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Artrosi e tendiniti: come la medicina rigenerativa sta cambiando il futuro delle articolazioni

L’aumento dell’aspettativa di vita, i cambiamenti negli stili di vita moderni, i traumi e l’accumulo di microtraumi articolari e tendinei dovuti alle attività quotidiane contribuiscono progressivamente all’usura e al deterioramento di organi e apparati. Tra le strutture maggiormente coinvolte vi sono la cartilagine articolare, i tendini e l’intero sistema muscoloscheletrico.

L’artrosi inizia con il deterioramento della cartilagine articolare. Con il progredire della patologia compaiono dolore, rigidità e una progressiva riduzione dell’agilità dei movimenti, condizioni che possono limitare significativamente la qualità della vita. Allo stesso modo, traumi e distorsioni possono provocare sfibramenti dei tendini e delle capsule articolari, determinando dolore e perdita della funzionalità sia nei soggetti giovani che in quelli più avanti con l’età

Medicina rigenerativa: una nuova prospettiva per artrosi e tendiniti

La necessità di contrastare i danni dell’invecchiamento articolare e di preservare una buona qualità di vita ha spinto la ricerca verso lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Da quasi due decenni è stato introdotto l’utilizzo clinico dei fattori di crescita, inizialmente derivati dalle piastrine e successivamente dalle cellule mesenchimali presenti nel grasso periombelicale e nel sangue midollare.

Il dottor Giovanni D’Avola, reumatologo catanese, insieme al professor De Bari dell’Università di Aberdeen, è stato tra i primi specialisti a credere nelle potenzialità dei fattori di crescita contenuti nelle cellule mesenchimali del midollo osseo e del tessuto adiposo. La loro intuizione è stata quella di utilizzare questi fattori per contribuire a rallentare il processo artrosico.

Il ruolo dei fattori di crescita nella rigenerazione articolare

I fattori di crescita agiscono sulla cartilagine e sui tendini in modo simile all’intervento di un restauratore che cerca di recuperare il colore originale di un quadro logorato dal tempo. Grazie alla loro azione biologica, favoriscono processi di riparazione e sostegno dei tessuti articolari.

L’infiltrazione intra-articolare dei fattori derivati dalle proprie cellule mesenchimali, ottenute dal midollo osseo o dal grasso periombelicale, si è dimostrata una risorsa naturale per contrastare l’artrosi. Stimolando l’attività dei condrociti, le cellule responsabili del mantenimento della cartilagine, è possibile ottenere un miglioramento naturale del tessuto cartilagineo.

Benefici delle infiltrazioni con cellule mesenchimali

Le infiltrazioni con cellule mesenchimali favoriscono inoltre una riduzione del dolore e un recupero della funzionalità articolare, soprattutto nei pazienti affetti da artrosi precoce o da forme di artrosi con perdita di cartilagine di grado medio-grave.

Quando applicate nelle fasi iniziali della malattia, queste terapie infiltrative possono risultare significativamente più efficaci rispetto ad altre terapie mediche attualmente utilizzate, offrendo un importante supporto nel controllo della sintomatologia e nel mantenimento della mobilità articolare.

Un presente concreto e un futuro promettente

La medicina rigenerativa e l’ingegneria tissutale sono ormai entrate nella pratica clinica, aprendo nuove prospettive nel trattamento dell’artrosi e delle patologie tendinee. Le aspettative sono elevate e i risultati ottenuti finora alimentano la speranza di poter offrire ai pazienti soluzioni sempre più efficaci per preservare la salute delle articolazioni e migliorare la qualità della vita.

Per approfondimenti clinici e consulenze personalizzate 🩺 Dott. Giovanni Mario D’Avola