Perché a volte le fratture non guariscono?

Autore: Prof. Marco Massobrio
Pubblicato: | Aggiornato: 17/02/2021
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, il Prof. Marco Massobrio, ci spiega cosa bisogna fare quando una frattura non guarisce

Che cosa s’intende per frattura?

Per frattura s’intende l’interruzione della continuità dell’osso. Può essere composta, cioè mantenere il reciproco contatto tra i capi ossei, oppure scomposta, quando le parti che la costituiscono non hanno più rapporto tra di loro. La frattura è “chiusa”, se la cute dell’arto fratturato è intatta, “esposta” o “aperta”, in presenza di una ferita. La lesione ossea è lineare se il decorso è regolare, pluriframmentaria se è costituita da un insieme di frammenti. La frattura si può verificare in tutti i segmenti scheletrici, con maggiore frequenza nelle ossa lunghe degli arti inferiori e superiori.

gambe di donnaFratture: quali sono le persone più a rischio?

Le fratture possono interessare tutte le fasce di popolazione con sedi e cause differenti. Le fratture prossimali del femore sono più frequenti nell’anziano; le fratture diafisarie ed articolari, causate da incidenti stradali e del lavoro, hanno maggiore incidenza nel giovane e nell’adulto; le fratture tipiche della prima decade di vita e dell’adolescenza possono interessare sia l’osso che le cartilagini di accrescimento.

Come guarisce una frattura?

La guarigione è un processo biologico di organizzazione e sviluppo cellulare che ha inizio nel momento in cui si verifica il trauma e continua, secondo il tipo di frattura, per alcuni mesi. La ricostituzione dell’osso dipende da alcuni requisiti:

  1. Vascolarizzazione dell’arto: garantisce l’apporto ematico necessario alla trasformazione cellulare, nelle fratture esposte si verifica la perdita dell’ematoma di frattura che può rallentare la guarigione.                           
  2. Contiguità delle superfici di frattura: facilita la formazione dell’osso tra i monconi, le fratture scomposte necessitano della riduzione per avvicinare le parti.         
  3. Stabilità: i monconi di frattura devono essere tutelati per mantenere la riduzione e non danneggiare il callo osseo in via di formazione. Si mantiene la stabilità durante la guarigione con apparecchi gessati oppure, secondo i casi, con l’applicazione di una sintesi chirurgica.
  4. Quiete meccanica: le sollecitazioni sul segmento fratturato devono essere limitate in relazione al tipo di frattura ed al trattamento effettuato.
  5. Assenza di infezione: la contaminazione batterica della frattura impedisce la riparazione ossea.

Per quale motivo la frattura potrebbe non guarire?

RX pseudoartrosiLa mancanza di uno solo di questi requisiti determina il ritardo di consolidazione, se si verifica la guarigione in un tempo maggiore del previsto (6-8 mesi), oppure la pseudoartrosi (o falsa articolazione), cioè la non unione dei monconi e quindi l’impossibilità di guarire. Nel primo caso si pratica il mantenimento del trattamento in corso, insieme ai controlli periodici fino a guarigione. Nel secondo caso è necessario un mutamento terapeutico, cioè effettuare una terapia specifica per il trattamento della pseudoartrosi.

Distinguiamo la pseudoartrosi ipertrofica, caratterizzata da un callo osseo esuberante che non matura verso la ristrutturazione completa (fig.1), e la pseudoartrosi atrofica con assottigliamento delle estremità dei monconi di frattura, senza formazione di callo osseo (fig.2). In entrambi i casi il paziente lamenta dolore alla deambulazione e la presenza di una deformità dell’arto.

Cosa bisogna fare se la frattura non guarisce?

La frattura che non guarisce richiede lo studio dei requisiti necessari alla consolidazione: studio clinico per valutare la funzionalità dell’arto, studio radiografico e TC per la deformità, il deficit osseo, il corretto trattamento, conservativo o chirurgico, scintigrafia ossea per la vitalità ossea e l’infezione.

Il trattamento della pseudoartrosi è differente da quello della frattura. Nella maggior parte dei casi è chirurgico e richiede la bonifica dell’osso dal tessuto interessato, l’innesto osseo, la sostituzione o l’applicazione di nuovi mezzi di sintesi interni o esterni.

Il corretto studio della pseudoartrosi e la scelta terapeutica personalizzata sono indispensabili per consentire di ottenere la guarigione definitiva.

Prof. Marco Massobrio
Ortopedia e Traumatologia

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