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Cosa succede dopo una prostatectomia robotica? Catetere, perdite urinarie e sessualità

Dopo una prostatectomia robotica, il recupero segue tappe diverse: dimissione, catetere, ripresa della continenza e adattamento della sessualità. In questo articolo, un urologo con esperienza in chirurgia robotica propone una guida cronologica, con tempi realistici, segnali d’allarme e limiti delle terapie di riabilitazione, senza promettere risultati uguali per tutti.

Cosa succede nelle prime 24 ore dopo una prostatectomia robotica?

Al risveglio sono normalmente presenti un catetere urinario, piccoli accessi chirurgici sull’addome e, in alcuni casi, un drenaggio. Secondo lo University College London Hospitals (UCLH), il paziente può iniziare a bere liquidi e mangiare circa 4 ore dopo l’intervento e viene incoraggiato a muoversi nello stesso arco di tempo, quando le condizioni cliniche lo permettono.


La dimissione avviene spesso il giorno successivo. L’UCLH indica come obiettivo una degenza di circa 1 notte, purché il paziente riesca a mangiare, camminare, controllare il dolore con farmaci orali e gestire il catetere. Tempi più lunghi possono essere necessari in presenza di altre malattie, complicazioni o difficoltà organizzative a domicilio.

Quanto tempo rimane il catetere dopo la prostatectomia robotica?

Il catetere permette all’urina di uscire senza attraversare direttamente la zona in cui vescica e uretra sono state ricongiunte. Secondo UCLH e Cambridge University Hospitals (CUH), viene rimosso generalmente tra 7 e 10 giorni dopo l’intervento. In alcuni percorsi può rimanere fino a 14 giorni, in base alla guarigione e alle indicazioni del chirurgo.


A casa la sacca deve restare sotto il livello della vescica. Il tubo non deve essere piegato o tirato. Il CUH consiglia di bere circa 2-2,5 litri di liquidi al giorno mentre il catetere è presente, salvo diverse indicazioni mediche. La rimozione dura circa 15 secondi, ma deve avvenire secondo il programma del centro urologico.


Una lieve colorazione rosata delle urine può comparire quando si cammina di più. Se invece compaiono coaguli voluminosi o la sacca non raccoglie più urina, il catetere potrebbe essere ostruito. Il CUH considera il blocco una situazione da valutare subito e raccomanda di non far rimuovere o reinserire il catetere da personale non esperto in Urologia.

Quanto durano le perdite urinarie dopo la rimozione del catetere?

Le perdite urinarie sono frequenti nei primi giorni o nelle prime settimane. L’UCLH riferisce che tendono a ridursi nell’arco di 3-6 mesi. A tre mesi dall’intervento, circa 8 uomini su 10 non utilizzano assorbenti oppure ne usano uno al giorno.


Il recupero non è identico per tutti. Secondo le Linee guida 2026 della European Association of Urology (EAU), gli studi sulla prostatectomia robotica riportano percentuali di continenza a 12 mesi comprese tra l’89% e il 100%. I risultati variano perché alcuni studi considerano continente chi non usa assorbenti, mentre altri includono chi ne usa uno di sicurezza.


Una quota più piccola continua ad avere perdite importanti. L’UCLH stima che circa 1 uomo su 20 presenti incontinenza severa a un anno. In questi casi possono essere necessari fisioterapia specialistica, esami urologici e, in situazioni selezionate, trattamenti chirurgici. La scelta dipende dall’intensità delle perdite e dal loro impatto sulla vita quotidiana.

Quando iniziare gli esercizi del pavimento pelvico dopo l’intervento?

Gli esercizi del pavimento pelvico vengono di solito insegnati prima della chirurgia. Dopo l’intervento devono essere sospesi mentre è presente il catetere e ripresi dopo la sua rimozione. L’UCLH raccomanda di continuarli regolarmente fino a 12 mesi, adattando intensità e frequenza alle indicazioni del fisioterapista o dell’urologo.


Il CUH propone esercizi brevi e ripetuti durante la giornata, con contrazioni lente e rapide. Nel suo percorso clinico, una riduzione evidente delle perdite è attesa entro 3 mesi, mentre circa il 90% degli uomini risulta asciutto dopo un anno. Questi dati descrivono un singolo protocollo ospedaliero e non rappresentano una garanzia individuale.

Cosa cambia nella sessualità dopo una prostatectomia robotica?

Dopo l’intervento tutti gli uomini attraversano una fase di difficoltà nel raggiungere o mantenere l’erezione. L’UCLH segnala che il recupero può richiedere fino a 2 anni, anche quando è stato possibile preservare i nervi. In uno studio citato dalle Linee guida EAU, la disfunzione erettile era presente nel 70,4% dei pazienti a 12 mesi dalla chirurgia robotica.


L’età, la qualità delle erezioni prima dell’operazione e la possibilità di preservare i fasci nervosi sono tre dei principali fattori associati al recupero. Le Linee guida EAU 2026 indicano inoltre che l’esperienza del chirurgo può influire sul risultato funzionale. I tempi devono quindi essere discussi in base alla situazione oncologica e sessuale del singolo paziente.


Cosa significa prostatectomia nerve-sparing?

La tecnica nerve-sparing, cioè con preservazione dei nervi, cerca di conservare uno o entrambi i fasci neurovascolari che partecipano all’erezione. Non è sempre possibile: la decisione dipende dalla posizione e dall’estensione del tumore. Anche quando i nervi vengono preservati, il recupero può essere graduale e arrivare fino a 24 mesi.


Si può ancora avere un orgasmo dopo l’asportazione della prostata?

L’orgasmo può rimanere possibile anche in assenza di un’erezione completa. Cambia però l’eiaculazione: secondo l’UCLH, tutti gli uomini sviluppano eiaculazione asciutta e infertilità permanente perché vengono rimossi prostata e vescicole seminali. Chi desidera figli biologici deve discutere la conservazione del liquido seminale prima dell’intervento.


L’attività sessuale può essere ripresa quando le ferite sono guarite e il medico lo ritiene sicuro. L’UCLH propone come riferimento circa 1 mese dopo l’intervento. Non è necessario attendere il ritorno delle erezioni spontanee per parlare con l’urologo di riabilitazione sessuale o iniziare un percorso indicato dal centro.


La riabilitazione sessuale fa tornare le erezioni spontanee?

Farmaci orali, dispositivi a vuoto e terapie iniettive possono aiutare a ottenere erezioni utili all’attività sessuale. Tuttavia, le Linee guida EAU 2026 precisano che una revisione di 8 studi randomizzati, con valutazioni fino a 12 mesi, non ha dimostrato che l’uso programmato degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5i) aumenti il recupero spontaneo rispetto all’uso al bisogno.


Questo non significa che le terapie siano inutili. Possono sostenere la funzione sessuale durante il recupero, ma non garantiscono il ritorno naturale dell’erezione. La scelta richiede una visita, soprattutto in presenza di malattie cardiovascolari o terapie concomitanti. L’uso dei PDE5i insieme ai nitrati è controindicato per il rischio di una riduzione imprevedibile della pressione arteriosa.

La chirurgia robotica garantisce un recupero migliore rispetto a quella aperta?

La tecnologia robotica permette di operare attraverso piccole incisioni, ma non garantisce da sola continenza o erezioni migliori. Le Linee guida EAU riportano risultati funzionali simili tra chirurgia robotica e chirurgia aperta a 24 mesi. Un trial randomizzato di fase III con 326 pazienti non ha mostrato differenze rilevanti nei risultati funzionali a due anni.


Il recupero dipende quindi dalla situazione iniziale del paziente, dall’estensione del tumore, dalla tecnica nerve-sparing e dall’esperienza dell’équipe. La piattaforma robotica è uno strumento controllato dal chirurgo, non un sistema autonomo. Per questo è poco corretto attribuire alla sola tecnologia il risultato urinario o sessuale.

Qual è il percorso realistico di recupero dopo la prostatectomia robotica?

Nei primi 7-10 giorni l’obiettivo è camminare ogni giorno, gestire il catetere e controllare dolore e intestino. La dimissione avviene spesso dopo una notte. Il catetere resta fino alla guarigione del collegamento tra vescica e uretra. Gli esercizi del pavimento pelvico non devono essere eseguiti in questa fase.



Cosa cambia tra la seconda e la sesta settimana?

Dopo la rimozione del catetere iniziano gli esercizi e può essere necessario usare assorbenti. L’UCLH indica la possibilità di guidare intorno alle 2 settimane, quando si riesce a effettuare una frenata d’emergenza. Il ritorno al lavoro avviene spesso tra 2 e 6 settimane, in base al tipo di attività.


I pesi superiori a 2 chilogrammi dovrebbero essere evitati per circa 6 settimane, secondo il protocollo UCLH. L’attività intensa può richiedere fino a 12 settimane di sospensione. Questi tempi sono orientativi e devono essere adattati dal chirurgo in base alla guarigione e all’eventuale presenza di complicazioni.


Cosa succede tra il terzo mese e il primo anno?

Tra 3 e 6 mesi molte persone osservano una riduzione progressiva delle perdite. Il recupero sessuale può invece proseguire fino a 24 mesi. Per il controllo oncologico, le Linee guida EAU indicano che l’antigene prostatico specifico (PSA) dovrebbe diventare non rilevabile entro circa 2 mesi dalla prostatectomia.


La EAU suggerisce generalmente un controllo del PSA ogni 6 mesi per i primi 3 anni e poi una volta l’anno, pur precisando che le prove sull’intervallo ideale sono limitate. Alcuni centri adottano controlli ogni tre mesi nel primo anno. Il calendario definitivo viene stabilito dal team che ha eseguito l’intervento.

Quali segnali richiedono un contatto medico dopo la prostatectomia?

È necessario contattare rapidamente il centro urologico se il catetere non raccoglie più urina, se compaiono coaguli voluminosi o se il tubo si sfila. Anche urine torbide e maleodoranti associate a bruciore, temperatura elevata o malessere possono indicare un’infezione e richiedono una valutazione nella stessa giornata.


Dolore in aumento, ferite molto arrossate, gonfiore caldo e doloroso dello scroto, difficoltà respiratoria o gonfiore improvviso di una gamba non devono essere ignorati. Le decisioni sul trattamento dipendono dalla visita e dal quadro clinico. Il materiale informativo UCLH classifica le complicazioni cardiocircolatorie gravi come rare e stima il rischio di morte intorno a 1 caso su 1.000.

Come favorire un recupero sicuro dopo la prostatectomia robotica?

È utile preparare a casa assorbenti maschili, biancheria aderente per sostenerli e spazio sufficiente per la sacca del catetere. Bisogna camminare ogni giorno, ma aumentare l’attività gradualmente. Gli esercizi del pavimento pelvico iniziano solo dopo la rimozione del catetere e possono proseguire fino a 12 mesi.


La continenza e la funzione sessuale vanno valutate nel tempo, senza confrontarsi con tempi medi come se fossero scadenze. Perdite persistenti oltre 6-12 mesi o assenza di miglioramento dell’erezione richiedono un confronto urologico dedicato. Nessuna terapia assicura un recupero completo e ogni decisione individuale deve essere presa durante una visita specialistica.


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Riferimenti APA

  1. European Association of Urology. (2026). EAU Guidelines on Prostate Cancer: Treatment. https://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/treatment
  2. European Association of Urology. (2026). EAU Guidelines on Prostate Cancer: Quality of life outcomes in prostate cancer. https://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/quality-of-life-outcomes-in-prostate-cancer
  3. European Association of Urology. (2026). EAU Guidelines on Prostate Cancer: Follow-up. https://uroweb.org/guidelines/prostate-cancer/chapter/followup
  4. Salonia, A., Boeri, L., Capogrosso, P., et al. (2026). EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health: Limited update March 2026. European Association of Urology. https://d56bochluxqnz.cloudfront.net/documents/full-guideline/EAU-Guidelines-on-Sexual-and-Reproductive-Health-2026.pdf
  5. University College London Hospitals NHS Foundation Trust. (2026, 4 marzo). Robotic prostatectomy. https://www.uclh.nhs.uk/patients-and-visitors/patient-information-pages/robotic-prostatectomy
  6. Cambridge University Hospitals NHS Foundation Trust. (s.d.). Robotic radical prostatectomy: pre- and post-operative information. https://www.cuh.nhs.uk/patient-information/robotic-radical-prostatectomy/
  7. Cambridge University Hospitals NHS Foundation Trust. (s.d.). Robotic radical prostatectomy: frequently asked questions. https://www.cuh.nhs.uk/patient-information/robotic-radical-prostatectomy-frequently-asked-questions/