Prolasso pelvico multiorgano: una soluzione mininvasiva

Autore: Dott.ssa Valeria Gianfreda
Pubblicato:
Editor: Claudia Serra

L’approccio mininvasivo e simultaneo alla cura dei prolassi degli organi pelvici sembra essere una valida alternativa alle tecniche chirurgiche in uso. Con la Dott.ssa Valeria Gianfreda, specialista in Colonproctologia, parliamo della pelvi femminile e del prolasso pelvico multiorgano nello specifico.

Prolasso pelvico multiorgano: che organi colpisce?

Il prolasso pelvico multiorgano è caratterizzato dalla simultanea discesa e dislocazione dalla normale e corretta posizionedottoressa con paziente anatomica tutti gli organi della pelvi femminile, a seguito di un’alterazione delle strutture di supporto e sostegno (legamenti, fasce e muscoli) degli organi suddetti. Tale modificazione della corretta anatomia vanno a determinare la comparsa di multipli sintomi che alterano la funzione minzionale, la funzione sessuale e la funzione defecatoria. Gli organi che vengono coinvolti nell’insorgenza del prolasso pelvico multiorgano sono: la vescica, la vagina, l’utero e il retto-ano.

Le pazienti possono lamentare contemporaneamente questi sintomi:

  • Disturbi da incontinenza urinaria;
  • Disturbi da mancato svuotamento vescicale;
  • Cistiti ricorrenti antibiotico resistenti;
  • Disturbi nella attività sessuale;
  • Senso di peso pelvico e/o vaginale;
  • Disturbi della defecazione, sia in senso di costipazione ed ostruita defecazione, sia in senso di alvo diarroico, con multipli atti defecatori al giorno e conseguenti fastidiosi ed invalidanti sintomi a carico dell’ano.

È una condizione patologica molto comune nella vita della donna e colpisce maggiormente le donne nel periodo a ridosso della gravidanza e nel periodo peri-menopausale e, ovviamente, nell’età avanzata.

Quali fattori possono influenzare l’insorgenza di un prolasso pelvico?

Vengono riconosciute multiple cause predisponenti all’insorgenza del prolasso degli organi pelvici. La familiarità è un fattore molto presente in anamnesi, ma anche le repentine variazioni di peso corporeo sia in eccesso che in difetto, degli sforzi defecatori eccessivi e un numero di gravidanze superiore a due.

A quali esami deve sottoporsi la paziente?

I sintomi vanno indagati tutti e gli esami da eseguire come gold standard sono la Risonanza magnetica con studio defecografico, in alternativa alla RX cisto colpo defecografia dinamica, lo studio ecografico transvaginale e pap test, una colonscopia ed un esame urodinamico. Una volta individuati i sintomi, essi vanno correlati e valutati contestualmente alla visita clinica con un approccio multidisciplinare.

Cosa fare in caso di prolasso pelvico?

In caso di prolasso pelvico multiorgano è fondamentale, nell’intento di preservare al massimo l’anatomia pelvica femminile, preservare l’utero. L’isterectomia rappresenta un intervento chirurgico che, se non necessario ed indispensabile, non andrebbe mai eseguito. Questo perché va a cambiare l’anatomia pelvica, alterando il baricentro pelvico e modificando di conseguenza l’anatomia e la funzione sia della vescica che del retto.

donna che sorride

È possibile ripristinare la corretta posizione degli organi pelvici con una tecnica chirurgica mininvasiva. Questa viene eseguita in laparoscopia, con l’ausilio di una rete il materiale non riassorbibile che viene allocato al di sotto del peritoneo e non in contatto degli organi pelvici (vagina, vescica, retto). Tale rete va a sostituire e ricostruire il legamento cardinale dell’utero e a rinforzare i legamenti utero-sacrali, andando a riposizionare gli organi nella loro posizione originaria. Inoltre, risolve contemporaneamente tutti i prolassi e corregge anche per via transanale il prolasso rettale residuo.

L’intervento è indicato quando il grado di prolasso è di tipo III e IV, e quando la sintomatologia associata a tale grado di prolasso risulta invalidante per la qualità della vita. I gradi dal I al II grado vengono arruolati in una fisioterapia pelvica per la rieducazione di una dissinergia addomino-pelvica, che è sempre preesistente alla insorgenza del prolasso pelvico multiorgano.

La durata dell’intervento è di circa 1 ora e mezza, la degenza in media di 3 giorni e la ripresa dell’attività lavorativa è prevista in circa 15 giorni.

Dott.ssa Valeria Gianfreda
Colonproctologia

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