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La qualità percepita e reale

Oggigiorno, purtroppo, siamo bombardati da pubblicità, notizie e informazioni, rendendo difficile discernere ciò che è reale da ciò che è falso o semplicemente ingannevole per acquisire clientela.

 

La qualità reale è quella che si percepisce nel rapporto face-to-face, dove la professionalità, l'esperienza e, perché no, l'empatia del clinico sono fondamentali per una cura adeguata. Tutto il resto è fumo negli occhi. Il grande centro, dove il paziente passa da un operatore all’altro senza conoscerlo, senza che questi abbia discusso e concordato la tipologia di lavoro, non può essere considerato di qualità. Non è il centro che cura il paziente, ma il professionista che esegue la prestazione. Vi assicuro che è già difficile sincronizzare e concordare terapie in piccole équipe di 3-5 persone, sempre le stesse, che si conoscono molto bene e che conoscono perfettamente le capacità l’una dell’altra. Sì, perché durante il trattamento possono emergere variabili o problematiche inaspettate, e il consulto tra professionisti è la cosa migliore da fare nell’interesse del paziente.

 

Il continuo e rapido progresso tecnologico e operativo ci impone, per mantenerci aggiornati, di concentrarci principalmente su alcune specifiche branche terapeutiche. Così, nello studio ci sarà l’endodontista (devitalizzazioni), chi si occupa di conservativa (otturazioni), chi di chirurgia, chi di protesi e chi di gnatologia. Tuttavia, tutto deve essere "supervisionato" per avere una visione generale del paziente. Troppe volte abbiamo visto protesi bellissime che però non consideravano gli aspetti gnatologici, generando dolori, danni articolari, ecc. Lo stesso vale per la terapia ortodontica (apparecchi per raddrizzare i denti), che, non a caso, si chiama Orto-Gnato-donzia, dove "Gnato" sta per Gnatologia, un aspetto largamente trascurato. Altre volte, si trascurano trattamenti endodontici sotto ponti e corone, che poi causano ascessi e la necessità di rifare il lavoro.

 

Spesso ci troviamo di fronte a lavori che non hanno alcun senso, che rivelano la totale mancanza di preparazione e conoscenza della normale funzione della bocca e della sua anatomia. Dalle dentiere alle protesi su impianti, dalle otturazioni ai problemi parodontali gengivali, sembra che alcuni colleghi navighino a vista, senza una visione generale, senza una conoscenza delle problematiche, semplicemente continuando a mettere pezze qua e là, peggiorando sempre più la situazione.

 

Nel mio studio, i colleghi (che nel tempo sono diventati anche amici) hanno una grande professionalità e molti, molti anni di esperienza. Ci accomuna la passione per il nostro lavoro, la grande stima reciproca e la ricerca continua del miglioramento. D'altronde, non potrebbe essere altrimenti: sarei uno stupido a mettere in mani inadeguate un mio paziente, rischiando brutte figure, la percezione negativa della qualità, il passaparola negativo e la perdita del paziente! Anzi, i miei collaboratori sono e devono essere più bravi di me nei loro campi, altrimenti la qualità scenderebbe.

 

Io mi occupo principalmente di gnatologia, ovvero del trattamento di problematiche dolorose di testa e collo, di problemi articolari, di cefalee e cervicalgie fino ai problemi posturali connessi, che sono la mia passione da 40 anni. Ma tutto questo non sarebbe possibile senza bravissimi collaboratori che si occupano di otturazioni, devitalizzazioni, chirurgia e protesi, perché la terapia può, e spesso deve, passare per una revisione di una situazione apparentemente corretta ma in realtà foriera dei suddetti problemi. Colleghi preparati anche in gnatologia, perché anche una semplice otturazione, una corona malfatta o un impianto posizionato male possono essere la causa di problemi dolorosi. Purtroppo, queste problematiche sono in grande espansione a causa del calo di professionalità e conoscenze, dove tutto è demandato al laboratorio e dove l’importante sembra essere impiegare pochi minuti per fare un’otturazione o una pulizia dei denti!

 

Credo di essere ancora un professionista appassionato e con un concetto di medico in cui il paziente è al centro della cura, e non il preventivo. Ogni volta ragiono e ragioniamo come se dovessimo fare il trattamento a noi stessi o ai nostri figli. La deontologia non è una chimera!

 

Dott. Piero Silvestrini Biavati e il suo staff