Cosa fare se la frattura non guarisce

Autore: Prof. Marco Massobrio
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

La mancata guarigione della frattura richiede un trattamento specifico in relazione al tipo di lesione ed al paziente. Lo scopo della terapia è di eliminare il tessuto osseo che non può più guarire e provocare la formazione di nuovo osso. Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, il Prof. Marco Massobrio, ci parla dei possibili trattamenti

Quando è indicato il trattamento non chirurgico?

Il trattamento non chirurgico è indicato quando non vi è mancanza di osso ed è presente una modesta o scarsa formazione di callo osseo che non giunge a maturazione. Sono impiegate:

  • Magnetoterapia, che determina un aumento locale dell’afflusso di sangue;
  • Onde d’urto, che determinano uno stimolo lesivo sul tessuto osseo non ossificato e la ripresa del processo di consolidazione.

Che cos’è il trattamento chirurgico senza apertura diretta?

Radiografie di trattamento chiusoIl trattamento chirurgico senza apertura diretta nella sede di lesione è indicato se i monconi ossei sono modicamente distanziati tra loro e mostrano la presenza di scarso e insufficiente callo osseo. Si può stimolare la guarigione senza intervenire direttamente sulla lesione mediante:

  • La fresatura della diafisi e l’inserimento di un chiodo endomidollare (stimolazione provocata dalla fresatura per introdurre la sintesi);
  • L’applicazione di un Fissatore Esterno, (stimolazione ottenuta per distrazione o compressione del sistema sul segmento).

Quando è necessaria, invece, la chirurgia con apertura diretta?

Radiografie di trattamento apertoIl trattamento chirurgico con apertura diretta nella sede di lesione è indispensabile per bonificare l’osso in sede di pseudoartrosi con la resezione della parte affetta che, di conseguenza, necessita di una sintesi e della ricostruzione ossea:

  • Bonifica + sintesi (chiodo, placca, fissatore esterno) + osso autologo;
  • Bonifica + trapianto vascolarizzato (tecnica microchirurgica) + sintesi (placca);
  • Bonifica + sintesi + osso autologo + lembo di copertura cutanea (se perdita di tessuto osseo e cutaneo).

In quali casi l’intervento deve essere eseguito in due tempi?

Il trattamento chirurgico in due tempi è indicato nelle pseudoartrosi infette nelle quali alla resezione, per asportare l’osso patologico ed infetto, si deve associare un periodo di attesa di sei settimane per effettuare la ricostruzione ossea nella sede libera da infezione:

  • 1° tempo: bonifica + fissatore esterno - 2° tempo: ricostruzione con osso autologo;
  • 1° tempo: bonifica + sintesi o FE + cemento - 2° tempo: rimozione cemento + osso autologo + sintesi o FE (tecnica della Membrana Indotta).

In cosa consiste l’intervento con trasporto osseo?

Radiografie trasporto osseoIl trattamento chirurgico con trasporto osseo consiste:

  1. Nell’applicare il fissatore esterno, asportare la parte di osso che non guarisce, interrompere l’osso vicino all’estremità opposta;
  2. Ottenere la guarigione per trascinamento del segmento osseo, mediante il fissatore esterno regolato quotidianamente, fino ad occupare l’area asportata e la formazione di un rigenerato osseo nell’estremità opposta.

L’impiego di osso autologo, prelevato con atto chirurgico sullo stesso paziente, in genere dal bacino, costituisce la migliore risorsa per ristabilire la continuità dell’osso che non guarisce. In taluni casi si può stimolare maggiormente la produzione del rigenerato osseo mediante l’applicazione locale della proteina morfogenetica dell’osso (BMP 2). Non esiste una terapia medica per questa patologia.

Esiste la possibilità di non effettuare un ulteriore atto chirurgico e di utilizzare, per colmare il difetto osseo, se di modesta entità, sostituti ossei, biologici o artificiali, che tuttavia danno luogo ad una guarigione più lenta e meno sicura.

I mezzi di sintesi interni, necessari a stabilizzare il segmento osseo durante il trattamento, possono rimanere in sede dopo la guarigione ed eventualmente essere rimossi dopo alcuni anni. I mezzi di sintesi esterni (Fissatore Esterno) sono rimossi a consolidazione avvenuta e documentata radiograficamente.

Pseudoartrosi: quanto dura la fase di guarigione?

gambe di un ragazzoIl tempo di guarigione della pseudoartrosi, cioè della frattura che non guarisce è in relazione alla gravità della situazione clinica, del deficit osseo e della tecnica utilizzata, varia quindi da quattro a otto mesi circa. Il tempo trascorso in attesa della guarigione della frattura iniziale non rientra in questo periodo. Il paziente deve essere accuratamente istruito sull’impegno richiesto dalle cure e sulla necessità di mantenere la funzionalità dell’arto durante il trattamento.

Prof. Marco Massobrio
Ortopedia e Traumatologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Questo sito web utilizza cookie propri e di terze parti per raccogliere informazioni al fine di migliorare i nostri servizi, per mostrarle la pubblicità relativa alle sue preferenze, nonché analizzare le sue abitudini di navigazione. L'utente ha la possibilità di configurare le proprie preferenze QUI.