Endoprotesi (stent): cosa sono, quando servono e perché “stent” può voler dire cose diverse

Con “endoprotesi” si indica spesso lo stent, ma nella pratica clinica esistono dispositivi e obiettivi diversi: dallo stent coronarico per riaprire un’arteria del cuore allo stent-graft per rinforzare l’aorta dall’interno. L’information gain di questa guida è una mappa semplice per orientarsi: quale stent, chi decide (Heart Team) e quali controlli servono dopo.
Che cos’è uno stent e che differenza c’è tra stent coronarico e stent-graft?
Lo stent coronarico è una piccola struttura a rete che sostiene un’arteria coronaria dopo l’angioplastica.
Lo stent-graft (endoprotesi) è invece una protesi “rivestita” usata per l’aorta: un ospedale NHS lo descrive come un tubo di rete metallica coperto dallo stesso materiale usato nella chirurgia aperta; spesso si divide in due “gambe” nella parte inferiore (come un pantalone), tipico degli interventi EVAR per aneurisma addominale.
Quando si usa lo stent coronarico e che cosa succede durante l’angioplastica?
L’angioplastica coronarica (PCI) viene eseguita in sala di emodinamica. L’NHS riporta che una coronarografia/angioplastica con stent dura in genere tra 30 minuti e 2 ore (a volte di più).
Il catetere viene introdotto di solito da polso o inguine; una volta raggiunta la coronaria, il palloncino dilata la stenosi e lo stent viene rilasciato per mantenere aperto il vaso.
Lo stent è “definitivo”? Cosa significa restenosi?
Uno stent non “azzera” per sempre il rischio. Può verificarsi una nuova riduzione del lume per cicatrizzazione (restenosi), soprattutto nei primi mesi. Un foglio informativo NHS indica che, dopo un’angioplastica riuscita, può rendersi necessario un ulteriore trattamento in circa 1 paziente su 10, e che questo tende a verificarsi entro i primi 6 mesi.
Questo dato aiuta a inquadrare un punto pratico: i controlli e l’aderenza alla terapia prescritta sono parte integrante del trattamento.
Quando “meglio lo stent” e quando “meglio il bypass”? Chi decide?
Qui entra in gioco la cardiochirurgia: non tutte le coronaropatie sono uguali. Le linee guida ESC/EACTS sulla rivascolarizzazione sottolineano che la scelta tra PCI (stent) e CABG (bypass) non è “automatica” e deve considerare anatomia coronarica, rischio chirurgico e obiettivo di rivascolarizzazione completa, con decisione del Heart Team.
Un esempio concreto di quanto la scelta sia basata su stratificazione è la revisione congiunta ESC/EACTS sul tronco comune (left main) in pazienti a basso rischio e anatomia adatta: CABG raccomandato Classe I, livello A, PCI Classe IIa, livello A.
Tradotto: in alcuni casi entrambe le opzioni possono essere ragionevoli, ma non hanno lo stesso “peso” raccomandativo e vanno discusse caso per caso.
7 domande “salva-percorso” prima di dire sì a uno stent
Queste domande riducono l’errore più comune: accettare la parola “stent” senza sapere quale problema sta risolvendo.
- Stiamo parlando di coronarie o di aorta?
- Qual è l’obiettivo? (riaprire un vaso, prevenire rottura di aneurisma, trattare dissezione, ecc.)
- Chi ha valutato il caso? Se coronarie complesse: è stato discusso in Heart Team?
- Quali alternative esistono nel mio profilo? (PCI vs bypass; EVAR/TEVAR vs chirurgia aperta, quando applicabile)
- Che follow-up è previsto? (visite, imaging, controlli)
- Quali segnali devo riferire subito? (dolore toracico, dispnea nuova, febbre/segni di infezione, dolore addominale/toracico improvviso, ecc.)
- Qual è il “piano B” se qualcosa non va? (reintervento, cambio strategia, intensificazione follow-up)
Endoprotesi aortica (EVAR/TEVAR): quando si usa e cosa cambia rispetto alla chirurgia aperta?
Nell’aneurisma dell’aorta addominale, un EVAR viene descritto da una fonte NHS come “keyhole surgery” eseguita tramite piccole incisioni all’inguine, con una protesi interna che rinforza l’aorta dall’interno.
In generale, l’endovascolare può offrire un accesso meno traumatico, ma richiede un’attenzione particolare alla sorveglianza nel tempo (per esempio per identificare endoleak o migrazioni), motivo per cui follow-up e volumi di centro contano molto.
Quali controlli servono dopo una endoprotesi aortica?
Le raccomandazioni variano in base alla patologia (aneurisma vs dissezione) e al tipo di endoprotesi. La Society for Vascular Surgery (SVS) nelle raccomandazioni di follow-up riporta, per esempio, dopo TEVAR per aneurisma toracico, l’indicazione a TC con contrasto a 1 mese e 12 mesi e poi annualmente; se il controllo a 1 mese mostra anomalie, si considera un controllo anche a 6 mesi.
Questo è un punto chiave da spiegare al paziente: l’endoprotesi “non finisce” con la dimissione, ma continua con un programma di sorveglianza.
Quanto conta il centro? (Una nota pratica sui volumi)
Per la chirurgia aortica, esiste evidenza che l’outcome migliori con volumi più elevati. Un commento sulle linee guida ESVS 2024 sugli aneurismi aorto-iliaci cita una soglia raccomandata di almeno 30 riparazioni/anno (open + endovascolare), con minimo 15 per ciascun approccio.
Non è un criterio “unico”, ma aiuta a capire perché spesso si parla di centri dedicati e team con esperienza specifica.
Quali sono i rischi più comuni da conoscere (senza allarmismi)?
Dipende dal tipo di stent. Per l’angioplastica con stent, la British Heart Foundation riporta che il rischio di complicanze maggiori durante una PCI è “di solito <1%”, pur esistendo rischi rari come infarto/ictus o danno dell’arteria coronaria.
Per EVAR/TEVAR, i rischi includono complicanze legate al device e la necessità di follow-up imaging; per questo il piano di sorveglianza è parte della sicurezza.
Cosa puoi fare tu dopo uno stent per ridurre i problemi
- Segui con precisione la terapia prescritta e i controlli (è una parte della procedura).
- Non sottovalutare nuovi sintomi: dolore toracico, dispnea, febbre, dolore improvviso importante vanno riferiti.
- Chiedi e conserva un “riassunto di dimissione” con: tipo di stent/protesi, sede, follow-up previsto, contatti del centro.
Riferimenti (APA)
- National Health Service (NHS). (s.d.). Coronary angioplasty and stent insertion – What happens. https://www.nhs.uk/tests-and-treatments/coronary-angioplasty/what-happens/
- British Heart Foundation. (2025). Coronary angioplasty and stents (PCI). https://www.bhf.org.uk/informationsupport/treatments/coronary-angioplasty-and-stents
- Hull University Teaching Hospitals NHS Trust. (2021). Coronary angiogram/angioplasty discharge information – restenosis ~1 in 10 within 6 months. https://www.hey.nhs.uk/patient-leaflet/coronary-angiogram-angioplasty-procedure-discharge-information-patients/
- Neumann, F. J., et al. (2019). 2018 ESC/EACTS Guidelines on myocardial revascularization. European Heart Journal. (PDF). https://dgthg.de/inhalt/uploads/2025/02/ehy394.pdf
- Society for Vascular Surgery. (2018). Recommendations for Follow-up After Vascular Surgery Arterial Procedures. (PDF). https://vascular.org/sites/files/2022-01/SVS_Guideline_Follow-up_Overview.pdf
- Gloucestershire Hospitals NHS Foundation Trust. (s.d.). Endovascular aneurysm repair (EVAR) – stent-graft definition. https://www.gloshospitals.nhs.uk/your-visit/patient-information-leaflets/endovascular-aneurysm-repair-evar/
- Byrne, R. A., et al. (2023). 2022 Joint ESC/EACTS review… left main coronary artery disease. Eur J Cardiothorac Surg. (Sintesi raccomandazioni). https://eprints.gla.ac.uk/310268/
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