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Curare l’ipertrofia prostatica benigna con il laser

Perché ricorrere al laser per curare l’ipertrofia prostatica? Ce lo dice il nostro esperto in Andrologia e Urologia a Roma, il Prof. Stefano Brunori

Che cos’è l’ipertrofia prostatica benigna?

La prostata ingrossata è una patologia molto comune. Secondo le stime, infatti, circa l’80% degli uomini con un’età superiore ai 50 anni è affetto da ipertrofia prostatica benigna (IPB). L’IPB influisce gravemente sulla qualità della vita di chi ne soffre a causa della sua sintomatologia caratterizzata da:

  • uomoDifficoltà, urgenza ed aumento della frequenza minzionale, anche notturna.
  • Peggioramento della qualità della vita;
  • Ritenzione urinaria (che nei casi gravi richiede l’impianto di un catetere).

Inoltre, può avere risvolti negativi anche nella sfera sessuale. Fortunatamente, è possibile curare questa condizione con la tecnica laser.

In cosa consiste la terapia con il laser al Tullio?

La chirurgia con il laser al Tullio permette, a differenza degli altri laser, di eseguire una combinazione di taglio/coagulazione e vaporizzazione, in maniera tale da ridurre drasticamente il sanguinamento. Un’altra delle sue peculiarità è la superficialità, che garantisce precisione e rispetto delle altre strutture anatomiche. Offre ottimi risultati nel trattamento dell’IPB in quanto riduce sia l’ostruzione provocata dall’ingrossamento dell’organo che la sintomatologia irritativa tipica del post intervento. Questa tecnica è mininvasiva, non prevede incisioni chirurgiche (viene inserita una sonda per via trans uretrale ovvero si entra in vescica utilizzando la via naturale) ed è in grado di vaporizzare l’adenoma riducendo eliminando così l’ostruzione cervico/uretrale. Inoltre con questa tecnica è possibile anche avere delle Chips (frammenti più o meno grandi di adenoma) per inviarli all’esame istologico. Capita purtroppo infatti di scoprire alcuni tumori incidentali (non aspettati) della prostata.

Laser verde per l’IPB: di cosa si tratta?

uomo seduto dal medicoIl laser verde è una tecnica perfezionata negli USA che si serve di un laser al Litio in grado di eliminare con estrema precisione la parte in eccesso di tessuto prostatico, vaporizzandolo. Anche questa procedura come l’altra viene eseguita in anestesia spinale, per via endoscopica: la fibre laser con lo strumento viene inserita sempre per via trans-uretrale ed è in grado di vaporizzare solamente l’area interessata /adenoma prostatico) senza causare emorragie grazie alla coagulazione immediata dei tessuti. Inoltre, riduce il tasso di recidive e non provocando come quella con il tullio né impotenza né incontinenza. Grazie alla sua capacità “anti-sanguinamento” è possibile trattare con questa tecnica anche i pazienti a rischio emorragico che fino ad ora erano considerati inoperabili (es. pazienti con patologie della coagulazione, malattie cardiovascolari o che stanno assumendo farmaci antiaggreganti e/o anticoagulanti) ed è indicata anche in pazienti con pacemaker.

Chirurgia laser: quali sono i benefici rispetto alle tecniche tradizionali?

La chirurgia laser possiede molteplici vantaggi rispetto alle classiche tecniche utilizzate nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, tra cui:

  • Riduzione dei tempi di degenza (due notti sono sufficienti);
  • Riduzione del sanguinamento e, di conseguenza, della necessità di trasfusioni;
  • Possibilità di trattare pazienti che stanno assumendo farmaci antiaggreganti o anticoagulanti;
  • Miglior decorso postoperatorio (riduzione della sintomatologia postintervento e riduzione del tempo di utilizzo del catetere);
  • Preservazioni delle funzionalità sessuali migliore;
  • Rapida ripresa delle attività quotidiane.