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Spina bifida: quando operare in utero e quando è meglio aspettare la nascita

La spina bifida è una malformazione congenita che si sviluppa nelle prime settimane di gravidanza e può avere conseguenze importanti sul sistema nervoso del bambino.

Negli ultimi anni, la chirurgia fetale ha aperto nuove possibilità di trattamento, permettendo in alcuni casi di intervenire prima della nascita. Tuttavia, non sempre questa opzione è indicata.


Sapere quando operare in utero e quando invece è preferibile aspettare la nascita è fondamentale per prendere decisioni consapevoli insieme agli specialisti.

Che cos’è la spina bifida e perché può peggiorare durante la gravidanza

La spina bifida è un difetto di chiusura del tubo neurale, che può comportare l’esposizione del midollo spinale.


Nelle forme più gravi, come il mielomeningocele, il tessuto nervoso rimane vulnerabile all’ambiente intrauterino. Questo significa che, con il passare delle settimane, possono verificarsi danni secondari a carico del midollo spinale.


Proprio questa evoluzione nel tempo è uno dei motivi per cui, in alcuni casi, si valuta un intervento precoce.

Spina bifida nel feto: quando si valuta l’intervento in utero

L’intervento in utero non è sempre possibile né necessario. Viene preso in considerazione solo in presenza di criteri clinici specifici.

In generale, si valuta quando:


  • è presente una spinabifida aperta denominata anche mielomeningocele o mieloschisi
  • la diagnosi avviene in una fase compatibile con l’intervento (di solito tra la 24ª e la 26ª settimana)
  • la madre e il feto soddisfano condizioni di sicurezza adeguate



È fondamentale sapere che non tutti i casi sono candidabili alla chirurgia fetale. La decisione viene presa da un’équipe multidisciplinare altamente qualificata che inincluda le figure di una/un:

  • Ginecologo
  • Pediatra
  • Neonatologo
  • Esperto in Bioetica
  • Anestesista
  • Neurochirurgo

Come funziona l’intervento di chirurgia fetale

La chirurgia fetale per la spina bifida è un intervento complesso che richiede la collaborazione tra diversi specialisti.

In linea generale, la procedura prevede:


  • l’accesso all’utero tramite un’incisione chirurgica, oggi ridotta a 2cm, da parte di ginecologi che abbiano acquisito esperienza in chirurgia fetale
  • l’esposizione controllata del feto
  • la ricostruzione del midollo spinale e delle strutture coinvolte
  • la chiusura dei tessuti e dell’utero


L’obiettivo è proteggere il tessuto nervoso e ridurre il danno secondario che si verifica durante la gravidanza per l'esposizione del midollo spinale al liquido amniotico.

Intervento in utero o dopo la nascita: cosa cambia davvero

Tradizionalmente, la spina bifida viene trattata dopo la nascita. La chirurgia fetale, invece, interviene prima che il danno progredisca.

I principali benefici dell’intervento in utero possono includere:


  • minore necessità di trattamenti per complicanze come l’idrocefalo e l'anomalia di Chiari II
  • riduzione del danno neurologico
  • migliori prospettive di sviluppo motorio


Tuttavia, l’intervento dopo la nascita resta una soluzione valida e necessaria in molti casi, soprattutto quando la chirurgia fetale non è indicata (ad esepio, in caso di diagnosi tardiva).

Rischi e limiti della chirurgia in utero

Nonostante i possibili benefici, la chirurgia fetale comporta anche rischi.

Tra i principali:


  • parto prematuro, la cui incidenza è attualmente ridotta a circa il 3-5%
  • stress sull'utero, che deve continuare a sostenere la gravidanza, da controllare attraverso una terapia medica miorilassante nei primi giorni dopo l'intervento, determinata da anestesisti con comprovata esperienza


Dopo l’intervento: il percorso del bambino

Indipendentemente dal momento dell’intervento, i bambini con spina bifida necessitano di un follow-up a lungo termine.

Il percorso ha necessità di un Centro di cura dedicato alla Spina Bifida, che coinvolga diverse figure mediche, tra cui fondamentali sono:


  • neurochirurgo
  • pediatra con comprovata esperienza nella valutazione della funzione sfinterica, vescicale e anorettale
  • ortopedico
  • fisiatra
  • psicologo
  • neuropsichiatra infantile


Con un approccio adeguato e un monitoraggio continuo, molti bambini possono raggiungere una buona qualità di vita, con sviluppo cognitivo nella norma e una progressiva autonomia.

La possibilità di intervenire sulla spina bifida prima della nascita rappresenta un importante passo avanti.


La scelta tra intervento in utero e trattamento dopo la nascita deve essere sempre personalizzata, basata su criteri clinici precisi e condivisa con un’équipe esperta.

Affidarsi a specialisti qualificati è il primo passo per individuare il percorso più sicuro ed efficace per ogni singolo caso.


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Link utili:

  1. https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/spina-bifida-eccezionale-intervento-al-gemelli-correzione-in-utero-eseguito-con-successo/
  2. https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/nata-al-gemelli-bimba-operata-in-utero-per-spina-bifida-e-sta-bene/
  3. https://www.policlinicogemelli.it/reparti/spina-bifida-e-altre-branche-specialistiche/
  4. https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/storia-di-tommaso-e-del-suo-intervento-eccezionale-la-riparazione-della-spina-bifida-in-utero/