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Ernia del disco: cause e sintomi

L’ernia del disco è una condizione in cui parte del materiale gelatinoso interno di un disco intervertebrale (nucleo polposo) fuoriesce attraverso una fissurazione nella sua componente esterna fibrosa (anulus fibroso). Questa fuoriuscita può comprimere le strutture nervose adiacenti, causando dolore e altri sintomi neurologici. Negli ultimi anni, grazie ai progressi della radiologia interventistica, è possibile trattare questa patologia con approcci mini-invasivi, riducendo il ricorso alla chirurgia tradizionale e migliorando la qualità di vita dei pazienti. Ne parliamo con il Dott. Fabio Melchiorre, Radiologo interventista a Milano.

Chi sono i soggetti più colpiti?

Si tratta di una patologia relativamente comune che colpisce più spesso il tratto lombare della colonna vertebrale (parte bassa della schiena), ma può verificarsi a qualsiasi livello spinale. La fascia d’età più colpita è tra i 30 e i 50 anni, periodo in cui i dischi iniziano a mostrare segni di degenerazione e minor elasticità. Molti casi di ernia discale sono benigni e possono risolversi nel tempo con il trattamento adeguato, senza necessità di intervento chirurgico. 

Cause e fattori di rischio

La causa principale dell’ernia del disco è la degenerazione progressiva dei dischi intervertebrali dovuta all’invecchiamento. Col passare degli anni, i dischi tendono a disidratarsi e perdere elasticità, indebolendo la resistenza dell’anulus fibroso e predisponendo a fissurazioni. Oltre all’età, diversi fattori di rischio possono contribuire alla formazione di un’ernia discale:

  • Sforzi e carichi eccessivi
  • Obesità e sedentarietà
  • Postura scorretta
  • Predisposizione genetica

In rari casi, patologie o processi specifici (come infezioni discali o marcate infiammazioni) possono indebolire l’anulus e favorire un’ernia, ma nella maggior parte dei pazienti l’ernia discale è il risultato di una combinazione di usura del disco e fattori di rischio meccanici/ambientali.

Quali sono i sintomi?

Un’ernia del disco non causa sempre sintomi. Spesso si riscontrano protrusioni o ernie discali in esami effettuati per altri motivi, senza che il paziente abbia mai avvertito disturbi. L’ernia diviene sintomatica tipicamente quando il materiale fuoriuscito comprime o irrita una radice nervosa spinale (o, più raramente, il midollo spinale). I sintomi variano quindi in base alla sede dell’ernia e alla struttura nervosa coinvolta

  • Dolore localizzato e radicolare: il sintomo più comune. Un’ernia lombare può causare lombosciatalgia (sciatica), con dolore che dalla parte bassa della schiena si irradia lungo gluteo e gamba, spesso fino al piede, seguendo il percorso del nervo sciatico. Un’ernia cervicale provoca dolore al collo che può irradiarsi nel braccio e mano (cervicobrachialgia). 
  • Formicolio o intorpidimento: la compressione nervosa può determinare parestesie, ovvero sensazioni di formicolio, “spilli” o intorpidimento lungo il territorio di innervazione del nervo interessato (ad esempio nella gamba per l’ernia lombare, nel braccio per l’ernia cervicale).
  • Debolezza muscolare.
  • Disturbi neurovegetativi gravi: in situazioni estreme, un’ernia voluminosa può comprimere strutture nervose multiple. Ad esempio, un’ernia lombare molto grande può comprimere il fascio di nervi alla base del canale spinale causando la sindrome della cauda equina, con sintomi allarmanti come perdita di controllo di vescica e intestino, anestesia a “sella” nell’area perineale e grave deficit motorio agli arti inferiori. Questi casi sono urgenze mediche e richiedono intervento immediato.


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In generale, la presenza di dolore neuropatico irradiato (lungo un arto) distingue l’ernia discale da un semplice mal di schiena muscolo-scheletrico. È importante rivolgersi al medico se il dolore alla schiena è intenso, persiste per più di qualche settimana, si associa a sintomi neurologici (formicoli, debolezza) o compaiono segnali di allarme come quelli descritti sopra.

Conclusioni

L’ernia del disco è una patologia frequente che può manifestarsi con sintomi di diversa intensità, dal semplice mal di schiena fino a disturbi neurologici più importanti. Riconoscere i segnali precoci e rivolgersi tempestivamente a uno specialista è fondamentale per impostare un percorso terapeutico adeguato. Una corretta prevenzione, basata su attività fisica regolare, controllo del peso e attenzione alla postura, rappresenta un valido strumento per ridurre il rischio di sviluppare questa condizione e migliorare la salute della colonna vertebrale.