Femminicidi, narcisismo e social: che relazione esiste?

Viviamo tempi dove vige l’esaltazione del successo personale: se una persona ha successo esiste, altrimenti cade nell’anonimato e quindi nell’esclusione dal circolo dei “perfetti”. Si diventa dei reietti, esclusi ed emarginati dalla comunità. L’esperienza del fallimento semplicemente non può essere contemplata. Questo culto delirante ha un prezzo enorme per le menti fragili, e quelle maschili sono tali per natura più che quelle femminili. Cerchiamo di capire insieme al Dott. Dario Teolato, Psicologo e Psicoterapeuta a Bologna e ad Asti, perché il narcisismo ha a che fare con i femminicidi e i social
Il narcisismo nel mondo odierno
Se una ragazza mi rifiuta, quel rifiuto diventa una ferita che crea un dolore insopportabile perché non è solo un rifiuto, bensì la distruzione della mia falsa identità. È quindi una sconfitta che equivale alla morte, la morte della falsa identità che mi ero creato. Allora, se la ragazza mi fa questo, io uccido lei, così siamo pari. Niente di più del ragionamento di un bambino di 3 anni, o meno.

Una posizione narcisistica in cui l’altro è solo un oggetto, di mia proprietà. Ma narcisismo dei figli è sempre prodotto dai genitori, in genere perché essi stessi ne soffrono.
Magari in buona fede vogliono tutelare ad ogni costo i loro figli dal rischio del fallimento e della caduta, ma sotto sotto è solo un modo per evitare di confrontarsi con le loro incapacità ad essere genitori, con le loro fragilità. Questo impedisce ai figli di imparare ad assumersi la responsabilità delle loro parole e delle loro azioni (il proprio fallimento è e sarà sempre colpa di qualcun altro), e, soprattutto, gli toglie il meccanismo sano dell’imparare dai propri errori, ed è solo così che si raggiunge la consapevolezza dell’essere adulti.
Sono i genitori i responsabili del trasmettere ai figli il senso variabile della legge: se mi permette di essere tutto, avere tutto, sapere tutto, fare tutto è una buona legge, diversamente è un sopruso, e il mondo dei social conferma questa impostazione.
Il mondo dei social
Il mondo dei social in genere è una rappresentazione patologica della realtà, perché ammette ed esalta solo la perfezione, la prestazione vincente. Non è ammessa l’esperienza dell’errore, della prova fallita o della solitudine: tutto deve apparire perfetto, persino l’eventuale caduta viene pubblicata solo per raccattare like. È il narcisismo che si avvita su sé stesso, in una forma decisamente delirante che ha come unico scopo inventarsi una realtà diversa da quella in cui si vive. Perché qui è il punto centrale: se la ragazza, o il ragazzo, abbandona il partner, egli accusa una ferita narcisistica insopportabile, che ha sotto di sé il fantasma della depressione e della morte. Proprio quello che proverebbe un bambino piccolo abbandonato dalla madre.
Identikit degli uomini autori di femminicidi
Tali sono gli uomini che maltrattano, perseguitano o uccidono le donne: dei bambini piccoli, immaturi e tanto arrabbiati. La libertà della mamma di averli abbandonati diventa un crimine così doloroso da dover essere pagato con la vita. Tanto sono già morto anche io, figlio.
Di fronte a patologie così profonde, complesse, pervasive ed esiziali, appare ingenuo e al limite del ridicolo pensare che possano essere risolte, o anche solo affrontate, con lezioni di educazione affettiva a scuola.
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