Frattura dell’anca: non solo negli anziani. Cosa sapere e come affrontarla
La frattura dell’anca è un evento traumatico che non riguarda esclusivamente gli anziani. Può interessare anche soggetti giovani, attivi o sportivi, spesso in seguito a traumi ad alta energia come incidenti stradali, cadute durante attività sportive o infortuni sul lavoro. L’approccio al trattamento cambia sensibilmente in base all’età, al tipo di frattura e allo stato generale del paziente. Approfondiamo l’argomento con il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia, il Dott. Fabio Favetti, Ortopedico a Roma.
Tipologie di frattura dell’anca
Con il termine “anca” ci si riferisce all’articolazione coxo-femorale, punto di contatto tra il bacino (acetabolo) e il femore. Le fratture possono interessare:
- Collo del femore
- Regione trocanterica
- Acetabolo (parte del bacino che accoglie la testa del femore)
Ogni localizzazione comporta implicazioni specifiche in termini di trattamento e riabilitazione.
Sintomi e diagnosi
I principali segnali di una frattura dell’anca sono:
- Dolore acuto localizzato, spesso irradiato all’inguine
- Incapacità di sostenere il peso sull’arto coinvolto
- Accorciamento e rotazione dell’arto inferiore
- Gonfiore e possibile ematoma
La radiografia è l’esame di prima scelta. In caso di dubbio o fratture complesse, si ricorre alla TC o alla RMN.
Trattamento: conservativo o chirurgico?
Nella maggior parte dei casi, il trattamento è chirurgico e dipende dalla sede della frattura e dalla stabilità dell’articolazione. Le opzioni includono:
- Osteosintesi con viti, chiodi endomidollari o placche
- Protesi d’anca, in caso di danni estesi o fratture scomposte dell’acetabolo o del collo femorale
Il trattamento conservativo è riservato solo a fratture stabili, composte o in pazienti in cui l’intervento presenta rischi eccessivi.
Tempi e modalità di recupero
Il recupero funzionale varia a seconda dell’intervento e delle condizioni iniziali. In media:
- Deambulazione assistita: entro 48-72 ore
- Carico parziale: dopo 2-3 settimane (in base al tipo di fissazione)
- Ritorno all’attività sportiva: tra i 3 e i 6 mesi
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La riabilitazione precoce e personalizzata è fondamentale per ridurre complicanze e ripristinare la piena funzionalità dell’anca.
Conclusione
La frattura dell’anca può avere conseguenze rilevanti anche in soggetti giovani. Il trattamento tempestivo, l’adozione di tecniche chirurgiche moderne e un programma riabilitativo mirato sono i pilastri per un recupero completo. Una diagnosi accurata e un approccio multidisciplinare rappresentano la chiave per evitare cronicizzazioni e garantire il ritorno alle normali attività quotidiane e sportive.


