Ginefiv: l'ultima novità della riproduzione assistita

Redazione di Top Doctors
Dalla nascita del primo neonato concepito mediante procreazione assistita, sono passati già più di 30 anni. Durante questo tempo, l’avanzamento della scienza ha permesso l’incorporazione di tecniche ogni volta più sofisticate e specifiche per il trattamento della sterilità e dell’infertilità, rendendo possibile il concepimento per molte coppie che non potevano avere figli. Nel seguente articolo vengono spiegate quali sono state, negli anni, le evoluzioni principali relative alla riproduzione assistita
Quali sono stati gli avanzamenti principali, relativi alla riproduzione assistita, degli ultimi anni?
Le nuove tecniche di vitrificazione introdotte nel 2006, hanno reso possibile preservare la fertilità di quelle donne che, per malattie o ragioni personali, non possono restare incinte in un momento determinato, però desiderano conservare gli ovuli per tentare una gravidanza dopo qualche tempo.

Nel caso dell’infertilità maschile, quali miglioramenti ci sono stati?
La metà delle difficoltà nel concepire un bambino, si hanno per problemi maschili. Durante gli ultimi anni si sono sperimentati miglioramenti spettacolari nel tasso di successo relativo ai trattamenti di infertilità maschile. Ci sono tecniche come la MACS (che permette di selezionare gli spermatozoi sani e ottimi per la fertilizzazione dell’ovulo) o l’IMSI (una tecnica molto selezionata di selezione spermatica, che permette di selezionale gli spermatozoi senza difetti o con meno alterazioni, incrementando così il tasso di impianto e gravidanze. L’IMSI impiega un microscopio approssimativamente cinque volte più potente rispetto a quelli abituali, che è capace di esaminare ogni singolo spermatozoo.
Come si sono evolute la coltura e la selezione embrionale?
Gran parte degli avanzamenti nella riproduzione assistita, si sono avuti grazie ai miglioramenti delle condizioni di coltura e selezione degli embrioni. Oltre ai metodi di coltura, sono migliorate anche le tecniche relative ai sistemi di incubazione, grazie ai quali i biologi possono osservare l’evoluzione degli embrioni dal momento in cui si produce la fertilizzazione fino al momento del loro impianto nell’utero materno, senza la necessità di toglierli dalle incubatrici per analizzarli.
In questo modo, si avrà un’incubazione molto più stabile, ottenendo embrioni di qualità maggiore e pertanto maggiori tassi di gravidanza.

Fra gli avanzamenti scientifici maggiori, qual è quello più all’avanguardia?
Fra le varie tecniche, quelle più avanguardiste riguardano la genetica nel campo della medicina riproduttiva. Il DGP è un metodo diagnostico prenatale il cui obiettivo è aumentare le possibilità che i bambini nascano senza essere affetti da sindromi cromosomiche o patologie ereditarie.
Questa tecnica permette di esaminare geneticamente gli embrioni ottenuto attraverso la FIV (fecondazione in vitro), con l’obiettivo di individuare possibili anomalie prima di trasferirli alla donna.
Chi può ricorrere al metodo DGP?
Il DGP è indicato:
- Per quelle coppie che sono portatori o soffrono di malattie di origine genetica o cromosomica che possono essere trasmesse alla loro discendenza;
- Per le donne in età avanzata o che hanno abortito più volte;
- Per i pazienti che si sono sottoposti a vari cicli di FIV senza successo;
- Per le coppie che producono embrioni con alterazioni morfologiche.

