Enterospondiloartriti: sai di cosa si tratta?

Le Enterospondiloartriti sono le spondiloartriti (SpA) che si sviluppano in corso di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), quali il Morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. La stessa definizione si attribuisce alle SpA che si complicano con MICI. L’incidenza delle prime è di circa il 15-20 % dei casi, delle seconde intorno all’5-8 %.
Quali sono i sintomi enterospondiloartriti?
I sintomi sono propri delle due patologie. La complicazione articolare nei pazienti con MICI è caratterizzata da un impegno della colonna vertebrale con il dolore infiammatorio cronico lombare, tipicamente più forte di notte ed al mattino, con remissione durante il giorno con l’attività fisica. Contemporaneamente si può avere un impegno articolare periferico, asimmetrico, soprattutto delle grandi articolazioni degli arti inferiori. Le due manifestazioni si possono anche presentare singolarmente. In caso di Spa che si complica con MICI, le manifestazioni cliniche sono caratterizzate da sintomi addominali quale diarrea cronica, sangue nelle feci, dolori addominali, con eventuale febbre e dimagramento. Nella storia clinica dei pazienti ci possono essere manifestazioni quali dolori tendinei, dito a “salsicciotto”, uveite ed eritema nodoso.

Da che cosa sono provocate?
Non conosciamo la causa delle malattie. Sono patologie immunomediate, in cui su una base di predisposizione genetica, fattori ambientali, sia essi infettivi o stress biomeccanici, possono innescare l’infiammazione e quindi la patologia. Negli ultimi anni si è data importanza al microbioma intestinale. Una disbiosi, cioè una flora intestinale modificata in senso pro infiammatorio, può sviluppare, attraverso l’iperproduzione di citochine infiammatorie nel lume intestinale, una infiammazione a distanza delle articolazioni.
In che modo si diagnosticano le enterospondiloartriti?
La diagnosi delle Enterospondiloartriti non è sempre facile, tanto è vero che spesso dall’inizio dei sintomi alla diagnosi passano anche numerosi anni. La diagnosi è fondamentalmente clinica, ma alcune indagini ci possono aiutare nel confermarla. Tra queste la Risonanza Magnetica Nucleare del bacino e della colonna, la colonscopia ed alcune analisi, quale la calprotectina fecale, possono essere di grande aiuto.
Quali sono le possibili terapie?
Abbiamo a disposizione molti farmaci per curare queste patologie. Fondamentalmente si usano dei farmaci immunosoppressori in una prima fase, ma se questi non controllano l’attività di malattia si passa a farmaci più selettivi e potenti, quali i farmaci biotecnologici. Ultimamente si possono usare anche altri farmaci, appartenenti alla classe dei Jak -inibitori.
Quanto sono efficaci tali trattamenti?
Questi farmaci sono molto efficaci ed in un’alta percentuale dei casi si riesce a portare a remissione la malattia. Occorre comunque precisare che la terapia è tanto più efficace, quanto più presto si fa la diagnosi.

