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Apnea ostruttiva del sonno: cos'è e come si cura?

L'apnea ostruttiva del sonno (OSA) è un disturbo cronico caratterizzato dal collasso ripetuto delle vie aeree superiori durante il riposo, che provoca interruzioni del respiro e cali di ossigeno nel sangue. Secondo il Dott. Giosuè Angelo Catapano, specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio, questa condizione colpisce circa il 10-15% della popolazione adulta, con una prevalenza maggiore nei soggetti sovrappeso e di sesso maschile

Quali sono i sintomi principali dell'apnea notturna?

I segnali più comuni sono il rullio del russamento interrotto da silenzi improvvisi, la sonnolenza diurna eccessiva e la sensazione di risveglio con "fame d'aria". Molti pazienti riferiscono anche cefalea mattutina e difficoltà di concentrazione, conseguenze dirette della frammentazione del sonno.

Il Dott. Catapano sottolinea che spesso il paziente non è consapevole del problema; è il partner a riferire episodi di apnea (pause respiratorie) che possono durare da 10 secondi fino a oltre un minuto. Clinicamente, si parla di patologia quando l'indice AHI (Apnea-Hypopnea Index) supera i 5 eventi per ora di sonno.

Quali sono i rischi per la salute se non curata?

L'apnea ostruttiva del sonno non trattata aumenta drasticamente il rischio di ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, ictus e diabete di tipo 2. Lo stress ossidativo generato dalle continue ipossie danneggia l'endotelio vascolare, rendendo l'OSA un fattore di rischio cardiovascolare indipendente.


A livello metabolico, le apnee alterano la produzione di leptina e ghrelina, gli ormoni che regolano la fame. Questo crea un circolo vizioso: l'apnea favorisce l'aumento di peso e l'obesità, a sua volta, aggrava l'ostruzione respiratoria a causa del deposito di grasso intorno al collo.

Consigli pratici per gestire l'OSA

La gestione dell'apnea inizia con la modifica dello stile di vita, in particolare la riduzione del peso corporeo e l'evitamento di alcol o sedativi prima di coricarsi. Un "insight" clinico spesso trascurato dal Dott. Giosuè Angelo Catapano riguarda la terapia posizionale: dormire sul fianco anziché supini può ridurre significativamente il numero di eventi respiratori nei casi lievi.

  • Igiene del sonno: mantenere orari regolari e un ambiente buio e silenzioso.
  • Monitoraggio del peso: anche una perdita del 10% del peso corporeo può migliorare drasticamente la pervietà delle vie aeree.
  • Evitare il fumo: l'infiammazione delle mucose respiratorie causata dal tabacco peggiora l'edema dei tessuti faringei.

Quando consultare lo specialista pneumologo?

È necessario prenotare una visita specialistica se il russamento persistente è associato a stanchezza cronica o se si soffre di ipertensione difficile da controllare con i farmaci. La diagnosi gold standard rimane la poligrafia o la polisonnografia, esami che permettono di monitorare i parametri respiratori e cardiaci durante l'intera notte.


Secondo l'esperienza del Dott. Catapano, intervenire tempestivamente con la ventilazione meccanica a pressione positiva (CPAP) o con dispositivi odontoiatrici (MAD) non solo migliora la qualità della vita, ma riduce del 30-40% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori a lungo termine.

Per approfondimenti clinici e consulenze personalizzate 🩺 Dott. Giosuè Angelo Catapano