Calo del desiderio sessuale maschile: quando è normale e quando rivolgersi all’andrologo?
Il calo del desiderio sessuale maschile non dipende sempre dal testosterone. L'mportante è valutarlo come un sintomo clinico: può coinvolgere ormoni, stress, farmaci, erezione, prostata, malattie metaboliche e relazione di coppia. Capire la causa aiuta a scegliere il percorso più adatto.
Che cosa significa davvero avere un calo del desiderio sessuale maschile?
Il desiderio sessuale non è uguale per tutti e può cambiare nel tempo. Diventa un problema clinico quando la riduzione è persistente, causa disagio o modifica la vita sessuale della persona o della coppia.
Secondo la European Association of Urology (EAU), il desiderio sessuale basso negli uomini ha una prevalenza globale stimata tra il 3% e il 28%. In uno studio tedesco su 12.646 uomini di mezza età, la prevalenza riportata è stata del 4,7%.
Le linee guida EAU spiegano anche che il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile non si definisce solo con “poca voglia”. Conta il contesto: età, salute generale, relazione, cultura personale e presenza di altri disturbi sessuali.
Quali sono le cause più frequenti del calo della libido nell’uomo?
Le cause possono essere diverse e spesso si sovrappongono. Secondo la EAU, il desiderio sessuale maschile ha tre componenti: biologica, psicologica e relazionale-culturale. Per questo una sola spiegazione raramente basta.
Tra le cause biologiche indicate dalla EAU ci sono deficit androgenico, iperprolattinemia, insufficienza renale, malattie cardiovascolari, diabete, ictus, epilessia, prostatite cronica o dolore pelvico cronico. Anche la disfunzione erettile può ridurre il desiderio, perché l’ansia da prestazione porta a evitare i rapporti.
Tra le cause psicologiche e relazionali rientrano depressione, ansia, stress post-traumatico, conflitti di coppia e pensieri negativi legati alla sessualità. La EAU segnala che il desiderio basso è meno frequente negli uomini rispetto alle donne, ma è tra i motivi più comuni di richiesta di aiuto nella terapia di coppia.
Il testosterone basso è sempre la causa del calo del desiderio sessuale?
No. Il testosterone è importante, ma non spiega tutti i casi. Secondo la EAU, il testosterone sembra essenziale per il desiderio sessuale maschile, ma il desiderio non si collega in modo lineare ai livelli circolanti di testosterone, soprattutto negli uomini più anziani.
La Endocrine Society raccomanda di diagnosticare l’ipogonadismo solo quando sono presenti sintomi compatibili e valori di testosterone totale o libero inequivocabilmente e costantemente bassi. Inoltre, sconsiglia lo screening di routine nella popolazione maschile generale.
Questo è un punto importante: un singolo valore basso non basta. La EAU raccomanda di misurare il testosterone totale al mattino, tra le 7:00 e le 10:00, a digiuno e con un laboratorio affidabile. La valutazione va poi interpretata dal medico.
Quando il calo del desiderio può essere legato all’andropausa?
Il termine “andropausa” viene usato spesso, ma può creare confusione. Negli uomini il calo del testosterone è di solito graduale e non corrisponde alla menopausa femminile.
Secondo ISSalute, tra i possibili segnali associati alla cosiddetta menopausa maschile ci sono calo del desiderio sessuale, riduzione delle erezioni mattutine, disfunzione erettile, stanchezza, irritabilità, insonnia, depressione, riduzione della massa muscolare e aumento del grasso addominale.
Questi sintomi però non sono specifici. Possono dipendere anche da sonno scarso, stress, depressione, sedentarietà, farmaci, diabete, obesità o problemi cardiovascolari. Per questo è utile evitare l’autodiagnosi e fare una valutazione andrologica.
Quali farmaci o condizioni possono ridurre il desiderio sessuale?
Alcuni farmaci possono influenzare la libido. Secondo MSD/Merck Manual, tra i medicinali che possono ridurre il desiderio sessuale ci sono alcuni farmaci attivi sul sistema nervoso centrale, come antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, antidepressivi triciclici e antipsicotici, oltre ad alcuni trattamenti ormonali usati per patologie prostatiche.
Anche l’alcol può causare disfunzione erettile temporanea. MSD/Merck Manual segnala inoltre che ipogonadismo, malattia renale cronica, problemi di relazione, depressione, stress e diabete sono cause comuni di calo della libido.
Questo non significa che un farmaco vada sospeso da soli. Se il calo del desiderio compare dopo l’inizio di una terapia, è meglio parlarne con il medico. In alcuni casi si può modulare il trattamento, ma solo dopo aver valutato rischi e benefici.
Come distingue l’andrologo una fase passeggera da un problema clinico?
La differenza non si basa solo sulla durata. L’andrologo valuta se il calo del desiderio è isolato o se si accompagna ad altri segnali: meno erezioni mattutine, difficoltà di erezione, dolore pelvico, eiaculazione alterata, stanchezza marcata, umore depresso o perdita di massa muscolare.
Secondo la EAU, la diagnosi e la classificazione del desiderio sessuale basso devono basarsi su anamnesi medica e sessuale, eventualmente con questionari validati. La visita iniziale dovrebbe includere anche un esame fisico per cercare anomalie anatomiche o altri disturbi sessuali, soprattutto disfunzione erettile.
Quali domande vengono fatte durante la visita?
Il medico può chiedere da quanto tempo è presente il calo del desiderio, se riguarda ogni situazione o solo il rapporto di coppia, se ci sono erezioni spontanee o mattutine, se il problema crea disagio e se sono presenti stress, ansia o depressione.
La EAU distingue anche tra desiderio di coppia e desiderio individuale. Il Sexual Desire Inventory, uno dei questionari citati dalle linee guida, contiene 14 domande e valuta forza, frequenza e significato del desiderio sessuale verso un’altra persona e verso sé stessi.
Quali esami possono essere richiesti?
Se ci sono sintomi compatibili, l’andrologo può richiedere esami ormonali. Secondo la EAU, in presenza di sospetto disturbo endocrino si possono valutare testosterone totale, prolattina e ormoni tiroidei.
La Endocrine Society raccomanda, in caso di ipogonadismo confermato, di distinguere tra forma primaria e secondaria misurando ormone luteinizzante e ormone follicolo-stimolante. Questo aiuta a capire se il problema nasce dal testicolo o dall’asse ipotalamo-ipofisi.
Quali trattamenti possono aiutare in caso di calo del desiderio?
Il trattamento dipende dalla causa. Se il problema è legato a testosterone basso confermato e sintomi compatibili, la Endocrine Society raccomanda la terapia con testosterone negli uomini con ipogonadismo per correggere i sintomi della carenza, dopo discussione di benefici, rischi e monitoraggio.
La stessa fonte raccomanda però di non iniziare testosterone negli uomini che desiderano fertilità a breve termine o in presenza di alcune condizioni, tra cui tumore della prostata o della mammella, apnea ostruttiva del sonno grave non trattata, scompenso cardiaco non controllato, infarto o ictus negli ultimi 6 mesi, trombofilia o ematocrito elevato.
Secondo la revisione citata dalla Endocrine Society, gli studi controllati inclusi sulla terapia transdermica avevano una durata tra 12 e 52 settimane e coinvolgevano 1.779 partecipanti. Questo dato è utile perché mostra che la terapia va valutata nel tempo e non come risposta immediata.
Se il calo del desiderio è legato a depressione, ansia o conflitti di coppia, può essere utile un intervento psicologico o sessuologico. La EAU segnala però che i dati sull’efficacia degli interventi psicologici per il desiderio basso maschile sono ancora scarsi; quindi le raccomandazioni vanno interpretate con cautela.
Quando è consigliabile rivolgersi a un andrologo o urologo?
È consigliabile una visita se il calo del desiderio dura da settimane o mesi, crea disagio, compare insieme a disfunzione erettile, riduzione delle erezioni mattutine, dolore, stanchezza importante, calo dell’umore o perdita di forza muscolare.
La visita è utile anche se il problema compare dopo l’inizio di un farmaco, dopo una malattia, in presenza di diabete, obesità, ipertensione, disturbi del sonno o patologie prostatiche. In questi casi il desiderio sessuale può essere un segnale indiretto dello stato di salute generale.
La decisione su esami, terapie ormonali o altri trattamenti deve sempre essere individuale. Nessun percorso è adatto a tutti e nessun trattamento è privo di limiti o possibili effetti indesiderati.
Cosa si può fare per prevenire o ridurre il rischio di calo del desiderio sessuale?
Non tutto si può prevenire, ma alcune abitudini aiutano. Mantenere un peso adeguato, fare attività fisica regolare, dormire bene, limitare l’alcol, non fumare e controllare pressione, glicemia e colesterolo può migliorare la salute sessuale e generale.
È utile anche non aspettare troppo. Parlare presto del problema riduce ansia e vergogna. Il calo del desiderio non va vissuto come una colpa o come una perdita di virilità. Spesso è un sintomo da leggere con attenzione.
In coppia, può aiutare distinguere tra mancanza di desiderio e differenza di desiderio tra partner. La EAU segnala che guardare il problema come una discrepanza di coppia può ridurre lo stigma e aprire opzioni di gestione più adatte.
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Riferimenti APA
- European Association of Urology. (2026). EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health. Limited update March 2026.
- Bhasin, S., Brito, J. P., Cunningham, G. R., Hayes, F. J., Hodis, H. N., Matsumoto, A. M., Snyder, P. J., Swerdloff, R. S., Wu, F. C. W., & Yialamas, M. A. (2018). Testosterone Therapy in Men With Hypogonadism: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 103(5), 1715–1744.
- Endocrine Society. (2018). Testosterone Therapy for Hypogonadism Guideline Resources.
- MSD Manual Professional Edition. (s.f.). Overview of Male Sexual Function and Dysfunction.
- MSD Manual Professional Edition. (s.f.). Male Hypogonadism.
- ISSalute - Istituto Superiore di Sanità. (2022). Menopausa maschile: segnali e controlli.


