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Gestire gli Aneurismi della Aorta Ascendente: Approcci Terapeutici Avanzati

Gli aneurismi della aorta ascendente rappresentano una patologia cardiovascolare complessa, potenzialmente letale se non trattata in modo tempestivo.

La gestione efficace combina diagnosi precoce, sorveglianza attiva e strategie chirurgiche personalizzate, secondo le più recenti linee guida della European Association of Cardiothoracic Surgery (EACTS), dell’European Society of Cardiology (ESC) e dell’American Heart Association (AHA)

Quando l’Osservazione è Sufficiente

Non tutti gli aneurismi richiedono un intervento immediato. In aneurismi di dimensioni inferiori ai 5 cm, con crescita lenta (<0,5 cm/anno), la gestione può limitarsi a sorveglianza regolare con TAC o RM cardiaca annuale o semestrale. In questa fase, la terapia farmacologica gioca un ruolo cruciale: beta-bloccanti e sartani riducono la pressione sistolica e lo stress sulla parete aortica, rallentando la progressione dell’aneurisma.

Il controllo rigoroso della pressione arteriosa, l’astensione dal fumo e uno stile di vita sano sono complementi indispensabili.

Chirurgia Elettiva: Standard d’Oro per Aneurismi Critici

Le ultime linee guida della European Association of Cardiothoracic Surgery (EACTS) pubblicate nel 2024, e di cui il Prof. Di Marco è stato uno dei 28 autori a livello mondiale, hanno “ridisegnato” il panorama delle indicazioni chirurgiche per gli aneurismi aortici. La chirurgia elettiva è indicata quando l’aneurisma supera 5,2 cm di diametro negli adulti o mostra una crescita rapida (>0,5 cm/anno). In pazienti con malattie genetiche o con connettivopatie come la bicuspidia aortica e la Sindrome di Marfan, il limite può scendere a 5 cm, in presenza di fattori di rischio e data la maggiore predisposizione alla rottura.


L’intervento tradizionale consiste nella sostituzione della radice aortica e dell’aorta ascendente con un graft sintetico che può prevedere o meno anche una protesi valvolare al suo interno, dipendendo questo dalla necessità di sostituire o meno anche la valvola aortica. L’approccio chirurgico viene quindi adattato in base alla condizione della valvola aortica e alle comorbidità del paziente.

Tecniche di Conservazione della Valvola: La Frontiera Moderna

Nei pazienti con valvola aortica nativa competente e strutturalmente integra, è possibile eseguire un valve-sparing aortic root replacement. Questa tecnica prevede la conservazione ed il reimpianto della valvola nativa, evitando l’impianto di protesi valvolari e quindi l’uso a lungo termine di anticoagulanti e migliorando la qualità di vita post-operatoria. Studi recenti riportano tassi di sopravvivenza a 10 anni superiori al 90% e bassi tassi di complicanze.

Follow-up e Prevenzione: Un Percorso Continuo

Dopo l’intervento, il monitoraggio a lungo termine è essenziale. Controlli periodici con ecocardiogramma, TAC o RM permettono di rilevare eventuali dilatazioni aneurismatiche residue o nuove. La gestione dei fattori di rischio cardiovascolari rimane centrale: pressione arteriosa controllata, dieta equilibrata, attività fisica regolare e sospensione del fumo. La collaborazione tra cardiologo, cardiochirurgo e paziente è fondamentale per garantire risultati ottimali.


La chiave del successo resta la diagnosi precoce: screening mirati in soggetti con storia familiare di aneurismi o malattie del tessuto connettivo possono salvare vite prevenendo eventi catastrofici.