Colonproctologia: disturbi e trattamenti
La colonproctologia non è una specializzazione medica ma una branca della chirurgia generale che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che interessano il colon, il retto e l’ano. Questa disciplina comprende sia interventi chirurgici che terapie conservative per disturbi di diversa natura, come emorroidi, prolasso mucoso, fistole, ragadi anali, malattie infiammatorie intestinali e tumori colorettali. Ci dice di più il Prof. Marcello Lucchese, Chirurgo Generale e Colonproctologo a Roma e a Firenze.
Patologie trattate in colonproctologia
Le principali condizioni affrontate in colonproctologia includono:
- Emorroidi: dilatazioni delle vene del plesso emorroidario, spesso causate da stipsi cronica o stili di vita sedentari.
- Prolasso mucoso del retto con invaginazione retto-rettale: scivolamento a valle dell’interno del retto causa spesso di ostruzione.
- Ragadi anali: piccole lacerazioni della mucosa anale che provocano dolore e sanguinamento.
- Fistole perianali: comunicazioni anomale tra il canale anale e la pelle circostante, spesso conseguenti ad ascessi.
- Malattia di Crohn e colite ulcerosa: condizioni infiammatorie croniche che colpiscono l’intestino.
- Diverticolite: infiammazione dei diverticoli del colon, che può causare dolore addominale e complicazioni.
- Stipsi cronica e incontinenza fecale: disfunzioni della motilità intestinale o del controllo sfinterico.
- Tumore del colon-retto: una delle neoplasie più diffuse, diagnosticata tramite screening preventivi come la colonscopia.
Diagnosi delle patologie colonproctologiche
Gli specialisti in colonproctologia si avvalgono di diverse tecniche diagnostiche, tra cui:
- Visita con anoscopia: esplorazione rettale con studio del canale anale tramite uno strumento monouso.
- Colonscopia: esame endoscopico che permette di visualizzare l’interno del colon e identificare eventuali lesioni.
- Rx Defecografia: indagine radiologica per lo studio della fase evacuativa
- RMN Defecografia: indagine con Risonanza Magnetica per lo studio della fase evacuativa
- Ecografia transanale: utile per valutare patologie del canale anale e dell’apparato sfinterico.
- Manometria anorettale: misura la pressione degli sfinteri anali per diagnosticare disturbi della motilità.
Quali sono i trattamenti disponibili?
I trattamenti variano in base alla patologia e alla sua gravità:
- Terapie conservative: includono modifiche dietetiche, farmaci locali, lassativi e biofeedback per i disturbi funzionali.
- Procedure ambulatoriali: come la legatura elastica per le emorroidi o l’iniezione di sclerosanti per fistole e varici.
- Interventi chirurgici: quando necessario, si ricorre a emorroidectomia, prolassectomia transanale, sfinterotomia per le ragadi, resezioni intestinali per malattie infiammatorie o tumori.
- Chirurgia mininvasiva: tecniche laparoscopiche e robotiche offrono un recupero più rapido e minori complicanze.
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Quando rivolgersi a un colonproctologo?
È consigliabile consultare uno specialista in Colonproctologia come il Prof. Marcello Lucchese in caso di sanguinamento rettale, dolori persistenti, difficoltà nell’evacuazione, alterazioni delle abitudini intestinali o familiarità per tumori del colon-retto.
La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali per prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti.


