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Interventi al menisco: quando operare, quando trattare in modo conservativo e quando impiantare

Le problematiche a carico del menisco sono molto frequenti e rappresentano una causa comune di dolore e limitazione funzionale del ginocchio. Tuttavia, non tutte le lesioni meniscali richiedono lo stesso approccio terapeutico. Comprendere quando è indicato un trattamento conservativo e quando, invece, può essere necessario un intervento chirurgico è fondamentale per una corretta gestione del problema e per la tutela della salute articolare nel tempo. Ci aiuta a tal proposito il Dott. Roberto Pozzoni, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Milano e Corsano.

Tipologie di lesione meniscale

Le lesioni del menisco possono essere di origine traumatica, tipiche degli sport che prevedono rotazioni e cambi di direzione, oppure di tipo degenerativo, più frequenti con l’avanzare dell’età. In questi ultimi casi, il menisco va incontro a un processo di progressiva usura, anche in assenza di un trauma specifico.

Non tutte le lesioni richiedono un intervento chirurgico. In particolare, le lesioni parziali, che non interessano tutto lo spessore del menisco e non determinano una reale discontinuità della struttura, vengono nella grande maggioranza dei casi trattate in modo conservativo.

Quando evitare l’intervento chirurgico

Il trattamento conservativo prevede principalmente riposo funzionale, attenzione ai movimenti e fisioterapia mirata. È fondamentale rispettare i tempi biologici di guarigione, che possono richiedere anche alcuni mesi. In questa fase è indicato limitare le flessioni profonde del ginocchio, evitare movimenti di torsione e sospendere temporaneamente le attività sportive più sollecitanti.

La fisioterapia ha un ruolo centrale: esercizi di rinforzo isometrico e stretching consentono di mantenere una buona tonicità muscolare senza sovraccaricare l’articolazione. In casi selezionati, anche terapie infiltrative possono essere di supporto nel controllo dei sintomi.

Quando è indicato l’intervento al menisco

L’intervento chirurgico, generalmente eseguito in artroscopia, viene preso in considerazione quando la lesione è instabile, provoca blocchi articolari o dolore persistente nonostante il trattamento conservativo. L’obiettivo principale è sempre quello di preservare il più possibile il tessuto meniscale, limitando l’asportazione alle sole porzioni danneggiate (meniscectomia selettiva).

La rimozione completa del menisco è oggi un’opzione rara e riservata a lesioni molto estese e non riparabili.

Trapianto meniscale: quando è necessario

Nei casi in cui sia stata eseguita una meniscectomia totale e il paziente sviluppi importanti alterazioni biomeccaniche del ginocchio, può essere indicato un trapianto meniscale. Il menisco impiantato può provenire da donatori o essere costituito da materiali di sintesi, con l’obiettivo di ripristinare una corretta distribuzione dei carichi articolari.

Si tratta di un intervento complesso e delicato, che richiede una selezione accurata del paziente e comporta limitazioni nelle attività sportive future, soprattutto quelle con elevata componente rotazionale.


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Un approccio personalizzato

La scelta terapeutica deve sempre basarsi su una valutazione clinica approfondita, supportata da esami strumentali e adattata alle caratteristiche del paziente, all’età e al livello di attività fisica. Un approccio personalizzato consente di tutelare la salute del ginocchio nel lungo periodo, riducendo il rischio di degenerazione articolare.

 

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