Sindrome dolorosa del gran trocantere: diagnosi e trattamento con onde d’urto
La sindrome dolorosa del gran trocantere (Greater Trochanteric Pain Syndrome – GTPS) è una condizione clinica comune che rappresenta una delle principali cause di dolore laterale all’anca. Colpisce con maggiore frequenza le donne tra i 40 e i 60 anni, con un’incidenza stimata di circa 1,8 casi per 1000 persone per anno e una prevalenza fino al 20% nei pazienti che si presentano al medico di base con dolore all’anca.
In passato, la GTPS veniva attribuita principalmente a borsite trocanterica, ma numerose evidenze istologiche e di imaging hanno mostrato come la patogenesi sia più complessa e coinvolga soprattutto la tendinopatia dei muscoli gluteo medio e minimo, talvolta associata a borsite. La sindrome, oltre al dolore, ha un impatto significativo sulla qualità di vita, limitando attività quotidiane come camminare, salire le scale o dormire sul fianco, con ripercussioni sulla salute generale, sulla capacità lavorativa e sul benessere psicologico.
La gestione clinica della GTPS richiede un approccio multimodale e basato sulle evidenze. Negli ultimi anni si è affermato il ruolo delle onde d’urto focalizzate, in particolare generate da sistemi elettromagnetici, come terapia efficace nei casi refrattari
Fisiopatologia
Figura 1. Anatomia del grande trocantere e inserzioni del gluteo medio e minimo.
La GTPS è dovuta principalmente a processi degenerativi tendinei che interessano il gluteo medio (GMed) e il gluteo minimo (GMin), i principali abduttori dell’anca che si inseriscono sul grande trocantere.
Meccanismi biomeccanici
- La contrazione e il carico ripetuto generano microtraumi tendinei con conseguente degenerazione e dolore cronico.
- Le forze compressive esercitate dalla bandelletta ileotibiale durante l’adduzione dell’anca aumentano il rischio di infiammazione e lesioni.
- La debolezza dei muscoli abduttori porta a tilt pelvico laterale, amplificando lo stress sul complesso tendineo-gluteo.
Reperti radiologici
- Risonanza magnetica: tendinopatia in oltre il 60% dei pazienti e rotture parziali o totali nel 40–45%.
- Calcificazioni tendinee: rilevabili alla radiografia nel 30–35% dei casi.
- Ecografia: utile per mostrare ispessimento o versamento della borsa e segni di tendinopatia.
La gravità del danno radiologico non sempre correla con i sintomi, sottolineando il ruolo di fattori neuromuscolari e psicosociali.
Figura 2. Esecuzione del Test di Ober per la valutazione della rigidità della bandelletta ileotibiale.
Diagnosi
La diagnosi di GTPS è principalmente clinica e si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo.
Quadro clinico
- Dolore localizzato lateralmente sull’anca, peggiorato da carico prolungato, corsa o decubito laterale.
- Possibile irradiazione lungo la coscia laterale fino al ginocchio.
- Evoluzione graduale, ma esacerbata da traumi o sovraccarico sportivo.
Esame obiettivo
- Palpazione diretta del grande trocantere (segno del salto, con alta sensibilità e specificità).
- Test della stazione monopodalica (dolore entro 30 secondi in appoggio su una gamba).
Test provocativi
- FABER test (Flexion, ABduction, External Rotation): con il paziente supino, l’anca viene portata in flessione, abduzione ed extrarotazione (posizione a ‘4’). Il dolore laterale all’anca indica possibile tendinopatia glutea.
- FADER test (Flexion, ADduction, External Rotation): simile al FABER, ma con l’anca in adduzione ed extrarotazione. La comparsa di dolore laterale indica sofferenza tendinea.
- ADD test (Adduction in side lying): il paziente è posto sul fianco sano, con l’arto superiore in adduzione passiva oltre la linea mediana. Il dolore evoca tendinopatia glutea.
Trendelenburg test e cammino con segno di Trendelenburg
- Trendelenburg test: il paziente in stazione eretta solleva un arto. Nei casi patologici il bacino cade dal lato opposto, indicando debolezza del gluteo medio.
- Segno di Trendelenburg durante il cammino: inclinazione del tronco e caduta del bacino, segno di insufficienza funzionale dell’abduttore dell’anca.
- Diagnosi differenziale: artrosi dell’anca, dolore riferito lombare, patologie pelviche o intra-articolari.
Figura 3. Generatore elettromagnetico Storz (Magnetolith ultra+) utilizzato per la terapia ESWT focalizzata.
Opzioni terapeutiche
4.1 Terapia conservativa
- Educazione del paziente (posture corrette, riduzione attività ad alto impatto).
- Fisioterapia progressiva di rinforzo degli abduttori.
- Farmaci analgesici e FANS.
- Ausili posturali (cuscini tra le ginocchia durante il sonno).
4.2 Infiltrazioni
- Corticosteroidi: benefici a breve termine, ma inefficaci a lungo.
- PRP: opzione per casi refrattari, evidenze contrastanti.
4.3 Terapie fisiche
- Ultrasuoni terapeutici (poche evidenze).
- Onde d’urto extracorporee (ESWT): promettenti per casi refrattari.
4.4 Chirurgia
- Riservata a casi resistenti.
- Tecniche: riparazione tendinea, bursectomia, rilascio ITB, osteotomia trocanterica.
Tabella 1. Opzioni terapeutiche nella GTPS
Focus sulle onde d’urto focalizzate elettromagnetiche
Le onde d’urto extracorporee sono impulsi acustici ad alta energia focalizzati sul tessuto target. Il generatore elettromagnetico produce onde precise e riproducibili, con maggiore stabilità energetica rispetto ai sistemi elettroidraulici.
Vantaggi
- Alta precisione di focalizzazione.
- Energia stabile e costante.
- Maggiore profondità di penetrazione.
- Maggiore durata del dispositivo.
Meccanismi d’azione biologici
- Stimolazione della neoangiogenesi.
- Incremento dei fattori di crescita.
- Effetto antinfiammatorio e analgesico.
- Rigenerazione tendinea e riduzione della fibrosi.
Benefici clinici
- Riduzione del dolore cronico.
- Miglioramento della funzione.
- Benefici più duraturi rispetto alle infiltrazioni corticosteroidee.
- Opzione non invasiva e sicura.
Figura 3. Sonde focalizzate Storz Medical con diverse profondità di penetrazione ed efficacia terapeutica
Figura 4. Generatore elettromagnetico Storz (Magnetolith ultra+) utilizzato per la terapia ESWT focalizzata.
Conclusioni
La sindrome dolorosa del gran trocantere è una patologia frequente, complessa e spesso sottodiagnosticata. Il trattamento deve privilegiare un approccio conservativo multimodale, basato su educazione, modifica dei carichi ed esercizi di rinforzo.
Le onde d’urto focalizzate generate da sistemi elettromagnetici rappresentano una delle terapie più promettenti per la GTPS resistente, grazie ai loro effetti rigenerativi e all’efficacia clinica nel ridurre dolore e migliorare la funzione. Esse costituiscono un’opzione valida da considerare prima dei trattamenti invasivi.

