Artrosi: come si risolve chirurgicamente?
L’artrosi è una delle patologie articolari più diffuse in Italia, soprattutto nella popolazione oltre i 65 anni, ma può comparire anche in età più giovane. Si tratta di una malattia degenerativa delle articolazioni che coinvolge la cartilagine e porta progressivamente a dolore, rigidità e limitazione funzionale. Cerchiamo di capire insieme al Dott. Nicolò Danilo Vitale, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Milano presso il MedNow Medical Center, quali sono i trattamenti chirurgici disponibili.
Differenza tra artrosi e artrite
È importante distinguere l’artrosi dall’artrite: mentre quest’ultima è caratterizzata da un processo infiammatorio, l’artrosi è una malattia degenerativa che interessa la cartilagine articolare. Con il tempo la cartilagine si assottiglia fino a scomparire, causando attrito tra i capi ossei.
Quando ricorrere alla chirurgia?
La chirurgia viene presa in considerazione quando l’artrosi è in fase avanzata, i sintomi diventano invalidanti e le terapie conservative – come farmaci, fisioterapia o infiltrazioni – non offrono più benefici. L’obiettivo è ripristinare la funzionalità articolare e migliorare la qualità della vita.
Osteotomia: correzione dell’asse
Nei casi in cui l’artrosi colpisce il ginocchio e vi sia un cattivo allineamento dell’arto (ginocchio varo o valgo), l’osteotomia può rappresentare una valida soluzione.
Si tratta di un intervento che corregge l’asse dell’arto, ridistribuendo i carichi sulla cartilagine sana e rallentando la progressione della malattia. Se associata a tecniche di trapianto cartilagineo, può offrire risultati ancora più duraturi.
Protesi articolari: la soluzione definitiva
Quando il danno cartilagineo è esteso e l’artrosi compromette in modo importante la vita quotidiana, la chirurgia protesica rappresenta il trattamento di scelta.
Esistono diverse tipologie di protesi:
- Protesi parziali, indicate quando il danno è limitato a un compartimento dell’articolazione.
- Protesi totali, utilizzate nei casi più avanzati.
I risultati sono molto positivi: oltre il 90% delle protesi garantisce un ottimo funzionamento anche a 12 anni dall’intervento. I pazienti riferiscono un miglioramento significativo del dolore e del movimento.
Terapie biologiche: un approccio innovativo
Accanto alla chirurgia, stanno assumendo sempre più importanza le terapie rigenerative, che mirano a rallentare l’evoluzione dell’artrosi e a favorire la riparazione della cartilagine. Tra queste:
- Infiltrazioni con acido ialuronico di ultima generazione, utili soprattutto nelle fasi iniziali.
- PRP (plasma ricco di piastrine), che sfrutta i fattori di crescita presenti nel sangue del paziente.
- Cellule mesenchimali estratte da tessuto adiposo, che hanno un ruolo rigenerativo e anti-infiammatorio.
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Questi trattamenti non sostituiscono la chirurgia nei casi gravi, ma possono essere utilizzati in combinazione o come passaggio intermedio.
Prevenzione e riabilitazione
Dopo un intervento chirurgico, la riabilitazione fisioterapica è essenziale per recuperare mobilità e forza muscolare.
La prevenzione rimane comunque un punto chiave: mantenere il peso forma, praticare attività fisica regolare ma non traumatica e prendersi cura delle articolazioni può ridurre il rischio di ricorrere alla chirurgia.


