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Star bene con se stesse anche dopo il tumore al seno

Dott. Carlo Cascone
Scritto da: Dott. Carlo Cascone Chirurgo Generale a Nettuno
Pubblicato il: 03/06/2019 Editato da: Gloria Conalbi il 02/06/2019

La ricostruzione protesica in caso di tumore al seno restituisce alla donna l’integrità del suo corpo, con risvolti positivi sul piano biologico e psicologico. Scopri di più con il Dott. Cascone, esperto in Chirurgia Generale a Roma.

Quali obiettivi si pone la Chirurgia Oncoplastica del seno?

La chirurgia oncoplastica dei tumori del seno è una chirurgia che si pone due obiettivi: il primo è quello di eseguire una asportazione completa del tumore con margini liberi da malattia ed il secondo è quello di avere un soddisfacente risultato estetico. A seconda delle dimensioni e della localizzazione del tumore potranno essere proposti interventi di chirurgia oncoplastica conservativa (quadrantectomie con rimodellamento ghiandolare) o demolitiva (mastectomie con ricostruzione protesica). Molto spesso per mantenere la simmetria dei seni sarà necessario eseguire interventi correttivi anche sul seno sano (mirror quadrantectomy).

Quali tecniche sono disponibili per asportare il tumore al seno e mantenere lo stesso?

Nei casi in cui le dimensioni della neoplasia, in relazione anche alle dimensioni della mammella, consentano di eseguire un intervento conservativo la sede del tumore condizionerà il tipo di tecnica chirurgica e le incisioni da eseguire. Incisioni radiali ad S italica per i quadranti esterni, incisioni per lo più curvilinee per i quadranti superiori, incisioni nel solco mammario o incisioni a T rovesciata come nelle mastoplastiche riduttive per i tumori dei quadranti inferiori. Non è raro che al termine di un intervento oncoplastico conservativo per asportare una neoplasia mammaria si abbia addirittura un miglioramento estetico del seno stesso. L’utilizzo della tecnica della biopsia del linfonodo sentinella, che consente nell’asportazione ed esame istologico del primo linfonodo ascellare che drena la linfa della mammella, consente nell’80% delle pazienti di evitare la linfoadenectomia ascellare. La biopsia del linfonodo sentinella viene eseguita durante l’intervento sul seno con una piccola incisione trasversale nell’ascella di circa 3-4 cm. Le incisioni vengono sempre suturate con tecnica intradermica e fili riassorbibili in maniera da ottenere una cicatrice esteticamente poco visibile.

Quali sono i benefici della ricostruzione mammaria dopo l’asportazione di un tumore?

Nei casi in cui le dimensioni del tumore o la presenza di più lesioni neoplastiche nel seno (neoplasie multicentriche) richiedano l’asportazione di tutta la mammella è oggi possibile eseguire interventi di chirurgia oncoplastica con ricostruzione protesica immediata del seno.  Qualora la regione mammaria retro areolare non sia interessata dal tumore trova indicazione una nipple sparing mastectomy, ovvero una mastectomia con conservazione della cute e del complesso areola capezzolo. Se invece la regione mammaria retroareolare è coinvolta dalla neoplasia sarà necessario asportare il complesso areola capezzolo conservando la cute tramite una skin sparing mastectomy. La ricostruzione con protesi prevede l’allestimento di una tasca al di dietro del muscolo pettorale e grande dentato nella quale verrà inserito il presidio protesico. Se le dimensioni del seno prima dell’intervento sono piccolo/medie si potrà pensare ad una ricostruzione protesica in un tempo unico inserendo una protesi definitiva anatomica in gel di silicone. Qualora invece la mammella fosse di dimensioni maggiori potrà essere necessario ricorrere alla ricostruzione in due tempi posizionando prima un espansore tessutale che verrà portato a volume nei mesi successivi ed infine sostituito con la protesi anatomica definitiva.
Non c’è dubbio che la ricostruzione protesica immediata ridando alla donna l’integrità del suo corpo abbia un ruolo importante sul piano biologico e psicologico. Per una paziente sapere che l’aspetto estetico dell’intervento viene tenuto in grande considerazione aiuta a capire che la malattia è grave ma che la guarigione è un obiettivo raggiungibile, tanto è vero che la chirurgia si pone tra i suoi obiettivi quello di ottenere il miglior risultato estetico possibile.

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