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Quando la mente interferisce con il corpo: ansia, desiderio e crisi della sessualità di coppia

L’età fertile inizia già in adolescenza: nella femmina intorno ai 10-12 anni, con la comparsa del primo ciclo mestruale (menarca).

Anche nel maschio il processo avviene nello stesso periodo, manifestandosi spesso con le prime eiaculazioni notturne o con l’inizio della masturbazione.

In questa fase della vita prende forma la sessualità, ma anche le prime dinamiche psicologiche che influenzeranno il rapporto con il corpo e con l’altro

Psicologia e sessualità maschile: il peso dell’ansia

La cosiddetta “crisi del maschio” in ambito sessuale non è un fenomeno recente, ma affonda le sue radici nel cambiamento dei ruoli di genere. In passato la donna era spesso sottomessa ai desideri dell’uomo, mentre oggi rivendica giustamente una sessualità basata su condivisione, comunicazione e complicità.

Questo cambiamento ha spiazzato molti uomini, che talvolta vivono il rapporto come una prestazione. Da qui possono nascere difficoltà come impotenza (disfunzione erettile) ed eiaculazione precoce, disturbi molto diffusi ma spesso sottovalutati, che alimentano ulteriormente l’ansia da prestazione.

L’impatto dell’ansia da prestazione

Le difficoltà erettili sono spesso legate alla preoccupazione di “fare bella figura”, al timore del giudizio della partner o alle insicurezze sul proprio corpo.


Lo stress quotidiano, insieme a fattori socio-economici ed emotivi, influisce sulla serenità generale, ma il problema principale è la presenza di pensieri ansiogeni. Questi impediscono di concentrarsi sulle sensazioni corporee (tattili, visive, uditive, olfattive e gustative) e bloccano anche le fantasie sessuali piacevoli, fondamentali per una sessualità sana.

Quando la coppia entra in crisi

Le difficoltà sessuali non riguardano solo l’uomo. Anche la donna può sperimentare una riduzione del desiderio sessuale, soprattutto in presenza di incomprensioni o mancanza di attrazione e complicità nella coppia.


L’arrivo di un figlio, se non accompagnato da una maturità emotiva di entrambi i partner, può ulteriormente modificare gli equilibri, portando spesso a una riduzione di gesti affettivi come coccole e carezze. In alcuni casi possono comparire disturbi come la dispareunia (dolore vaginale).

Disturbi sessuali e ruolo della donna nella relazione

La crisi sessuale è quindi spesso il risultato di un equilibrio relazionale complesso, che coinvolge entrambi i partner. La sessualità, infatti, non è solo performance, ma anche intimità, affetto ed emozione condivisa.

Cosa fare in caso di disturbi sessuali

I disturbi sessuali non si risolvono esclusivamente con farmaci per la disfunzione erettile, utili solo come supporto immediato. È fondamentale un approccio più ampio che includa educazione sessuale e affettiva, soprattutto nei giovani, per superare l’idea della sessualità come tabù o come prova di mascolinità.


Quando non vi sono cause organiche, dopo una valutazione da parte di ginecologo, urologo e/o andrologo, è importante rivolgersi a un sessuologo clinico.

La terapia sessuologica, spesso integrata con competenze psicoterapeutiche, è essenziale poiché la maggior parte dei disturbi sessuali, sia maschili che femminili, ha una forte componente psicologica ed emotiva.

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