Campo di disturbo: un concetto chiave nella medicina funzionale
Uno degli aspetti centrali della medicina funzionale è il concetto di "campo di disturbo", un elemento spesso sottovalutato che può influenzare negativamente la salute generale. Vediamo di cosa si tratta e perché è importante individuarlo e trattarlo insieme al Dott. Giorgio Carta, Medico Funzionale a Bologna.
Che cos’è la medicina funzionale?
La medicina funzionale è un modello medico che mira a individuare e trattare le cause profonde e i disequilibri fisiologici delle malattie, piuttosto che limitarsi alla sola gestione dei sintomi.
Questa branca della medicina si basa su una visione sistemica dell’organismo, considerando l’interconnessione tra i vari sistemi biologici e l’interazione tra genetica, fisiologia, ambiente e stile di vita. L’obiettivo della medicina funzionale è ripristinare l’equilibrio e la salute ottimale attraverso interventi personalizzati, basati su un'analisi approfondita della storia clinica, biomarcatori e fattori ambientali del paziente.
Le sue radici si dividono tra la scuola americana che si basa sui lavori del Dr. Jeffrey Bland e la scuola tedesca che si fonda sull’opera de Dr. Helmut W. Schimmel.
Cos'è un campo di disturbo?
Il termine "campo di disturbo" si riferisce a qualsiasi elemento che, anche se apparentemente innocuo o distante dal sintomo principale, possa influenzare negativamente l'equilibrio dell'organismo. In altre parole, si tratta di una disfunzione localizzata che genera effetti sistemici, alterando le funzioni Psico-Neuro-Immuno-Endocrine del paziente agendo sulla (dis)regolazione del sistema neurovegetativo, immunitario ed endocrino.
Questi campi di disturbo possono essere di varia natura, tra cui:
- Fattori fisici: cicatrici chirurgiche, traumi, infezioni croniche, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare), alterazioni del sistema fasciale.
- Fattori infettivi: infezioni croniche apparentemente asintomatiche compresi focolai stomatologici e dentali (come granulomi, paradontite e carie).
- Fattori biochimici: intossicazioni da metalli pesanti, squilibri nutrizionali e prima fra la disbiosi intestinale (alterazione del microbioma e della funzione e della permeabilità della membrana intestinali.
- Fattori emotivi e psicologici: traumi non elaborati, stress cronico, conflitti emotivi irrisolti.
Come agisce un campo di disturbo sull’organismo?
Un campo di disturbo agisce come una sorta di "interferenza" che altera i meccanismi di regolazione dell’organismo. Il sistema nervoso autonomo, in particolare, può essere influenzato da questi disturbi, generando una cascata di risposte disfunzionali che portano a sintomi apparentemente non correlati alla causa primaria.
Ad esempio, una cicatrice chirurgica può influenzare i meridiani di agopuntura sottostanti (concetto mutuato dalla medicina tradizionale cinese) e provocare sintomi apparentemente non correlati come stanchezza cronica, difficoltà digestive o dolori muscolari in aree anche molto distanti dal sito della cicatrice.
Come individuare e trattare un campo di disturbo?
L’identificazione di un campo di disturbo richiede un’analisi approfondita della storia clinica del paziente e l’utilizzo di test specifici. Alcuni metodi utilizzati includono:
- Kinesiologia applicata
- Analisi della variabilità della frequenza cardiaca
- Test di regolazione neurovegetativa
- Diagnosi e test di biorisonanza
- Ortopantomografia e visita odontoiatrica e stomatologica
- Test della disbiosi intestinale
Una volta individuato il campo di disturbo, il trattamento può prevedere diverse strategie:
- Terapie mirate al riequilibrio del sistema nervoso vegetativo
- Rimozione di eventuali tossine attraverso strategie di detossificazione.
- Terapie emozionali per elaborare traumi e ridurre lo stress cronico.
- Interventi mirati su cicatrici come la terapia neurale di Huneke
- Rimozione odontoiatrica dei focolai dentali
Conclusione
Il concetto di campo di disturbo è un elemento chiave della medicina funzionale, poiché aiuta a spiegare la connessione tra diverse aree del corpo e la complessa interazione tra fattori fisici, biochimici ed emotivi. Identificare e trattare i campi di disturbo può migliorare notevolmente la qualità della vita dei pazienti, offrendo un approccio sistemico e personalizzato alla salute.


