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Patologia linfonodale: qual è il ruolo dell'ecografia?

Dott. Stefano Folzani
Scritto da: Dott. Stefano Folzani Radiologo a Parma
Pubblicato il: 15/11/2022 Editato da: Alice Cattelan il 15/11/2022

Quando si sente di avere un linfonodo ingrossato o dolorante si consiglia subito di fare un’ecografia. Questa tipologia di esame è innocua e accurata e rappresenta il punto d’inizio nella diagnostica delle patologie a carico dei linfonodi

Cosa sono le patologie linfonodali?

I linfonodi sono strutture anatomiche che svolgono il ruolo di difesa e controllo immunitario del nostro corpo reagendo contro gli agenti patogeni ed eliminandoli. A seguito di questa attività di difesa e protezione dell’organismo può succedere che i linfonodi aumentino di volume se in corso c’è un’infezione o se vi è la presenza di una neoplasia. L’infezione può colpire diverse parti del corpo e causare l’ingrossamento di alcune are, tra le quali:

  • Collo
  • Ascelle
  • Area Sovraclavicolare
  • Inguine.

Con il termine patologie linfonodali si racchiudono tutte quelle patologie nelle quali si verifica un ingrandimento o trasformazione delle stazioni linfodinali.

Qual è il ruolo dell’ecografia?

L’ecografia linfonodale è un metodo indolore e senza rischio per il paziente usato per lo studio dei distretti linfonodali. Attraverso questa metodica è possibile prevenire e individuare le patologie ed eseguire una prima distinzione tra infiammatorie o neoplastiche.

Grazie all’ecografia, quindi, è possibile capire le dimensioni dei linfonodi, la struttura ecografica che può essere omogenea o disomogenea, la presenza dell’ilo centrale, la vascolarizzazione, la tendenza alla confluenza con i linfonodi circostanti e la mobilità del linfonodo rispetto ai piani sottostanti, che può essere fisso o mobile.
Dall’analisi delle caratteristiche ecografiche citate è possibile distinguere tra un linfonodo patologico e uno fisiologico o reattivo.

 Quando è consigliato richiedere l’ecografia linfonodale?

L’ecografia linfonodale è consigliata quando:

  • Il linfonodo rimane gonfio per più di 10-15 giorni;
  • Il linfonodo al tatto risulta duro;
  • Se accompagnato da ulteriori sintomi come ad esempio la presenza di febbre;
  • Non si è a conoscenza della causa che ha scatenato l’ingrossamento.

 

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