Emorroidi: cause, sintomi e trattamenti
La patologia emorroidaria colpisce un adulto su tre nel mondo occidentale e la sua incidenza aumenta con l’età: si stima che un adulto su due, dopo i 50 anni, ne soffra, con conseguente impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, la stragrande maggioranza lascia trascorrere molto tempo prima di rivolgersi ad uno specialista. Una corretta informazione è fondamentale per riconoscere i sintomi, capire le cause e adottare strategie di prevenzione e trattamento. Ne parliamo con il nostro esperto, il Dott. Michele Schiano di Visconte, specialista in Chirurgia Generale e Proctologia.
Che cosa sono le emorroidi?
Le emorroidi sono cuscinetti vascolari localizzati nel canale anale. In condizioni normali, le emorroidi contribuiscono al mantenimento della continenza. Quando però questi gavoccioli si gonfiano o si infiammano, possono causare fastidi e sintomi tipici della malattia emorroidaria.
I sintomi più comuni
I sintomi delle emorroidi possono variare in intensità. I più frequenti includono:
- sanguinamento durante la defecazione;
- dolore o bruciore anale;
- prurito;
- gonfiore nella zona anale
- sensazione di corpo estraneo;
- prolasso delle emorroidi all’esterno dell’ano.
Il sanguinamento, spesso notato sulla carta igienica o nelle feci, è il campanello d’allarme più comune che spinge il paziente a consultare lo specialista.
Cause e fattori di rischio
Le cause delle emorroidi sono multifattoriali. Tra le principali:
- stitichezza cronica e sforzo eccessivo durante la defecazione;
- gravidanza e parto;
- stile di vita sedentario;
- dieta povera di fibre;
- predisposizione familiare.
Anche sovrappeso e scarsa idratazione rappresentano fattori che aumentano il rischio. Talvolta la patologia emorroidaria può essere espressione di importanti patologie epatiche
Come fare prevenzione?
La prevenzione delle emorroidi si basa su abitudini quotidiane corrette:
- seguire una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali);
- bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno;
- evitare la sedentarietà, praticando attività fisica regolare;
- non trattenere lo stimolo della defecazione;
- ridurre il consumo di alcolici, cibi piccanti e cioccolata.
Queste semplici regole riducono il rischio di sviluppare o aggravare la patologia.
Quali sono i trattamenti disponibili?
Il trattamento delle emorroidi dipende dalla gravità:
- Terapia conservativa: dieta ricca di scorie ed adeguata idratazione, assicurare un alvo regolare, utilizzo di flebotonici ed antinfiammatori ad uso topico nonché un sano stile di vita.
- Procedure ambulatoriali: legatura elastica, scleroterapia, laser.
- Chirurgia: riservata ai casi più avanzati o non rispondenti al trattamento conservativo, ed include tecniche tradizionali escissionali o mini-invasive, caratterizzate, queste ultime, da scarso dolore post-operatorio e rapida ripresa delle abituali attività.
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La scelta del trattamento deve essere sempre personalizzata dopo una valutazione proctologica accurata.
Quando consultare lo specialista?
È importante non trascurare i sintomi. In presenza di sanguinamento rettale, dolore e prurito persistente, è fondamentale rivolgersi a un chirurgo generale esperto in proctologia per una diagnosi corretta ed escludere altre patologie più serie.


