Il metabolismo dopo i 45 anni si modifica?
Il metabolismo femminile si modifica con gli anni soprattutto quando inizia a diminuire fino a scomparire l’ormone estradiolo, prodotto dalle ovaie e basilare per la salute.
Il tessuto adiposo nelle età giovanili è sottocutaneo e si deposita soprattutto a livello di glutei e cosce, mentre successivamente tende a localizzarsi a livello addominale, anche profondamente in sede viscerale, modificando in modo sensibile il profilo della donna ed il suo rischio cardiovascolare.
Come si può contrastare questa tendenza?
- Riequilibrando l’alimentazione rispetto alle età precedenti
- Effettuando attività motoria non intensa ma costante, mirata anche alla muscolatura addominale
- Integrando l’estradiolo carente, quando indicato
Presso Manieri Studio Medico è possibile seguire un programma integrato che, partendo dallo studio della condizione endo-metabolica, prevede i trattamenti ormonali (se indicati e possibili), il riordino alimentare attraverso la proposta di stili di vita e di alimentazione personalizzati e le eventuali terapie farmacologiche, se necessarie.
Quali consigli alimentari seguire dopo i 45 anni se si è normopeso o in lieve sovrappeso? Ne parla la Dott.ssa Marzia Mirabelli, Biologa Nutrizionista
Superati i 45 anni, soprattutto nelle donne, il corpo attraversa una fase di profondi cambiamenti ormonali e metabolici.
Uno dei cambiamenti più importanti è la progressiva perdita di massa muscolare, un processo naturale che inizia già intorno ai 40 anni e tende ad accelerare con l'età e con il calo degli estrogeni.
Mantenere una buona massa muscolare non significa solo preservare forza e autonomia, ma anche sostenere il metabolismo, migliorare la sensibilità all'insulina, proteggere le ossa e ridurre il rischio di cadute e fragilità.
Per questo motivo è importante che l'alimentazione non si concentri esclusivamente sul peso corporeo, ma sulla qualità dei nutrienti e sulla salute metabolica. È inoltre importante ricordare che il metabolismo non è "spento", ma ha esigenze diverse ed è necessario rispettarle.
Consigli pratici
- Inserire una quota di proteine ad ogni pasto. Distribuire le proteine (pesce, uova, legumi, carne bianca, derivati della soia come tofu e tempeh e, occasionalmente, latticini, formaggi, carni rosse e affettati) durante la giornata favorisce il mantenimento della massa muscolare.
- Non eliminare i carboidrati, ma preferire cereali integrali o poco raffinati e abbinarli sempre a proteine, verdure e grassi di qualità per ottenere pasti più equilibrati e con un impatto glicemico più favorevole.
- Prestare attenzione all'indice e al carico glicemico. Più che demonizzare alcuni alimenti, è utile costruire pasti completi. L'abbinamento tra carboidrati, proteine, fibre e grassi rallenta l'assorbimento degli zuccheri e contribuisce a mantenere più stabile la glicemia, favorendo anche sazietà ed energia.
- Aumentare il consumo di fibre. Verdura, frutta, legumi, cereali integrali e frutta secca aiutano il microbiota intestinale, migliorano il senso di sazietà e supportano il controllo della glicemia e del colesterolo.
- Scegliere grassi di buona qualità, come olio extravergine di oliva, frutta a guscio, semi e pesce azzurro, che apportano acidi grassi utili per la salute cardiovascolare, particolarmente importante dopo la menopausa.
- Integrare calcio e vitamina D, se necessario, in quanto con la riduzione degli estrogeni aumenta il rischio di osteopenia e osteoporosi.
- Attività fisica mirata. L'esercizio di forza rappresenta il miglior alleato contro la sarcopenia. Inoltre, un'attività leggermente aerobica aiuta la salute cardiovascolare.
C’è uno spazio in questa fascia di età per i nuovi farmaci anti-obesità? Risposta secondo la Dott.ssa Michela Tomelini – Endocrinologa Metabolista
Laddove le modifiche dello stile di vita non siano sufficienti a raggiungere un adeguato controllo del peso e a mantenere un profilo di rischio cardiovascolare accettabile, negli ultimi anni sono disponibili dei farmaci che mimano uno o entrambi gli ormoni prodotti dal nostro intestino:
- GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1)
- GIP (Glucose-dependent Insulinotropic Polypeptide)
Entrambi stimolano il rilascio di insulina dal pancreas in modo glucosio-dipendente e rallentano lo svuotamento gastrico.
La loro azione è rivolta anche direttamente ai centri della fame, a livello del sistema nervoso centrale, favorendo la comparsa di sazietà precoce e una maggiore selettività verso alimenti sani.
I loro effetti si sono dimostrati efficaci nel:
- ridurre la glicemia
- abbassare la pressione arteriosa
- migliorare il quadro lipidico
- ridurre il livello di infiammazione cellulare
Tutti fattori che tendono ad aumentare con l'età.
Un numero crescente di studi sta considerando i GLP-1/GIP agonisti dei veri e propri modulatori metabolici multiorgano, poiché agiscono non solo su pancreas, stomaco e cervello, ma anche su tessuto adiposo, fegato, reni, cuore e vasi, contribuendo a proteggerli dai danni legati all'invecchiamento e alla degenerazione cellulare.
Tale terapia farmacologica richiede tempi lunghi per manifestare gli effetti attesi e necessita di una gestione attenta del paziente, preferibilmente multidisciplinare, sia nella fase precedente la prescrizione sia in quella successiva alla sospensione, per ottimizzarne l'efficacia ed evitare il recupero del peso perso.
Ad oggi esiste una terapia farmacologica sicura, efficace e ben tollerata per coloro che hanno la necessità di perdere il peso in eccesso.
Tuttavia, è fondamentale ricordare che tale terapia deve sempre accompagnarsi a uno stile di vita sano e corretto e deve essere prescritta da professionisti della salute con esperienza nel campo delle malattie metaboliche.


