Quando rivolgersi all’immunologo clinico nel sospetto di immunodeficienza

L’immunodeficienza è una condizione caratterizzata da una ridotta capacità del sistema immunitario di difendersi da batteri, virus e funghi. Questa condizione può manifestarsi fin dall’infanzia o comparire in età adulta per diverse cause.
In alcuni casi, la immunodeficienza ha origine genetica, determinando infezioni ricorrenti già in età pediatrica. In altri casi, può insorgere più tardi nella vita, come conseguenza di malattie croniche (diabete, insufficienza renale, broncopneumopatia cronica ostruttiva, tumori) o come effetto di terapie specifiche come radioterapia, chemioterapia o farmaci immunosoppressivi
Segnali che richiedono una valutazione specialistica
È importante rivolgersi a un immunologo clinico quando si presentano manifestazioni ricorrenti di infezioni. Tra i principali segnali di allarme troviamo:
- Più di due otiti nell’arco di un anno.
- Due o più sinusiti acute in un anno.
- Un episodio di polmonite all’anno per almeno due anni consecutivi.
- Diarrea cronica associata a perdita di peso.
- Infezioni virali ricorrenti, come più di tre episodi influenzali o più di quattro manifestazioni erpetiche all’anno.
- Necessità di terapia antibiotica endovenosa per risolvere un episodio infettivo.
- Ascessi ricorrenti della pelle o degli organi interni.
- Candidiasi orale persistente o recidivante.
- Storia familiare di immunodeficienza genetica.
Questi segnali indicano che è il momento di sottoporsi a una valutazione specialistica approfondita.
Accertamenti diagnostici dell’immunologo
L’immunologo clinico, dopo aver raccolto una dettagliata storia clinica, può richiedere diversi accertamenti diagnostici per confermare la presenza e il tipo di immunodeficienza. Tra i principali test:
- Esami di laboratorio per misurare i livelli di immunoglobuline e la capacità di produrre anticorpi dopo vaccini di richiamo (ad esempio il vaccino del tetano).
- Fenotipizzazione linfocitaria, che analizza il numero e il tipo di linfociti circolanti.
- Controllo della presenza di infezioni latenti.
- Esami radiologici, come la TAC del torace a strato sottile, per rilevare eventuali danni polmonari correlati a immunodeficienza, come le bronchiectasie.
Strategie terapeutiche
Una volta individuata la tipo di immunodeficienza, lo specialista può indicare la terapia più appropriata, che può includere:
- Profilassi antivirale o antibiotica per prevenire infezioni.
- Somministrazione di immunoglobuline.
- Correzione di eventuali deficit nutrizionali e uso di sostanze stimolanti la risposta immunitaria.
Rivolgersi tempestivamente a un immunologo clinico consente di diagnosticare precocemente eventuali deficit e di impostare trattamenti efficaci, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.

