Stop ai presìdi antimicotici fai-da-te: per curare la micosi dell’unghia c’è bisogno di un esperto!

Autore: Dott. Ferruccio Boffi
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Editor: Giulia Boccoli

Spesso si pensa che la micosi dell’unghia sia una patologia curabile con semplici presìdi antimicotici che si trovano in commercio: in realtà la micosi è una patologia che se non curata da uno specialista, può portare a conseguenze invalidanti. Ne parla il Dott. Ferruccio Boffi, esperto in Chirurgia Generale a Roma

Come ci si accorge di essere affetti da una micosi dell’unghia?

Con il termine di micosi dell’unghia (o onicomicosi) si intende la penetrazione e la colonizzazione di miceti nello spazio situato tra l’unghia ed il letto ungueale. L’infezione provoca l’ispessimento della lamina ungueale, il suo opacamento e il suo distacco parziale o totale dal letto. 
L’unghia appare pertanto ispessita, solcata, ruvida, di colore alterato (dal bianco sporco al bruno) e, nei casi di lunga durata, francamente distrofica. Spesso fra unghia e letto ungueale si nota la presenza di materiale biancastro farinoso.

Cosa causa la comparsa e lo sviluppo della micosi?

I miceti (o funghi) sono microrganismi saprofiti che si ritrovano diffusamente nell’ambiente che ci circonda, e possono trovarsi anche sulla cute normale, senza dare segni di malattia. Possono però diventare patogeni – e quindi provocare una infezione - sia in caso di abbassamento, anche temporaneo, delle difese immunitarie, sia quando trovino condizioni adatte alla loro proliferazione. L’infezione, pertanto, può essere facilitata da vari fattori come traumi o microtraumi, che provocando un distacco anche parziale dell’unghia, permettono la penetrazione delle spore micotiche nello spazio sub-ungueale. Anche il caldo, l’umidità, il sudore e la conseguente macerazione possono facilitare lo sviluppo di questa infezione, che si riscontra frequentemente soprattutto nelle persone al di sopra dei 40 anni.

Come viene trattata la micosi dell’unghia?

La cura dell’onicomicosi è difficile e spesso deludente. Questo nonostante in commercio esistano numerosi presìdi per la cura dell’onicomicosi, anche largamente pubblicizzati, venduti per lo più sotto forma di lacche e lozioni. Tuttavia la loro azione raramente risulta efficace: test clinici hanno dimostrato la guarigione, nei casi trattati con questi antimicotici locali, soltanto in una minima percentuale (1%-3%). Tale deludente risultato è dovuto soprattutto al fatto che questi presìdi vengono applicati sulla lamina ungueale, mentre in realtà l’infezione riguarda non tanto l’unghia, che non essendo costituita da cellule viventi, ma solo da cheratina, viene interessata solo di riflesso dall’infezione fungina, quanto, e più propriamente, il letto ungueale, a carico del quale avviene l’invasione e lo sviluppo dei miceti, e sul quale i farmaci giungono invece in minima parte, proprio perché le colonie micotiche sono “protette” dalla lamina ungueale. Per lo stesso motivo anche altre metodiche che agiscono su questa, come ad esempio il laser, si rivelano pressoché inefficaci nella cura dell’onicomicosi. Un’efficacia maggiore si ha con gli antimicotici somministrati per via orale, dove si riesce ad ottenere la guarigione in circa il 50% dei casi: tuttavia è una cura molto lunga (6-10 mesi), non esente da effetti collaterali anche importanti, nonché da interazioni con altre terapie farmacologiche concomitanti.

In base alla sua esperienza qual è la migliore terapia contro la micosi dell’unghia?

Personalmente da diversi anni ho adottato una strategia combinata chirurgico-farmacologica: innanzitutto si asporta la lamina ungueale, un intervento poco invasivo e di facile esecuzione che è possibile effettuare ambulatorialmente in anestesia locale, rispettando rigorosamente la matrice ungueale, quindi si esegue un’accurata toilette del letto, rimuovendo così tutte le colonie micotiche, e infine si applica un antimicotico locale, che può così agire efficacemente, senza l’ostacolo della lamina ungueale. Grazie a questa tecnica, ottengo una percentuale di guarigione di circa l’80%, il massimo riportato ad oggi dalla letteratura scientifica.

Quali complicazioni insorgono se non si interviene tempestivamente?

Le complicazioni che insorgono sono quasi sempre locali, è molto raro che si verifichino casi di micosi generalizzata e di diffusione per via sistemica. Tuttavia ciò non significa che sia una patologia meno invalidante, dato che provoca una deformità dell’unghia, che a lungo andare diventa dura, di diverso colore e può assumere una forma cilindrica (cosiddetta “unghia a pinza”) o addirittura “a corno di montone”, soprattutto nei soggetti anziani, nei quali non è raro riscontrare questo tipo di situazione. In alcuni casi si può arrivare a complicanze di tipo infettivo, con infiammazione, secrezione purulenta, e formazione di un’unghia incarnita; tutti effetti collaterali molto dolorosi e invalidanti per il paziente. 
Anche per questi motivi è importante rivolgersi il prima possibile allo specialista.

Dott. Ferruccio Boffi
Chirurgia generale

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