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Chirurgia mininvasiva della prostata: meno rischi, più benefici

Negli ultimi anni, la chirurgia mininvasiva della prostata ha rivoluzionato il trattamento di molte patologie prostatiche, in particolare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) e alcune forme selezionate di tumore della prostata. Grazie a tecniche sempre più sofisticate, oggi è possibile intervenire in modo preciso, riducendo i rischi post-operatori e migliorando sensibilmente il recupero del paziente

Una nuova era per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

L’IPB, condizione molto frequente negli uomini sopra i 50 anni, può causare disturbi urinari importanti, come:

  • Difficoltà a iniziare la minzione
  • Aumento della frequenza urinaria notturna
  • Getto urinario debole o intermittente
  • Sensazione di svuotamento incompleto della vescica


Quando la terapia farmacologica non è più sufficiente, l'intervento chirurgico diventa necessario. Oggi, rispetto alle tradizionali tecniche a cielo aperto, le tecniche endoscopiche mininvasive offrono vantaggi significativi.

Le tecniche mininvasive più utilizzate in Italia

Le principali opzioni mininvasive attualmente disponibili includono:

  • Resezione transuretrale della prostata (TURP): eseguita attraverso l’uretra, è ancora oggi la tecnica più diffusa.
  • Enucleazione prostatica con laser (HoLEP o ThuLEP): tecnologia laser che consente la rimozione precisa del tessuto prostatico in eccesso.
  • Ablazione con vapore acqueo (Rezum®): innovativa procedura che utilizza microiniezioni di vapore per ridurre il volume della prostata.
  • Terapia con acqua fredda pressurizzata (Aquablation®): automatizzata e robotizzata, consente una resezione molto accurata, proteggendo le strutture nervose.

Vantaggi concreti per i pazienti

Rispetto alla chirurgia tradizionale, i benefici delle tecniche mininvasive sono evidenti:

  • Riduzione del tempo di degenza ospedaliera
  • Recupero più rapido delle normali attività quotidiane
  • Minore necessità di trasfusioni di sangue
  • Ridotto rischio di incontinenza e disfunzione erettile
  • Possibilità di trattamento anche in pazienti con comorbidità importanti

E per il tumore della prostata?

In casi selezionati di carcinoma prostatico a basso rischio, è possibile utilizzare approcci focali mininvasivi come:

  • HIFU (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità)
  • Crioablazione prostatica


Queste tecniche permettono di trattare solo la parte malata della ghiandola, riducendo gli effetti collaterali sulla funzione sessuale e urinaria. Tuttavia, la selezione del paziente è fondamentale e va sempre discussa con lo specialista.

Quando è il momento di rivolgersi allo specialista?

Ogni caso è unico. È fondamentale valutare insieme all’urologo andrologo le caratteristiche cliniche, le dimensioni della prostata, l’età e le aspettative del paziente, per scegliere la tecnica più appropriata. Le moderne tecniche mininvasive permettono oggi di personalizzare il trattamento, migliorando significativamente la qualità della vita.


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