Come ridurre le ricadute della calcolosi urinaria?
La calcolosi urinaria è una patologia molto diffusa che ha un forte impatto in termini di potenziale perdita di funzionalità del rene. Il tasso di recidiva di questa patologia è inoltre molto alto. Come fare quindi per ridurre le ricadute?
Approfondiamo il tema in questo articolo, grazie al contributo del Dott. Eugenio di Grazia, specialista in Urologia
In cosa consiste la calcolosi urinaria?
La calcolosi urinaria è una delle più comuni patologie delle vie urinarie. Si caratterizza per la presenza di calcoli (come piccoli sassolini) lungo le vie urinarie. Si tratta di una malattia piuttosto diffusa nei paesi occidentali e si calcola che in Italia ne sia colpito circa il 5% della popolazione femminile e il 10% di quella maschile. Sono molto frequenti le recidive, tanto da verificarsi tra il 25 e il 50% dei casi.

Come si previene la calcolosi urinaria?
Ai pazienti si riporta molto spesso l’esempio della tazzina di caffè e lo zucchero: se in una tazzina di caffè mettiamo dello zucchero dovrò mescolare moltissimo per farlo sciogliere. Certamente ciò non sarà necessario se lo stesso contenuto di zucchero lo verserò in 2 litri di liquido. La diluizione, aumentando l’introito di liquidi, rimane la pietra miliare della prevenzione.
Eppure, lo scarso apporto idrico non giustificherebbe perché non tutti i pazienti che bevono poco sviluppano la calcolosi urinaria. Evidentemente, esistono altri elementi metabolici che il laboratorio può mettere in luce e in base alle quali approntare vere e proprie terapie mediche, oltre ai più semplici consigli dietetici e comportamentali. Sull’aspetto metabolico il paziente è in genere molto sensibile, perché vede la vera soluzione, considerando che la calcolosi urinaria è l’epifenomeno di un metabolismo alterato.
Qualche consiglio
Le soluzioni che azzerino l’impatto della calcolosi sulla funzionalità renale e il tasso di recidività sono molteplici e vanno ricercate in contesti sanitari dove è possibile offrire un ventaglio di trattamenti endourologici e medici multimodali che presuppongano esperienza, know-how e tecnologia adeguata. Oggi, i pazienti sono più informati e più consapevoli dei contesti sanitari a cui affidare la loro salute, sebbene le fonti a cui attingere informazioni siano spesso autoreferenziali e non controllate (ad esempio internet). Certamente, nell’interesse di una maggiore efficacia ed efficienza di cura e prevenzione della calcolosi urinaria, si dovrebbero creare molti più “Stone center” dove far afferire questi pazienti, come ormai di fatto avviene in altri paesi.

