Protesi della spalla: quando è indicata e cosa aspettarsi dall’intervento
La protesi della spalla rappresenta una soluzione efficace per pazienti che soffrono di dolori cronici, perdita di mobilità e compromissione funzionale dell’articolazione, spesso dovuti a artrosi, lesioni massive della cuffia dei rotatori o fratture complesse. Grazie ai progressi nella chirurgia protesica, oggi è possibile recuperare in modo significativo la funzionalità della spalla, migliorando la qualità della vita.
Quando si ricorre alla protesi
L’intervento di protesi alla spalla viene preso in considerazione quando le terapie conservative (farmaci antinfiammatori, fisioterapia, infiltrazioni) non sono più efficaci. Le indicazioni più comuni includono:
- Artrosi gleno-omerale primaria o secondaria
- Lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori con artropatia associata
- Fratture complesse dell’omero prossimale, spesso in pazienti anziani
- Artrite reumatoide o altre patologie infiammatorie croniche
Un’accurata valutazione clinica e radiologica consente di stabilire il tipo di protesi più indicato, in base alla condizione dell’articolazione e dei tessuti circostanti.
Tipologie di protesi della spalla
Esistono diverse opzioni protesiche, che si distinguono per struttura e meccanismo biomeccanico:
- Protesi anatomica: riproduce fedelmente la conformazione naturale dell’articolazione, indicata nei pazienti con cuffia dei rotatori intatta.
- Protesi inversa: utilizzata quando la cuffia è lesionata in modo grave; la disposizione invertita delle componenti protesiche consente di sfruttare il muscolo deltoide per il movimento.
La scelta viene effettuata dal chirurgo ortopedico in base all’anatomia del paziente e al tipo di danno articolare.
Come si svolge l’intervento
L’intervento viene eseguito in anestesia generale o loco-regionale e ha una durata di circa 1-2 ore. Il chirurgo rimuove le parti danneggiate dell’articolazione e impianta le componenti protesiche, fissandole all’omero e alla scapola. Nella maggior parte dei casi, si ricorre a tecniche mini-invasive che riducono il trauma chirurgico e favoriscono un recupero più rapido.
Il ricovero post-operatorio dura generalmente pochi giorni e il braccio viene immobilizzato con un tutore per alcune settimane. La fisioterapia post-operatoria è fondamentale per ripristinare la forza e la mobilità.
Ritorno alle attività quotidiane
Il recupero completo richiede in media 3-6 mesi. La maggior parte dei pazienti riferisce un marcato miglioramento del dolore e una buona ripresa dei movimenti, soprattutto nelle attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi o sollevare oggetti leggeri. In molti casi è anche possibile riprendere attività sportive leggere.
Rischi e durata dell’impianto
Come ogni procedura chirurgica, anche la protesi della spalla può comportare rischi, tra cui infezioni, instabilità o usura nel tempo. Tuttavia, i materiali moderni e le tecniche di impianto hanno migliorato sensibilmente la durata della protesi, che oggi può superare i 15-20 anni in molti pazienti.


