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I calcoli renali: dalla prevenzione alle cure

La calcolosi urinaria, nota anche come urolitiasi, è una condizione in cui si formano calcoli o pietre all’interno del tratto urinario, che comprende reni, ureteri, vescica e uretra. Questi calcoli si sviluppano quando i minerali e i sali presenti nell’urina si aggregano, creando cristalli che possono crescere e causare dolore intenso o ostruire il flusso urinario.

Mi chiamo Dott. Marco Stizzo e sono medico specialista in urologia, con esperienza in oltre mille interventi endoscopici. Attualmente lavoro presso l’UOC di Urologia dell’AOU Luigi Vanvitelli, guidata dal Professor Marco De Sio, dedicandomi alla diagnosi e al trattamento avanzato delle principali patologie urologiche

Come prevenire i calcoli renali

Secondo la mia esperienza, la prevenzione è fondamentale. Consiglio di seguire alcune abitudini salutari:

  • Idratazione: bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno aiuta a diluire i minerali presenti nell’urina e ridurre il rischio di formazione dei calcoli.
  • Alimentazione equilibrata: limitare sale e proteine animali e privilegiare frutta, verdura e alimenti a basso contenuto di ossalati, come spinaci e cioccolato, aiuta a prevenire la formazione dei calcoli.


Seguire queste indicazioni può ridurre significativamente la probabilità di sviluppare calcolosi urinaria o recidive future.

Come trattare i calcoli urinari

Quando i calcoli non possono essere espulsi naturalmente, è necessario ricorrere a terapie chirurgiche, scelte in base a dimensione, posizione e composizione del calcolo, oltre alla salute generale del paziente. Le principali procedure che utilizzo sono:

  • Litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL): frantumo i calcoli in piccoli frammenti con onde d’urto, efficace per calcoli di piccole e medie dimensioni.
  • Ureteroscopia rigida o flessibile (RIRS): utilizzo un ureteroscopio per raggiungere ureteri e vescica, frantumare il calcolo con laser o rimuoverlo con strumenti dedicati.
  • Nefrolitotrissia percutanea (PCNL): indicata per calcoli grandi o difficili da raggiungere; eseguo un piccolo accesso nella schiena e rimuovo direttamente il calcolo tramite nefroscopio.
  • Tecniche innovative (Mini-PCNL, ECIRS): riducono il calibro degli strumenti o combinano approcci rigidi e flessibili, aumentando il tasso di stone-free rate.


È fondamentale seguire le indicazioni mediche e mantenere uno stile di vita sano per prevenire nuove formazioni di calcoli.

Quando rivolgersi a uno specialista

Consiglio di contattare un urologo se si sospetta la presenza di calcoli renali o si manifestano sintomi specifici:

  • Dolore acuto nella parte bassa della schiena o addome, spesso irradiato all’inguine (colica renale).
  • Ematuria, bisogno frequente di urinare, bruciore o difficoltà nella minzione.
  • Infezioni urinarie ricorrenti con febbre o brividi.
  • Nausea e vomito associati al dolore, possibili segnali di ostruzione urinaria.


Nei pazienti con calcoli ricorrenti, malattie renali croniche o iperparatiroidismo, suggerisco monitoraggio preventivo. Ecografie e tomografie (TC) aiutano a determinare posizione e dimensione dei calcoli, permettendo di scegliere la terapia più appropriata, da trattamenti farmacologici a procedure minimamente invasive o chirurgia avanzata.

Altri trattamenti urologici avanzati

Mi occupo anche di altre patologie urologiche complesse:

  • Ipertrofia prostatica benigna (IPB): eseguo HoLEP, ThuLEP e Rezum, procedure minimamente invasive che migliorano il flusso urinario e riducono tempi di recupero.
  • Chirurgia robotica oncologica: per prostatectomia radicale, nefrectomia parziale o totale e cistectomia radicale, con massima precisione, preservazione del tessuto sano e recupero funzionale ottimale.

Conclusione

La diagnosi precoce, la prevenzione attiva e l’uso di tecniche chirurgiche avanzate sono fondamentali per gestire efficacemente la calcolosi urinaria e altre patologie urologiche. Rivolgersi a un urologo esperto come me permette di accedere a percorsi terapeutici personalizzati, trattamenti minimamente invasivi e cure basate su evidenze aggiornate.

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