Cos’è la celiachia e perché il glutine crea danno

Redazione di Top Doctors
La celiachia è una malattia autoimmune cronica in cui l’assunzione di glutine scatena una reazione immunitaria che danneggia la mucosa dell’intestino tenue, porta all’appiattimento dei villi intestinali e riduce la capacità di assorbire nutrienti. Non è un’allergia al glutine, non è un’intolleranza generica: è una condizione immuno-mediata che richiede diagnosi e trattamento specifico.
Sintomi intestinali ed extraintestinali: non tutti i pazienti sono uguali
Il quadro clinico non è uniforme: alcune persone hanno gonfiore addominale, digestione difficile, diarrea, alvo irregolare, dolore e perdita di peso, altre invece manifestano sintomi meno direttamente collegati all’intestino, come anemia, stanchezza cronica, cefalee, afte o osteopenia precoce.
Nei bambini la celiachia può mostrarsi anche come rallentamento della crescita o cambiamenti dell’umore. Proprio questa variabilità contribuisce al fatto che molte diagnosi vengano fatte tardi o dopo anni di disturbi sottovalutati.
Come si fa la diagnosi e perché non bisogna togliere il glutine da soli
La diagnosi non si improvvisa e non si fa “per tentativi”. Il percorso corretto prevede esami sierologici specifici (anticorpi anti-transglutaminasi ed EMA) e, quando indicato, biopsia duodenale per conferma. In alcune situazioni può essere utile anche un test genetico HLA.
È fondamentale non eliminare il glutine prima di effettuare gli accertamenti perché il rischio è ottenere falsi negativi e compromettere la possibilità di arrivare ad una diagnosi reale.
La dieta senza glutine è una terapia, non una scelta di moda
L’unico trattamento efficace è eliminare totalmente il glutine, senza eccezioni. Non “quasi sempre”, non “solo nei weekend”. Per chi è celiaco, la dieta senza glutine è una vera terapia che permette alla mucosa intestinale di rigenerarsi e tornare ad assorbire correttamente.
Oggi l’alimentazione gluten free è più accessibile grazie ai prodotti certificati e alle alternative naturalmente senza glutine come riso, mais, quinoa, grano saraceno o patate, ma resta comunque un impegno quotidiano basato su consapevolezza, attenzione alle contaminazioni e verifiche periodiche con il medico.

