La carenza di Vitamina D aumenta il rischio di contagio da Covid-19?

Redazione di Top Doctors
Si è parlato tanto di una possibile relazione tra Covid-19 e assunzione di Vitamina D e del fatto che quest’ultima possa prevenire un possibile contagio del virus
Esiste una relazione tra Covid-19 e vitamina D?
Attualmente, non esistono ancora prove scientifiche certe ma solo ipotesi. Non è quindi possibile confermare che la sua assunzione possa evitare o
prevenire il contagio.
Invece, è possibile confermare che la carenza di Vitamina D, conosciuta anche con il nome di ipovitaminosi D, è da sempre associata ad un indebolimento del sistema immunitario e quindi ad un aumento delle infezioni, virali e non.
La sua assunzione, attraverso e soprattutto l’esposizione alla luce solare e con gli alimenti (anche se con questi ultimi la quantità è limitata), contrasta significativamente le infezioni alle basse e alle alte vie respiratorie.
Consigli per chi ha carenza di Vitamina D
Come già indicato, la fonte più grande di vitamina D ci è data dal sole e dall’esposizione ad esso.
Si consiglia, in genere, di trascorrere un tempo di circa 30-60 minuti all’aria aperta e qualora non fosse possibile assumerla attraverso dei supplementi (sotto controllo e consiglio medico).
Inoltre, l’assunzione di vitamina D è indicata, sempre dietro consiglio del medico e come indicato dalla nota AIFA 96, per i seguenti soggetti:
- Donne in gravidanza;
- Donne in allattamento;
- Persone istituzionalizzate;
- Soggetti con osteoporosi;
- Persone con osteopatie che non possono sottoporsi a trattamenti remineralizzanti;
- Soggetti con determinati livelli sierici;
- Persone con sintomi attribuibili a ipovitaminosi;
- Soggetti con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a carenza di vitamina D;
- Persone che seguono per lunghi periodi trattamenti che interferiscono con l’assorbimento della vitamina D;
- Soggetti con malattie che ne causano il malassorbimento.
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