paziente si trova sotto sedativo. Vengono prelevati circa 15 ovuli nella maggior parte delle pazienti, ma potrebbero essere meno, in base alla fertilità. Invece di aggiungerli allo sperma, gli ovuli vengono mescolati con un crioprotettore (una soluzione di congelamento), che li protegge durante il processo di congelamento. Il congelamento in sé viene effettuato mediante congelamento rapido (vetrificazione) oppure raffreddamento lento, dopo di che vengono conservati in azoto liquido.  Normalmente il tempo di conservazione massimo è di 10 anni, benché in alcuni casi gli ovuli possano essere conservati fino a 55 anni o, se la paziente lo desidera, per meno di 10. Quando una donna desidera utilizzare i propri ovuli, questi vengono scongelati per essere fecondati. Di solito non si utilizza la FIVET standard, in quanto gli ovuli congelati presentano un rivestimento esterno particolarmente resistente, che gli spermatozoi penetrano con difficoltà. Spesso si utilizza invece una procedura chiamata iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (Intracytoplasmatic Sperm Injection, ICSI), che prevede che un embriologo esperto inietti uno spermatozoo direttamente in ciascun ovulo, massimizzando in tal modo le possibilità di fecondazione.

Successo

L’efficacia del congelamento degli ovuli è difficile da stabilire, in quanto il numero di donne che ricorrono a tale pratica è al momento molto basso. La crioconservazione degli ovociti è un campo relativamente nuovo e in rapida evoluzione, con nuovi progressi compiuti in continuazione, ma con pochi studi sulla sua affidabilità. Se si sta pensando di congelare i propri ovuli, è bene scegliere una clinica competente con un’alta percentuale di successo fra le pazienti.

Preparazione per il trattamento

Prima di iniziare il trattamento, il paziente deve assumere determinati farmaci per produrre un gran numero di ovuli in due o tre settimane.

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