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Isteroscopia: mezzo di diagnosi e trattamento delle patologie uterine

L’isteroscopia diagnostica, rappresenta uno degli esami più importanti nel percorso diagnostico e terapeutico dell’infertilità. Consente infatti di identificare e talvolta trattare la gran parte delle patologie uterine che costituiscono il cosiddetto fattore uterino dell’infertilità. Ne parla il Dott. Alessandro Giuffrida, esperto in Ginecologia a Catania

Quali patologie possono essere individuate attraverso l’esame isteroscopico?

Le principali condizioni patologiche che possono essere diagnosticate nelle pazienti infertili mediante l’isteroscopia sono:Medico e paziente

L’endometrite, un’infezione della superficie interna dell’utero che se presente riduce notevolmente la capacità di impianto dell’embrione e pertanto è altamente correlata all’infertilità, alla poliabortività e agli insuccessi nelle procedure di fecondazione assistita.

Le sinechie uterine, sono delle aderenze endouterine (come delle cicatrici) che possono manifestarsi in caso di infezioni uterine, aborti ripetuti con successivo raschiamento e pregressi interventi all’utero. Causano una riduzione della distensibilià dell’utero, la presenza di processi infiammatori ed un’alterazione del normale tessuto che riveste l’interno dell’utero con conseguente riduzione importante della fertilità.

Le malformazioni uterine. Esistono svariate alterazioni della morfologia dell’utero, alcune note da tempo (utero setto, utero unicorne, utero bicorne) ed altre identificate più recentemente (utero a T, utero a Y ed utero a I) che sono correlate sia ad una riduzione della capacità fertile, sia ad un incremento delle patologie della gravidanza come ad esempio il parto prematuro.

L’istmocele. È una conseguenza di precedenti tagli cesarei ed è dovuto ad un’alterata cicatrizzazione dell’utero che causa la formazione di una sorta di pseudocavità, all’interno dell’utero stesso, nella quale si accumula parte del sangue mestruale durante il ciclo. Questa raccolta di sangue provoca uno stato infiammatorio cronico e la presenza di perdite ematiche al di fuori del ciclo. La presenza dell’istmocele spiega come molte volte l’infertilità insorga, in assenza di altri fattori di infertilità, dopo avere avuto una o più gravidanze precedenti senza difficoltà.

I polipi uterini, sono delle neoformazioni tumorali benigne, circa il 2-4% dei casi trasformarsi in patologie oncologiche di altra natura ed esercitano un effetto pro-infiammatorio e “simil-spirale” all’interno dell’utero.

I fibromi uterini, sono anch’essi delle neoformazioni uterine che riducono la fertilità aumentando la contrattilità uterina ed esercitando un effetto pro-infiammatorio e “simil-spirale” all’interno dell’utero.

L’iperplasia endometriale. È un’alterazione dell’endometrio (il tessuto che riveste internamente l’utero) in genere correlata ad alterazioni ormonali e/o ad obesità che rende l’utero meno idoneo all’impianto dell’embrione e che può aumentare l’insorgenza di tumori.

È possibile usare l’isteroscopia come trattamento?

L’isteroscopia consente non solo di identificare molte delle suddette condizioni patologiche ma anche di trattarle (rimuovere polipi, fibromi, istmocele, sinechie e setti uterini eseguendo una sorta di “rimodellamento” della cavità uterina) spesso durante la procedura ambulatoriale, altre volte, a seconda del caso slinico, è necessario ricorrere ad una procedura in sala operatoria, con sedazione. In altri casi come l’endometrite e l’iperplasia endometriale l’isteroscopia consente di arrivare ad una diagnosi e di potere effettuare la terapia adeguata.