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Infarto improvviso: l’importanza della prevenzione cardiologica

Negli ultimi anni, sempre più spesso sentiamo parlare di infarti improvvisi che colpiscono non solo persone comuni, ma anche volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura. Attori come Michael Madsen e Gianfranco Butinar, il calciatore tedesco Andreas Brehme o manager di alto livello, così come tanti amici e conoscenti, hanno perso la vita per un attacco cardiaco. Troppi casi, soprattutto se pensiamo che siamo nel 2024/2025 e che molte di queste morti sarebbero state evitabili.

Altre persone, invece, sono state salvate in extremis grazie a interventi urgenti come angioplastiche multiple e l’impianto di stent coronarici. Ma la vera domanda è: si poteva intervenire prima? La risposta è sì

Infarto: una malattia prevenibile

L’infarto non è una condizione inevitabile. Si tratta di una patologia che, nella maggior parte dei casi, può essere diagnosticata e trattata tempestivamente, evitando che si arrivi all’emergenza.

Il problema nasce spesso da un’errata percezione: molti credono di essere “invincibili” o eterni, rinunciando a fare controlli regolari. Ma ignorare i segnali del corpo e non sottoporsi a una semplice visita cardiologica può trasformarsi in una scelta fatale.

L’importanza dello screening cardiologico

Una visita cardiologica accurata, accompagnata da esami diagnostici mirati, può letteralmente salvare la vita. Strumenti fondamentali come:

  • TAC coronarica
  • Coronarografia

permettono di identificare con precisione la presenza di restringimenti o blocchi nelle arterie coronarie, anche prima che si manifestino sintomi gravi.


Queste indagini, se prescritte dal cardiologo a seguito di una valutazione clinica completa, consentono di individuare i pazienti a rischio e intervenire per tempo con terapie farmacologiche, modifiche dello stile di vita o procedure interventistiche mirate.

Non sottovalutare i segnali

Molti infarti arrivano senza preavviso, ma in realtà il corpo manda campanelli d’allarme: affaticamento insolito, dolore toracico, difficoltà respiratorie, palpitazioni. Troppo spesso questi sintomi vengono ignorati o sottovalutati, con conseguenze drammatiche.

Una riflessione necessaria

L’infarto non è una malattia “senza cura”: è una patologia prevenibile e trattabile. Ciò che la rende pericolosa è la negligenza, l’imprudenza o la convinzione di non averne bisogno.


Fare una visita cardiologica regolare non significa vivere con ansia, ma prendersi cura di sé in modo consapevole e responsabile. La prevenzione è l’arma più potente che abbiamo per ridurre drasticamente i casi di morte improvvisa.


Come cardiologo, invito tutti – uomini e donne, giovani e meno giovani – a non rimandare i controlli: la salute del cuore non è un dettaglio, ma la base della nostra vita.


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