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Fine del lockdown: sindrome della capanna o rifiuto della vita frenetica di prima?

Dall’inizio di questa pandemia mondiale tutto è cambiato. Ci sentiamo più vulnerabili, più fragili e più piccoli a causa dei fatti accaduti, che non avremmo mai voluto vivere. La situazione sta tornando alla normalità ma molte persone continuano a convivere con la paura del contagio e con quella di uscire di casa 

 

Rimettersi in moto dopo tre mesi vissuti in casa non è del tutto facile.ragazza che pensa davanti ad una finestra

In questi ultimi mesi si è tanto parlato della “Sindrome della Capanna” o del Prigioniero, ovvero di quella condizione che avrebbe interessato molte persone durante la fase 2. Si tratta della paura di uscire, della voglia di rimanere in casa, della paura di allontanarsi da un porto sicuro dove nulla può accadere! È la paura fobica di essere attaccati dal virus, una paura limitante, seguita da sentimenti come l’ansia, la demotivazione e la malinconia, causate dall’incertezza della strada, del mondo.

Potrebbe non trattarsi di Sindrome della Capanna!

Prima dell’emergenza Covid-19, ci siamo spesso lamentati della mancanza di tempo! Del fatto di non riuscire a conciliare lavoro, famiglia, amicizie, tempo libero a causa della vita frenetica a cui eravamo sottoposti.

Tutto è sempre stato rappresentato da un’irrefrenabile corsa ed il tempo a disposizione era decisamente poco. Con la quarantena, invece, è stata riscoperta la lentezza, al principio fastidiosa al punto da farci desiderare la nostra vita precedente.

Con l’isolamento domiciliare siamo stati costretti a fermarci. Ci siamo davvero resi conto del valore del tempo e di quello a disposizione da poter dedicare alla propria famiglia, ai figli e al proprio partner.

Dal momento in cui è stato comunicato il graduale ritorno alla normalità, in molti si sono resi conto che forse questa vita rallentata non é poi così male! Frenesia, ansia, stress, meccanismi di iper-produttività sono tutti fattori imposti dalla società moderna, siamo ancora sicuri di volerli rivivere e di essere nuovamente risucchiati dal caos?

Allora, da cosa è necessario guarire?

 

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