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Asma allergica e infezioni respiratorie: come proteggere i bronchi nei cambi di stagione

I cambi di stagione rappresentano spesso un periodo critico per chi soffre di patologie respiratorie. Il Dott. Andrea Claudio Comel, specialista in malattie dell'apparato respiratorio, approfondisce la delicata relazione tra asma allergica, bronchite e polmonite.

Capire come la vulnerabilità polmonare aumenti nei periodi di transizione climatica è il primo passo per prevenire riacutizzazioni severe e proteggere la salute dei bronchi in modo efficace

Qual è la relazione tra asma allergica e infezioni respiratorie? 

L'asma allergica è una patologia cronica caratterizzata da un'infiammazione persistente delle vie aeree. Durante i cambi di stagione, l'esposizione a pollini o acari della polvere compromette la mucosa bronchiale, riducendo la prima barriera di difesa dell'organismo. Questa condizione rende i polmoni particolarmente vulnerabili agli agenti patogeni esterni. 

In questo contesto, batteri e virus penetrano più facilmente nei bronchi, scatenando una bronchite o, nei casi più gravi, evolvendo in una polmonite. Secondo le linee guida della Global Initiative for Asthma (GINA), oltre l'80% delle riacutizzazioni asmatiche negli adulti è direttamente scatenato da un'infezione virale delle vie respiratorie superiori. La sovrapposizione tra infiammazione allergica e infezione crea un circolo vizioso che peggiorerà progressivamente la funzione respiratoria se non trattato adeguatamente. 

Come si valutano lo stato dei bronchi e la gravità dei sintomi? 

La diagnosi e il monitoraggio richiedono una visita specialistica pneumologica approfondita. Durante l'anamnesi, il medico valuta la frequenza dei sintomi come respiro sibilante, tosse secca o sensazione di oppressione al torace. 


L'esame principale per misurare la funzionalità polmonare è la spirometria semplice. Si tratta di un test non invasivo e indolore in cui il paziente soffia in uno strumento (lo spirometro) per quantificare i volumi d'aria espirati. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Respiratory Medicine, l'esecuzione periodica della spirometria permette di rilevare un calo del FEV1 (volume espiratorio massimo nel primo secondo) anche prima che il paziente percepisca un peggioramento clinico evidente. 

Un controllo accurato permette di distinguere tempestivamente un semplice attacco allergico da complicanze infettive quali la broncopolmonite, garantendo l'impostazione di un piano terapeutico mirato. 

Perché il cambio di stagione aumenta il rischio di bronchiti e polmoniti negli asmatici? 

Durante l'autunno e la primavera, l'apparato respiratorio deve affrontare un doppio fattore di stress: le variazioni termiche repentine e la circolazione concomitante di allergeni e virus respiratori. L'infiammazione allergica di base iperattiva la muscolatura bronchiale, rendendola reattiva anche a stimoli minimi. 


Quando un'infezione virale colpisce un tessuto bronchiale già iperattivo, la produzione di muco aumenta e i bronchi si restringono ulteriormente (broncospasmo). Questo ristagno di secrezioni crea l'ambiente ideale per la sovrapposizione di infezioni batteriche, esponendo il paziente al rischio di polmonite e broncopolmonite. La continuità terapeutica durante questi mesi critici è il pilastro per mantenere il controllo della malattia. 

Come prevenire le riacutizzazioni: i consigli del pneumologo 

Per proteggere i bronchi ed evitare complicazioni infettive nei periodi di transizione stagionale, è fondamentale seguire un piano d'azione personalizzato concordato con lo specialista: 

  • Aderenza alla terapia di fondo: Non sospendere né ridurre mai autonomamente l'uso dei farmaci inalatori antinfiammatori (corticosteroidi inalatori) e broncodilatatori, anche quando ci si sente bene. 
  • Prevenzione vaccinale: La vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica è fortemente raccomandata per tutti i pazienti affetti da patologie respiratorie croniche come asma o BPCO. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la vaccinazione riduce fino al 50% il rischio di ricoveri ospedalieri legati a complicanze polmonari nei pazienti cronici. 
  • Igiene e monitoraggio: Lavare frequentemente le mani, evitare l'esposizione al fumo di sigaretta e monitorare regolarmente il proprio flusso di picco respiratorio a domicilio. 


Al primo segnale di cambiamento della tosse o di comparsa di febbre e difficoltà respiratoria, è indispensabile consultare tempestivamente il proprio pneumologo. 

Fonti 

  1. Global Initiative for Asthma. (2023). Global strategy for asthma management and prevention. https://ginaasthma.org/gina-reports/
  2. Reddel, H. K., Bacharier, L. B., Bateman, E. D., Brightling, C. E., Brusselle, G. G., Buhl, R., Cruz, A. A., Fuji, L., Inoue, H., Ko, F. W., Krishnan, J. A., Lavoie, K. L., Lin, J. T., Levy, M. L., Mares, P. T., Pedersen, S., Yorgancioglu, A., & Boulet, L. P. (2022). Global Initiative for Asthma Strategy 2021: Executive summary and rationale for key changes. The Lancet Respiratory Medicine, 10(1), 86–104. https://doi.org/10.1016/S2213-2600(21)00478-0
  3. World Health Organization. (2022, May 4). Asthma. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/asthma