Soluzioni Digitali

La chirurgia che “aiuta” la fertilità

Come anticipato nel precedente articolo, numerosi sono i fattori che possono influire negativamente sulla fertilità di un buon numero di coppie italiane. A tal proposito, la chirurgia può rappresentare in alcuni casi una soluzione efficace. Approfondiamo l’argomento con il nostro specialista in Ginecologia e Ostetricia, che con questo articolo ci spiegherà quali sono alcune delle principali procedure chirurgiche che possono aiutare a migliorare le possibilità di concepimento.

Quando la chirurgia può aiutare la fertilità?

La chirurgia riproduttiva è utilizzata per trattare condizioni che interferiscono con la fertilità e che non possono essere risolte con altri trattamenti. Le principali condizioni in cui la chirurgia può migliorare la fertilità includono:

  • Endometriosi: Questa patologia provoca la crescita di tessuto endometriale al di fuori dell'utero, creando infiammazione e cicatrici che possono interferire con la funzione riproduttiva. La chirurgia laparoscopica è il trattamento più comune per rimuovere le lesioni endometriosiche e migliorare le possibilità di concepimento.
  • Fibromi uterini: I fibromi sono tumori benigni che si sviluppano all'interno dell'utero e, a seconda della loro posizione, possono ostacolare il concepimento o provocare aborti spontanei. La chirurgia può rimuovere i fibromi in modo da ripristinare una normale anatomia uterina e migliorare la fertilità.
  • Adesioni pelviche: Le aderenze sono bande di tessuto cicatriziale che possono formarsi a seguito di infezioni pelviche, endometriosi o interventi chirurgici precedenti. Possono bloccare le tube di Falloppio o alterare la mobilità degli organi riproduttivi. La rimozione chirurgica delle aderenze può aumentare le possibilità di una gravidanza naturale.

Le principali tecniche chirurgiche

La chirurgia laparoscopica è una delle tecniche più utilizzate nella ginecologia moderna. Si tratta di una procedura minimamente invasiva che permette di operare attraverso piccole incisioni nell'addome, riducendo i tempi di recupero e i rischi di complicazioni post-operatorie. La laparoscopia viene utilizzata per trattare molte delle condizioni sopra menzionate, come l'endometriosi e le aderenze pelviche, oltre a permettere una valutazione accurata della salute degli organi riproduttivi.

La miomectomia, ovvero la rimozione chirurgica dei fibromi, può essere eseguita sia tramite chirurgia laparoscopica che mediante un approccio più tradizionale (laparotomia) a seconda delle dimensioni e della posizione dei fibromi. Questa procedura è spesso consigliata alle donne che desiderano preservare l'utero per una futura gravidanza.


In caso di idrosalpinge, una condizione in cui le tube di Falloppio si riempiono di liquido e si bloccano, la chirurgia può aiutare a ripristinare la loro funzione. In alcuni casi, può essere necessario rimuovere completamente le tube danneggiate per migliorare le possibilità di successo con la fecondazione in vitro (IVF).

Le donne con sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), che non rispondono ai trattamenti medici per indurre l'ovulazione, possono trarre beneficio dalla chirurgia. Una procedura nota come "drilling ovarico" può essere utilizzata per ridurre il numero di follicoli nelle ovaie e stimolare un'ovulazione più regolare.

Quando ricorrere alla chirurgia?

La decisione di ricorrere alla chirurgia dipende dalla specifica condizione medica e dalla storia riproduttiva della paziente. In molti casi, la chirurgia è consigliata quando i trattamenti medici o i farmaci non hanno avuto successo, oppure quando vi sono chiari fattori anatomici che ostacolano la fertilità.