Artrosi della spalla: sintomi, diagnosi e trattamento
L’artrosi della spalla è una patologia degenerativa che interessa soprattutto le persone oltre i 70 anni, ma può manifestarsi anche in età più giovane in seguito a traumi o altre condizioni. Si tratta di una malattia caratterizzata dall’usura progressiva della cartilagine che ricopre la testa dell’omero e la cavità glenoidea, con conseguente dolore, rigidità e limitazione dei movimenti. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Giovanni Caruso, specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Tipologie di artrosi della spalla
Esistono diverse forme di artrosi della spalla:
- Artrosi primitiva: legata all’invecchiamento e all’usura progressiva della cartilagine.
- Artrosi da lesione della cuffia dei rotatori: quando una rottura massiva inveterata porta la testa dell’omero a risalire, causando la degenerazione articolare.
- Artrosi post-traumatica: conseguenza di fratture mal consolidate o lussazioni ricorrenti.
- Artrosi secondaria: correlata a infezioni o patologie croniche come l’artrite reumatoide.
Quali sono i sintomi dell’artrosi della spalla?
I sintomi principali includono:
- Dolore sordo che si accentua con i movimenti e può estendersi al collo o lungo il braccio.
- Rigidità articolare che limita i gesti quotidiani come vestirsi o sollevare pesi.
- Rumori articolari (scrosci) dovuti allo sfregamento tra superfici ossee non più protette da cartilagine.
Molti pazienti tendono a convivere con la patologia per anni, rivolgendosi allo specialista solo quando il dolore compromette il sonno o la qualità della vita.
Diagnosi
La diagnosi si basa su:
- Esame clinico, per valutare mobilità e dolore.
- Radiografia, utile per identificare segni di degenerazione.
- Risonanza magnetica e TAC, che forniscono informazioni dettagliate sullo stato dell’articolazione e della cuffia dei rotatori.
Quali sono i trattamenti disponibili?
L’artrosi della spalla è una condizione degenerativa che non può essere completamente guarita, ma può essere gestita attraverso diverse opzioni terapeutiche:
- Trattamenti conservativi: fisioterapia mirata e infiltrazioni intra-articolari. I cortisonici riducono l’infiammazione, mentre l’acido ialuronico migliora la lubrificazione articolare. Questi trattamenti sono utili nelle fasi iniziali, purché sia presente una certa mobilità residua.
- Chirurgia protesica: quando dolore e rigidità diventano invalidanti, si valuta l’impianto di una protesi di spalla. In base alle condizioni della cuffia dei rotatori, lo specialista può indicare una protesi anatomica o una protesi inversa.
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Recupero e riabilitazione
Dopo l’intervento protesico, il percorso riabilitativo è fondamentale per recuperare mobilità e forza. La durata della riabilitazione varia in genere dai 3 ai 6 mesi, con ritorno graduale alle attività quotidiane.


