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Apnee notturne del sonno (OSAS): come capirle, diagnosticarle e trattarle in modo pratico

L’OSAS (sindrome delle apnee ostruttive del sonno) è un disturbo in cui le vie aeree superiori si chiudono o si restringono durante il sonno, causando pause respiratorie ripetute e sonno non ristoratore. Non è solo “russare”: può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari e peggiorare la qualità di vita. L’information gain di questa guida è una mappa decisionale: come distinguere russamento e OSAS, quali test hanno senso e cosa chiedere quando arriva la proposta di CPAP o alternative.

Che cos’è l’OSAS e cosa significa “apnea” o “ipopnea”?

Secondo ISSalute, l’apnea ostruttiva consiste nel blocco totale del flusso d’aria per 10 secondi o più; l’ipopnea è un blocco parziale con riduzione del flusso d’aria di almeno il 50% per 10 secondi o più.

Nei casi più gravi gli eventi possono essere molto frequenti (anche “circa una volta al minuto o ogni due minuti”).

Quali segnali devono far sospettare apnee notturne e non solo russamento?

I segnali più tipici (spesso riferiti dal partner) includono russamento intenso, respiro rumoroso, pause respiratorie con “ansimare/sbuffare”, risvegli frequenti e stanchezza diurna.

Un punto importante: molte persone non ricordano gli episodi notturni e possono sottovalutare il problema.

Se la sonnolenza è marcata (colpi di sonno, difficoltà a guidare o lavorare), è un segnale da non ignorare perché impatta sicurezza e performance.

Chi è più a rischio di OSAS?

ISSalute elenca diversi fattori: sovrappeso, sesso maschile, età >40 anni, uso di sedativi, alcol (soprattutto prima di dormire), fumo e alcune caratteristiche anatomiche (vie aeree strette, tonsille/lingua grandi, mandibola piccola).

È citato anche un dato pratico: negli uomini una circonferenza del collo >43 cm circa è associata a maggior rischio.

Inoltre, l’European Lung Foundation (documento di sintesi delle linee guida ERS) sottolinea che tra 6 e 9 persone su 10 con OSAS sono obese (obesità come fattore di rischio più comune nell’adulto).

A chi rivolgersi e qual è il percorso diagnostico “tipico” in Italia?

Il percorso spesso parte dal medico di medicina generale (o dallo specialista) e, se il sospetto è concreto, prosegue con una valutazione in un centro per i disturbi del sonno. ISSalute suggerisce, come primo passo pratico, far osservare il sonno da partner/familiare per verificare la presenza di pause respiratorie; poi è indicato rivolgersi al medico, che valuta e decide l’invio al centro specialistico per i test.

NICE NG202 (adulti >16 anni) fornisce un framework strutturato su valutazione iniziale, diagnosi e gestione dell’OSAHS e delle condizioni correlate (inclusa overlap con BPCO).

Tre cose che cambiano davvero la visita: checklist pre-test, lettura del referto, “piano dei primi 14 giorni”

Questa è la parte che spesso manca online: come arrivare preparati e non perdersi nella terminologia.

1) Checklist pre-test: 5 dati da portare (in 10 minuti)

Prima del test del sonno, annota:

  • russamento: quanto spesso e quanto forte (se qualcuno lo riferisce);
  • pause respiratorie: sì/no e quante volte notate;
  • sonnolenza diurna: “mi addormento dopo pranzo?”, “in auto?”, “alla scrivania?”;
  • alcol/sonniferi: soprattutto se assunti la sera (possono peggiorare gli eventi).
  • peso e variazioni recenti (l’eccesso di tessuto adiposo è uno dei driver principali).

Perché serve: aiuta a definire il sospetto clinico e a scegliere il test più adatto nel percorso del centro (NICE NG202 inquadra proprio riconoscimento e investigazioni).

2) Lettura del referto: cosa chiedere, senza fissarsi su un singolo numero

Quando arriva il referto, chiedi esplicitamente:

  • quante “interruzioni” (apnee/ipopnee) sono state rilevate e se sono coerenti con i sintomi;
  • se ci sono desaturazioni significative e frammentazione del sonno (risvegli);
  • se il quadro è compatibile con OSAS e qual è l’obiettivo della terapia (ridurre eventi, migliorare sonnolenza, ridurre rischio).
  • ISSalute descrive che ogni apnea può portare a riduzione di ossigeno e micro-risvegli che “spostano” il sonno da profondo a più leggero, spiegando la stanchezza diurna.

3) Piano dei primi 14 giorni: come evitare l’abbandono della terapia

ISSalute è molto chiaro: all’inizio il CPAP può risultare difficile, con tentazione di smettere; perseverare può portare a miglioramento dei sintomi.

Un piano pratico (da concordare col centro) include:

  • prove graduali di maschera e regolazioni;
  • gestione di secchezza/fastidi (se presenti);
  • controllo aderenza e sintomi (sonno, energia, cefalea mattutina).



CPAP: quando è consigliata e perché viene proposta così spesso?

ISSalute indica che il CPAP è la terapia più efficace nei casi gravi e che può ridurre sintomi (russamento, stanchezza) e ridurre il rischio di complicanze come l’aumento della pressione arteriosa; inoltre specifica che il CPAP viene fornito dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

La sintesi ELF/ERS definisce il CPAP come “gold standard” per OSAS moderata-severa e spiega che funziona mantenendo aperte le vie aeree durante il sonno tramite un flusso d’aria e una maschera.

Se non tollero la CPAP, quali alternative hanno senso (e per chi)?

Le alternative vanno scelte caso per caso e non sono equivalenti per efficacia. La sintesi delle linee guida ERS (ELF) descrive opzioni come:

  • MAD (dispositivo di avanzamento mandibolare): tiene mandibola e lingua in avanti; CPAP riduce più gli eventi respiratori, ma MAD può essere preferibile in forme lievi-moderate o quando CPAP non è tollerata, con miglioramento di qualità di vita e sonnolenza.
  • Terapia posizionale: utile se le apnee peggiorano supini; i dispositivi “a vibrazione” sono descritti come quelli con migliore continuità d’uso rispetto ad altre soluzioni posizionali, pur non essendo efficaci quanto CPAP.
  • Esercizi orofacciali/mioterapia: possono aiutare la sonnolenza, ma (nel documento ELF) risultano meno efficaci della CPAP nel ridurre le apnee e la qualità dell’evidenza è limitata.
  • Chirurgia: ISSalute sottolinea che per la maggior parte delle persone non è appropriata e viene considerata come “ultima risorsa” dopo fallimento di altri trattamenti; inoltre evidenzia rischi e minor efficacia rispetto al CPAP.
  • Perdita di peso e (in selezionati casi) chirurgia bariatrica: ELF ricorda che dimagrire può migliorare o talvolta rimuovere i sintomi; la chirurgia bariatrica è un grande intervento e va valutata con preferenze e comorbidità, con evidenze ancora non abbondanti per OSAS.

L’OSAS può diventare “cronica”? Quanto dura la terapia?

ISSalute spiega che l’OSA può diventare cronica e, in molti casi, può richiedere una terapia “per tutta la vita”, spesso con cambiamenti dello stile di vita e/o dispositivi medici (CPAP o MAD).

Questo non significa “nessun miglioramento possibile”: significa che la gestione è simile ad altre condizioni croniche, con obiettivi e follow-up.

Quali segnali indicano che serve una valutazione rapida (o urgente)?

È prudente accelerare la valutazione quando:

  • sonnolenza importante con rischio alla guida/lavoro;
  • risvegli con sensazione di soffocamento, ansimare o pause respiratorie frequenti riferite;
  • comorbidità cardiovascolari (ipertensione difficile da controllare) o respiratorie (es. BPCO/overlap, che NICE include nel percorso dedicato).
  • In caso di sintomi acuti importanti (es. dispnea severa, dolore toracico), la priorità è l’urgenza medica, non l’inquadramento dell’OSAS.

Cosa puoi fare “da subito” mentre aspetti visita o test?

  • Riduci alcol la sera e segnala eventuali sedativi: ISSalute li cita tra i fattori che peggiorano l’OSAS.
  • Se possibile, prova a dormire sul fianco se noti peggioramento supino (coerente con la logica della terapia posizionale).
  • Se hai sovrappeso, imposta un percorso realistico di perdita di peso: è uno dei fattori principali nel rischio.
  • Non “autodiagnosticarti” con app: possono essere utili per notare pattern, ma non sostituiscono test e interpretazione clinica.


Riferimenti (APA)

  1. Istituto Superiore di Sanità – ISSalute. (2020). Apnea notturna ostruttiva: di cosa si tratta, cause e cure (aggiornato 27 luglio 2020). https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/apnea-notturna-ostruttiva
  2. National Institute for Health and Care Excellence (NICE). (2021). Obstructive sleep apnoea/hypopnoea syndrome and obesity hypoventilation syndrome in over 16s (NG202). https://www.nice.org.uk/guidance/ng202
  3. European Lung Foundation. (2021). Treating obstructive sleep apnoea using alternatives to CPAP – Understanding the professional guideline (ERS). https://europeanlung.org/en/information-hub/guidelines/treating-obstructive-sleep-apnoea-using-alternatives-to-cpap-understanding-the-professional-guideline/



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