Artrite reumatoide: una patologia in continua evoluzione
L’artrite reumatoide è una patologia che si caratterizza per una deformazione a carico dell’articolazione della mano
Come si manifesta l’artrite reumatoide?
Inizialmente si presenta come un’infiammazione all’articolazione, ma pian piano inizia anche il processo di
deformazione che degenera fino alla distruzione dell’articolazione e anchilosi all’area. Nello stadio infiammatorio il paziente lamenterà dolore, rigonfiamento all’area articolare e peritendinea, sensazione di calore all’area e funzionalità ridotta dell’intera mano. La deformazione, che interessa tutta la mano, si presenta a livello del polso con: deviazione radiale e sublussazione palmare, ovvero spostamento della mano dall’asse ulnare; deformazione delle dita lunghe della mano che prendono la caratteristica forma “a colpo di vento” ovvero una deviazione ulnare delle dita; e deformazione ed instabilità del pollice che (il cosiddetto “pollice a zeta” e pollice “a collo di cigno”).
Come si decide se intervenire chirurgicamente?
Il chirurgo, in collaborazione con il reumatologo sceglie se operare sulla base di vari fattori che includono: lo stato della malattia, le singole esigenze del paziente e le condizioni della mano e dell’arto superiore stesso. La malattia può infatti avere lenta evoluzione, ma colpire in forma aggressiva. Inoltre, sono solitamente più colpite dalla malattia e dunque più idonee all’intervento le donne che eseguono attività ripetitive manuali.
L’artrite reumatoide è una malattia sistemica evolutiva e questo significa che nemmeno la chirurgia potrà garantire un risultato definitivo. L’operazione deve dunque essere discussa attentamente valutando tutte le caratteristiche del caso con il reumatologo. Si ritiene comunque indiscutibile e urgente intervenire chirurgicamente quando si sia presentata una rottura tendinea o una compressione nervosa. Entrambe queste evenienze, infatti, pongono il soggetto a rischio di ulteriori problematiche dello stesso tipo.
In che cosa consiste l’azione chirurgica?
L’operazione per correggere l’artrite reumatoide cambia a seconda della fase in cui si trova la malattia. Se la patologia si trova ancora nella fase iniziale è solitamente utile asportare il tessuto sinoviale patologico delle articolazioni e dei tendoni affinché non si verifichino possibili rotture tendinee. Quando la malattia ha già prodotto le prime deformazioni si interviene invece riequilibrando i tendini deformi ed effettuando trasposizioni sia a livello del polso che a livello articolare. L’intervento su una deformazione “fissa” è, invece, piuttosto delicato, richiede dunque grande esperienza da parte del chirurgo che lo esegue che dovrà essere in grado di adattarlo alle singole esigenze del paziente. Prima e dopo l’intervento risulta inoltre cruciale la strettissima collaborazione del chirurgo con il reumatologo ed il fisiatra affinché il paziente sia pienamente consapevole della cronicità e possibile evoluzione della sua patologia. Si tratta di un intervento in cui, in prima battura, è necessaria una stabilizzazione articolare del polso. Segue poi un’artrodesi del pollice per bloccare lo stesso da ulteriore deformazione ed infine la sostituzione della porzione metacarpo-falangea interessata con protesi articolare. A seconda dell’indicazione dello specialista si potrà però anche intervenire con artrodesi parziali intracarpiche o artrodesi completa del polso intero.


